c.s. OSLA 24112014

OSLA ha sempre dimostrato un grande rispetto verso le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti con le quali intrattiene rapporti di correttezza e disponibilità. Lo dimostra anche il fatto che alla scadenza del contratto collettivo di lavoro del settore industria servizi, in mancanza di rinnovo, ha applicato correttamente la “vacanza contrattuale” in attesa di trattative. Da allora sono passati molti anni e, sempre a fronte della disponibilità di OSLA, non si è concluso nulla. Strategie, difficoltà interne, tattiche incomprensibili, almeno per noi, hanno fatto si che migliaia di lavoratori fossero senza contratto ed in parte anche senza la “vacanza contrattuale”.
OSLA è da molto tempo pronta e disponibile a sottoscrivere le intese raggiunte e sottolinea l’attività svolta per coinvolgere l’ANIS e tutti i sindacati con l’intento di concordare un testo condiviso da tutti. Dunque ogni responsabilità del ritardo ricade solo sulla parte sindacale dei lavoratori che ora è chiamata a senso di responsabilità e presa d’atto delle grandi difficoltà attuali. Occorre un ultimo sforzo che consenta di abbandonare i particolarismi o aspetti di minima importanza; tutti dobbiamo sentirci impegnati nella difesa del lavoro che per l’impresa significa redditività e per i lavoratori un equo salario.
Non sono più i tempi del contrasto ideologico e delle prese di posizione sui principi, qui si tratta di sviluppo, posti di lavoro, di ripresa economica obiettivi per i quali OSLA si batte quotidianamente. Lo fa anche attraverso la ricerca di un confronto più ampio e non limitato al rinnovo dei contratti, lo fa difendendo il valore dei salari che sono il frutto della produzione della ricchezza che non può venire immediatamente distrutta da aumenti indiscriminati del costo della vita. Lo fa soprattutto rilanciando i valori del nostro Paese che non deve dimenticare i suoi diritti fondamentali ed i doveri dei cittadini.
OSLA invita ancora una volta tutte le parti ad aprire un approfondito confronto su di una politica dei redditi che tuteli i più deboli; che stabilisca e realizzi nuovi diritti come la casa, il lavoro, la salute, l’istruzione e il risparmio che non possono venire negati o annullati da politiche economiche e sociali al di fuori del buon senso o dettate dal copia/incolla. Non facciamoci omologare da politiche fallimentari esterne. L’orgoglio sammarinese non è uno slogan, come abbiamo detto, ma un sentimento ed un valore che ci deve accumunare tutti alla ricerca di un nuovo progetto di sviluppo che superi rapidamente la fase negativa. Che concentri ogni sforzo sulla corretta produzione della ricchezza attraverso la difesa della Sovranità, dell’Autonoma e della Sicurezza che San Marino deve sostenere con forza, evitando ogni guerra fra bande, giustizialismo da bar e concentrando l’azione politica su di un progetto condiviso e non di esclusiva pertinenza della politica la cui cedibilità ha raggiunto il punto più basso dal quale si deve rapidamente risollevare. Le imprese stanno lottando ogni giorno contro la recessione, contro il calo dei consumi e contro la corruzione con una sola idea in testa: sviluppo! Nel più rigoroso rispetto delle regole interne ed internazionali. Ognuno faccia la sua parte. OSLA l’ha sempre fatta a sostegno del libero mercato, della difesa della sammarinesità e di quelle peculiarità che ci hanno fatto progredire nell’ambito della democrazia e del buon senso. Non perdiamo questa occasione che la grande crisi ci offre, rimettiamoci in moto respingendo ogni squallido tentativo di contrapporre gli interessi dell’impresa con quelli dei lavoratori che sono diversi, ma che si ispirano agli stessi principi: produzione della ricchezza per se e per gli altri. Nello scontro sociale si può facilmente cadere, il difficile sarà poi uscirne. Evitiamo di incorrere in questo grave errore assumendoci le relative responsabilità facilitando un rapporto costruttivo fra le parti.