c.s. OSLA 17022014

In risposta al comunicato stampa della Segreteria di Stato all’Informazione, OSLA intende evidenziare come non corrisponde allo stile della stessa associazione la ricerca incondizionata della polemica. Infatti non di questo si tratta. OSLA respinge con veemenza al mittente l’accusa di tutelare “propri piccoli interessi”. Ciò che invece si vuole tutelare è la libertà di pensiero che in un paese civile va di pari passo con la libertà di informazione. L’articolato normativo sull’editoria che si appresta ad andare in prima lettura presenta diverse incongruenze che non possono passare inosservate da parte degli operatori di questo settore. Ma aldilà delle “incongruenze tecniche” che sicuramente potevano essere evitate con un preventivo, paritario, concreto e fattivo confronto con le associazioni di categoria e per il quale siamo sempre a disposizione, ciò che è sempre più difficile tollerare è proprio l’aspetto politico della proposta di legge. Ciò che di tutto l’elaborato normativo maggiormente preoccupa OSLA è in sostanza l’art. 7 che delega un forte potere discrezionale ad un organo di controllo di natura politica. E’ questa “strategia” che preoccupa OSLA. L’art. 7 prevede infatti un’Autorità Garante per l’Informazione consistente in un organo a maggioranza di nomina politica, presieduta da un rappresentante scelto dalla Segreteria di Stato all’Informazione (comma 4) che diviene la struttura incaricata di applicare le sanzioni deontologiche (comma 7, lettera h), istruire verifiche al fine del riconoscimento dello status professionale dei giornalisti (comma 7, lettera k) e addirittura approvare il codice deontologico e le sue successive modifiche (comma 7, lettera j). Troppo potere in capo all’ennesimo organo di natura politica. Questo modus operandi lo riteniamo figlio del vecchio sistema, tanto più vecchio e superato se si cerca di inserirlo in un contesto, quello della libertà di informazione, che grazie alle tecnologie e agli strumenti attuali, si muove alla velocità della luce. Perché la politica pretende ancora simili ingerenze? Perché il mondo politico che la cronaca di tutti i giorni ci insegna dover essere il primo dei controllati, continua a voler essere il primo dei controllori? E’ sicuramente necessario un controllo del livello della professionalità giornalistica e della deontologia del settore. Non lo pretende solo la Segreteria di Stato all’Informazione, lo pretende l’intera classe giornalistica, OSLA e tutto il Paese. Ma lo strumento della discrezionalità e dell’invadenza politica non è la soluzione.
Il Presidente OSLA
Avv. Mirko Dolcini