c.s. OSLA 04102018

Patrimoniale: interpretazioni inaccettabili nelle circolari applicative

OSLA – L’Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori – aveva già contestato l’introduzione dell’imposta patrimoniale, considerandola una misura non risolutiva e che anzi potrebbe aggravare la situazione economica, causando depressione dei consumi e degli investimenti ed allontanando possibili investitori.
Le circolari applicative pervenute hanno ulteriormente aggravato la portata dell’intervento, tramite una discutibile e, a nostro avviso, erronea interpretazione della legge, come ad esempio l’applicazione dell’imposta, in contrasto con l’art. 11 del DD 71/2018, alle quote in società di capitali e di persone (S.r.l., S.n.c. ecc.) estere, detenute da persone fisiche residenti oppure ai depositi bancari detenuti all’estero e legati all’attività autonoma o di impresa individuale svolta all’estero, confondendo le sostanze strettamente riconducibili alle attività economiche e/o professionali con quelle detenute dalle persone fisiche in quanto tali.
OSLA contesta queste interpretazioni che riteniamo inaccettabili e contrarie a quanto definito dal legislatore ed è stato chiesto un immediato intervento alla Segreteria alle Finanze.
Abbiamo inoltre richiesto una proroga delle scadenze, in quanto queste discrepanze stanno creando problematiche al lavoro dei professionisti e relativi allungamento dei tempi.

c.s. OSLA 21092018

MONICA BOLLINI NUOVO PRESIDENTE OSLA

Si è tenuta nella giornata odierna l’Assemblea dei soci dell’Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori – OSLA.
L’Assemblea generale ha approvato il bilancio di esercizio 2017 e ha eletto il nuovo Presidente Generale nella figura di Monica Bollini.
L’Assemblea del settore Industria ha inoltre eletto il nuovo presidente di settore, nominando Cristian Polverelli.
L’Assemblea ha infine ringraziato Paride Bugli per il prezioso impegno dedicato all’Associazione ed ha rivolto al neo eletto Presidente l’augurio di un proficuo lavoro per rappresentare gli interessi di ogni associato nei vari settori di riferimento.
Il neo eletto Presidente Monica Bollini ha espresso l’importanza del ruolo di OSLA, in un momento difficile e delicato, nella definizione di un progetto di politica economica complessivo che abbia quale obiettivo lo sviluppo dell’economia reale, mediante l’attrazione di investitori e la creazione delle condizioni necessarie affinché le imprese esistenti possano svilupparsi e permanere in territorio, eliminando in primis costi e burocrazie non più sostenibili.
OSLA intende ancora una volta sensibilizzare la politica e le Istituzioni sull’importanza delle imprese, in quanto elemento fondamentale per la creazione di posti di lavoro ed entrate erariali che possano sostenere il Paese.

c.s. OSLA 17092018

NUOVA LEGGE URBANISTICA COMPLICAZIONI E SANZIONI PER LE PMI

Nei 163 articoli del nuovo testo unico delle leggi urbanistiche ed edilizie, senza nessun confronto preventivo con le Associazioni di categoria, sono stati inseriti dei nuovi adempimenti che complicheranno la vita alle Piccole Medie Imprese.

Con l’entrata in vigore della legge, ogni intervento di manutenzione ordinaria, una tipologia di lavori spesso svolti in urgenza e della durata di poche ore, dovrà essere comunicato preventivamente su apposito modulo, con marca da bollo, da presentarsi presso l’Ufficio per l’Edilizia, pena una sanzione di 500 euro.

OSLA – l’Organizzazione sammarinese degli Imprenditori – resta stupita e disorientata da queste scelte. Da una parte, infatti, ci viene promessa semplificazione burocratica e informatizzazione, con l’apertura di un tavolo apposito; dall’altra, invece, si inseriscono norme assurde, che creano perdite di tempo e costi alle imprese.

Aziende e commissionari dei lavori non possono sostenere il peso di una burocrazia assurda ed essere penalizzati per questa volontà di estremo monitoraggio e controllo. Non riusciamo a capire se questo “corto circuito” provenga dagli Uffici Pubblici o dalle Segreteria di Stato, quel che è certo è che non si può affermare di voler procedere verso la modernizzazione e la semplificazione e poi complicare l’attività giornaliera delle imprese.

Ogni normativa che influisce sull’operatività delle aziende dovrebbe essere sempre discussa e concordata con chi poi dovrà applicarla nel lavoro di tutti i giorni e non inserita, senza confronti, in una legge così complessa. Per questo chiediamo un incontro urgente alle Segreterie di Stato competenti, al fine di correggere queste distorsioni.

c.s. OSLA 11092018

LE SOLUZIONI ALLA CRISI DI SISTEMA SI RAGGIUNGONO SOLO CON LA CONDIVISIONE E L’ABBANDONO DI POSIZIONI CLASSISTE

La situazione stagnante in cui il Paese si trova da qualche anno sta spegnendo ogni barlume di speranza e fiducia rimasto acceso fra la popolazione. E come potrebbe essere altrimenti? Accuse e controaccuse sono all’ordine del giorno sul terreno del confronto politico, così come il rimpallo delle soluzioni di impostazione classista fra le categorie.

L’unica certezza esistente, nella babele di analisi, posizioni e ricette pressoché giornaliere, è data dall’economia reale che, ancora resistente alla crisi, sta sorreggendo il Bilancio dello Stato e garantendo l’occupazione.
Un’economia sana che stiamo deprimendo all’interno e allontanando all’esterno, a causa degli allarmismi e dell’incapacità di trovare soluzioni condivise.

OSLA ritiene che per uscire dall’impasse carica di tensione in cui ci si dibatte, senza raggiungere risultati apprezzabili, si debbano superare gli steccati ideologici a favore di un forte impegno congiunto sotto l’egida della pari dignità e del rispetto. Se si continua con il metodo della lezioncina da una parte e dell’arroccamento in posizioni non più sostenibili, ma utili al mantenimento del consenso dall’altra, non rimarrà che alzare le mani davanti a tutti coloro che rappresentiamo, siano essi cittadini, imprenditori, lavoratori o pensionati.

OSLA si smarca da questo metodo, così come dalle minacce e dalle polemiche urlate, per riaffermare il ruolo propositivo che ne caratterizza l’operato.

Confida che possa essere gettata comunemente una nuova base al tavolo tripartito per condividere e fissare obiettivi di sviluppo del Paese credibili e raggiungibili, nonché i tempi entro i quali dare loro seguito. Di conseguenza, i sottotavoli tematici potranno farsi carico di elaborare congiuntamente modalità e regole per tradurre ogni obiettivo in azione entro i tempi prefissati, con la consapevolezza che tutto è in discussione, compresi privilegi oramai anacronistici e spazi grigi in nome dell’equità.

c.s. OSLA 30082018

Piano di stabilità e sviluppo – consapevoli di dover fare sacrifici,
ma solo se utili a rilanciare l’economia del Paese


OSLA – Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori – lunedì 27 agosto, ha partecipato, insieme a tutte le parti sociali, all’incontro sul Piano di Stabilità e Sviluppo. La situazione presentata dal Governo è complicata e sappiamo bene che servirà l’impegno di tutti per uscire da questo momento di estrema difficoltà. Siamo consapevoli che serviranno sacrifici da parte di tutti: imprese, lavoratori e pensionati; OSLA è pronta a fare la sua parte, siamo però molto preoccupati rispetto agli indirizzi e agli obiettivi presentati.
In attesa dell’apertura dei tavoli specifici e comprendendo la difficoltà del momento, riteniamo molto rischioso focalizzare la quasi totalità delle misure presentate esclusivamente per sostenere un settore, come quello bancario, che ha pochi margini di sviluppo. Nella speranza che il lavoro sulla spending review sia realmente coraggioso, è fondamentale prevedere interventi fattibili per lo sviluppo dell’economia, mettendo da parte sogni e progetti irrealizzabili e non strategici, concentrandosi su ciò che serve realmente al sistema economico.
Oggi questa parte è completamente assente dai progetti del Governo e siamo estremamente preoccupati; è difficile credere in un progetto dove si investe la quasi totalità del debito pubblico per stabilizzare una sola banca e basa le nuove entrate sull’aumento delle imposte dirette e indirette, senza prevedere misure per rilanciare l’economia reale. Questo a nostro avviso non potrà che creare effetti negativi e recessione, anziché ripresa.
Invitiamo pertanto il Governo a valutare tutte le possibili strade alternative, affinché i sacrifici richiesti siano volti a rilanciare l’economia reale del Paese.

c.s. OSLA 10082018

ASSESTAMENTO DI BILANCIO INTRODOTTI NUOVI ADEMPIMENTI E COSTI PER LE AZIENDE

Nel rispetto del rapporto di collaborazione e concertazione tra Governo e parti sociali, la regola vorrebbe che ogni proposta di modifica alle leggi vigenti che influisce sulla vita delle aziende, sia presentata alle Associazioni di Categoria prima della discussione in Consiglio Grande e Generale. Invece, nel silenzio di tutti, all’interno dell’assestamento di Bilancio, sono stati introdotti due articoli che peseranno su tutte le imprese sammarinesi.
L’art. 15 ha infatti aumentato al 55% il secondo acconto IGR, un aumento del 20% che peserà in maniera importante sulla liquidità aziendale. Inoltre l’art. 16 reintroduce le sanzioni per la mancata presentazione dei bilanci alla Camera di Commercio. Questo articolo creerà confusione e possibili costi alle aziende che, in meno di un anno, si sono viste prima eliminare e poi reintrodurre questo adempimento, che deve essere fatto entro il prossimo 31 agosto. Misure che ricordiamo hanno solo un fine statistico e che potrebbero essere evitate se Camera di Commercio e gli Uffici preposti dialogassero tra di loro.
Quindi, ancora una volta, le aziende dovranno pagare per l’inefficienza della Pubblica Amministrazione, nonostante le tante promesse di semplificazione e si preferisce utilizzare la liquidità delle imprese piuttosto che intervenire in maniera decisa sulla spending review.
E’ inconcepibile che per risanare i conti dello Stato si chiedano sacrifici solamente agli operatori economici, tutti devono fare la loro parte e le prime misure da attuare devono essere quelle per la riduzione della spesa pubblica che a nostro avviso, così come prospettata dal Governo, è ancora insufficiente.
Se continuiamo su questa strada le aziende, sempre più in difficoltà, chiuderanno e senza imprese, non ci saranno più lavoratori. E’ impensabile che un modello del genere possa attrarre nuovi investitori, stiamo infatti presentando un sistema Paese che fa pesare sulla fiscalità e sulla liquidità aziendale i costi per il mantenimento di una spesa corrente improduttiva.

c.s. OSLA 03082018

OSLA PROPONE AL TURISMO DI COMPIERE IL SALTO: DA COLLABORAZIONE
A PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATO


Un rinnovato spirito collaborativo ha caratterizzato l’incontro che OSLA e le altre associazioni di settore hanno avuto con la Segreteria di Stato e l’Ufficio Turismo a seguito della conclusione di Timeline, evento che ha raccolto consensi unanimi, e in previsione della concretizzazione del Piano Strategico per il Turismo.

In tale occasione, OSLA ha posto sul tavolo una riflessione sulla forma e sulle modalità di collaborazione su eventi e iniziative promozionali fra le associazioni, da una parte, e la Segreteria di Stato e l’Ufficio Turismo, dall’altra. La logica auspicata da OSLA è quella della Partnership Pubblico-Privato con l’avvio di un processo collaborativo, su precisi obiettivi fondanti, grazie al quale massimizzare i risultati e limitare la burocrazia, le difficoltà e le possibili inefficienze della pubblica amministrazione.

Il coinvolgimento delle associazioni a livello di programmazione, governance e comunicazione su selezionati eventi porterebbe ad un clima di fiducia certamente favorevole alle iniziative, garantirebbe una conoscenza diffusa e la partecipazione del tessuto economico, assicurerebbe il supporto organizzativo necessario agli uffici pubblici e il monitoraggio dei risultati e delle percezioni.

OSLA è consapevole che la messa a regime di forme di partnership pubblico-privato rappresenta in questo momento un cambio di passo notevole nelle relazioni fra le parti; allo stesso modo è consapevole che il salto chiesto al Turismo dovrebbe essere compiuto anche dalle associazioni, per assicurare le professionalità e le competenze necessarie al successo degli obiettivi comuni.
Un vero progetto imprenditoriale, per certi versi sancito anche dal Piano Strategico per il Turismo, su cui OSLA è pronta a scommettere.

c.s. OSLA 01082018

OSLA RICEVE GLI ECCELLENTISSIMI CAPITANI REGGENTI

Gli Eccellentissimi Capitani Reggenti Stefano Palmieri e Matteo Ciacci, nell’ambito delle visite alle parti sociali e alle realtà economiche del Paese, si sono recati in data odierna presso la sede dell’Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori – OSLA.
Una delegazione del Direttivo, insieme ad una rappresentanza degli associati e allo staff hanno avuto il piacere e l’onore di accogliere i Capi di Stato, di presentare le attività dell’Associazione e la varietà dei suoi associati, che provengono dall’intero panorama del sistema economico sammarinese: il commercio in tutte le sue componenti, grande distribuzione, ingrosso e dettaglio; il settore turistico ed alberghiero; il mondo dei servizi, alle persone, alle imprese e nuove tecnologie; le libere professioni, l’industria di produzione, l’artigianato, l’edilizia e l’agricoltura.
E’ proprio la sua anima diversificata il valore fondamentale che OSLA ha voluto trasmettere agli Eccellentissimi Capitani Reggenti; la capacità dell’Associazione di ascoltare le istanze che arrivano dai singoli settori, orientandole però alla definizione di strategie comuni per raggiungere obiettivi condivisi.
OSLA ha ribadito la propria disponibilità a collaborare per rilanciare il Paese, per raggiungere questo comune obiettivo è fondamentale però un miglioramento del dialogo fra tutte le parti in causa, una maggiore capacità di ascoltarsi e che il ruolo delle Associazioni di Categoria venga valorizzato, soprattutto nella capacità di mediazione e nella competenza di proporre idee e progetti utili per sviluppare l’economia del Paese.
E’ questo il messaggio che il Direttivo OSLA ha lasciato agli Eccellentissimi Capitani Reggenti affinché, nel loro ruolo di rappresentanti dello Stato, possano trasmetterlo a tutti gli organi Istituzionali.

c.s. OSLA 30072018

PREGIUDIZI E COLPI DI SPUGNA SONO BARRIERE SUL PERCORSO DELLO SVILUPPO

La qualità è il segno distintivo del Piano Strategico per il Turismo recentemente approvato a maggioranza dal Consiglio Grande e Generale. Trasformare San Marino in una meta ricercata, capace di fornire al visitatore l’emozione di un’esperienza unica, con servizi in grado di facilitare la permanenza dell’ospite e occasioni di svago per intrattenerlo, con strutture ricettive attrattive e momenti conviviali capaci di esaltare il palato, con una qualificata offerta commerciale che comprenda prodotti d’artigianato e dell’enogastronomia locale.
Suona tutto così familiare…

Anno 2004. Il tavolo misto pubblico-privato si confronta sugli interventi necessari ad invertire il trend negativo che il turismo sammarinese registra a livello di presenze e di calo degli acquisti. Nasce su proposta di OSLA, USC e USOT il Premio IL CENTRO D’ORO - Commercio di Qualità San Marino per coinvolgere in modo diretto gli operatori e i visitatori sulla crescita qualitativa del commercio del Centro Storico.

Anno 2009. OSLA condivide l’importanza della valorizzazione delle produzioni tipiche per affermare l’unicità e la storia che caratterizzano San Marino e l’obiettivo di creare un brand del made in San Marino per la produzione enogastronomica autoctona e dell’artigianato artistico in un’ottica di promozione del sistema territoriale.

Anno 2011. Il Decreto Delegato 68/2011 incentiva la promozione e il sostegno del comparto turistico e commerciale con agevolazioni a punti vendita, bar, ristoranti e alberghi che intendono riconvertirsi, riqualificarsi, ampliarsi con particolare riguardo agli standard qualitativi. Le associazioni partecipano in forma paritetica alla Commissione di Valutazione delle istanze.

Anno 2012. Dopo 7 edizioni del Premio IL CENTRO D’ORO, le associazioni puntano ad una sua evoluzione rivolta all’intera rete commerciale della Repubblica per stimolare, attraverso la cultura della formazione e della qualità abbinata ad azioni promozionali verso l’esterno, un settore che la crisi economica sta rendendo asfittico. Nasce il progetto COMMERCIO DI QUALITÀ.

Solo alcuni esempi per non far cadere nel vuoto tutto ciò a cui OSLA ha contribuito, nel segno della qualità e della riqualificazione per il raggiungimento di un target turistico autonomo ed elevato. Purtroppo, però, i colpi di spugna e i pregiudizi che accompagnano spesso l’operato di chi si trova a guidare questo Paese fanno sì che si debba sempre ripartire da zero.

Il Piano Strategico per il Turismo può essere lo strumento giusto al momento giusto solo se si superano le barriere e si lavora con rispetto di tutte le parti.

Alla politica, in particolare, chiediamo di esserne pienamente partecipe, smettendo di demolire ciò che con fatica, tempo e risorse si cerca ostinatamente di costruire per assegnare al turismo di San Marino un’identità precisa e renderlo capace di competere con il resto del mondo.

c.s. OSLA 25072018

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA … DI ALCUNE PREVISIONI

Il Programma Economico 2019, presentato recentemente dal Segretario di Stato per le Finanze Celli, consente una lettura a tutto tondo: da una parte lo spaccato di ciò che San Marino attualmente è affiancato dalle road map che indirizzano i lavori delle varie Segreterie di Stato nel futuro più prossimo; dall’altra la visione a lungo termine data dal Piano Nazionale di Stabilità e Sviluppo, allegato al Programma stesso. Un lavoro completo su cui ci ripromettiamo di esprimere a più riprese pareri e pensieri, nell’ottica del confronto propositivo che contraddistingue OSLA.

Ciò che è stato ripreso dalla stampa con particolare enfasi è la previsione dell’incremento di 200 milioni di entrate nelle Casse pubbliche grazie ad uno degli investimenti strategici che il Governo ha elencato nel Piano di Stabilità e cioè l’outlet store The Market. Un dato che, insieme a quelli riferiti al numero dei potenziali visitatori e dei nuovi posti di lavoro, contribuisce alla significativa e suggestiva portata dell’impatto atteso dalla realizzazione del progetto.

Premesso che tale previsione non può che rallegrare tutti quanti e ridare un po’ di ottimismo all’intero Paese; premesso che OSLA ha sempre sostenuto l’importanza del progetto The Market e, anzi, è andata addirittura oltre, proponendo a più riprese un piano di riqualificazione dell’intera area industriale; non possiamo non evidenziare che la previsione di tale incremento delle entrate non risulta essere sostenuta da proiezioni ufficiali.

OSLA ha memoria della serata pubblica tenutasi nel maggio 2016, in clima pre-referendario, durante la quale un pool di professionisti ha illustrato il progetto dell’outlet, i punti di forza, le motivazioni della scelta su San Marino, nonché i numeri attesi, capaci di dare un impulso fondamentale all’economia sammarinese. Fra essi, i 200 milioni di euro di maggiori entrate fiscali in 10 anni e al netto delle agevolazioni fiscali.

Dal 2016 è cambiato il Governo e con esso la bozza del progetto di legge che sancisce il passaggio dalla monofase all’IVA. Attualmente il progetto di legge è in lavorazione, anche se prendiamo atto dal Programma Economico 2019 che sarà portato in prima lettura in corso d’anno per essere approvato nel primo trimestre 2019.

Nel 2016, così come oggi, era in vigore il regime della monofase e si suppone, quindi, che la previsione di incremento delle entrate per 200 milioni di euro, prospettata dagli investitori, derivi dalla proiezione basata sullo status quo.
Certamente non può essere frutto di proiezioni diverse, dal momento che lo stesso tavolo di lavoro presso la Segreteria di Stato Finanze non ha ancora preso in esame alcuna ipotesi per la quantificazione delle aliquote della nuova Imposta sui consumi.

Sarebbe alquanto bizzarro che una nuova proiezione, basata su aliquote comunque tuttora non applicabili, portasse ai medesimi numeri snocciolati nel 2016 e ad oggi insistenti nel sito web di The Market.

Attendiamo la ripresa dei lavori presso la Segreteria Finanze per proseguire con lo studio e il confronto fino ad arrivare alla fase delle proiezioni. Allora sì, saremo in grado di fare previsioni economiche sostenibili.

c.s. OSLA 19072018

IL PIANO STRATEGICO PER IL TURISMO EVIDENZIA LO SCONTRO FRA REALTÀ E VISION. MAI COME ORA OCCORRONO CONDIVISIONE E UNITÀ DI INTENTI.

La Segreteria di Stato per il Turismo ha recentemente inviato alle associazioni il Piano Strategico per il Turismo di San Marino con il quale si intende innalzare il contributo economico della filiera turistica fino a raddoppiarne il PIL attraverso la definizione di una vision e di azioni mirate al suo perseguimento. In attesa di prossimi incontri con la Segreteria competente per gli approfondimenti necessari, OSLA si sofferma su due aspetti che balzano prepotentemente all’attenzione del lettore durante l’esame del Piano.

LO SCONTRO FRA LA VISION E LA REALTÀ. L’immagine turistica futura della Repubblica di San Marino è basata su fattori chiave che partendo da una nuova cultura interna, indispensabile sia a livello privato e pubblico (VALORIZZAZIONE DELL’UNICITÀ/IDENTITÀ e IMPLEMENTAZIONE DEI PRODOTTI), incidono sulla tipologia e la qualità del turista (INTERNAZIONALIZZAZIONE e INNALZAMENTO DEL TARGET). I principi cardine della vision, infatti, sono sostenibilità, qualità, distintività, accessibilità e innovazione. Ciò attualmente è in contrasto con la realtà esistente. Il Piano evidenzia la necessità di ripensare e riqualificare tutta la filiera: dall’offerta ospitale e ristorativa non adeguate agli standard qualitativi del sistema ospitale internazionale; all’offerta commerciale troppo omogenea e percepita alla stregua di un bazaar con un basso indice di autenticità; alla gestione delle attrazioni storiche, culturali e ambientali che San Marino deve valorizzare e offrire in modo più convinto e professionale; fino alle azioni di marketing e promozione turistica che una nuova governance turistica dovrà essere in grado di gestire.

Lo sviluppo e la realizzazione del Piano Strategico ruotano attorno a questa grave e problematica situazione di incongruenza. E ciò apre alla riflessione sul secondo aspetto che OSLA si propone di evidenziare.

LA NECESSITÀ DI UNA TOTALE CONDIVISIONE E UNITÀ DI INTENTI. Mettere da parte pregiudizi, superare piccole e grandi ignoranze, uscire dagli steccati per aprirsi a nuovi ragionamenti ed esperienze siamo sicuri sia molto difficile. Altrettanto lo siamo, però, sul fatto che il passo sia necessario. La sfida non riguarda solo gli operatori economici, come potrebbe sembrare di primo acchito, ma riguarda tutti, dal responsabile politico al dirigente pubblico, al rappresentante di categoria. La sfida sarà vinta in tempi brevi se saremo anche capaci di attrarre e accogliere nuovi soggetti e potenziali investitori in grado di aiutare il processo di cambiamento e rinnovamento apportando competenze e risorse economiche.
OSLA ne è pienamente consapevole e, coerente con lo stimolo al nuovo che da sempre la contraddistingue, garantisce da subito la sua totale collaborazione in un’ottica di critica costruttiva.

c.s. OSLA 17072018

IL GROVIGLIO DELLA SANATORIA

La crisi dei modelli su cui si è stato costruito lo sviluppo economico di San Marino ed è prosperato un benessere diffuso, ha toccato in modo particolare - e per certi versi violento - il settore dell’edilizia. Al boom delle costruzioni e alla bolla che ha generato, è seguito un periodo di grave crisi, pienamente esploso nel 2009 e tuttora perdurante.

La leggerezza con la quale negli anni è stato gestito il settore dell’edilizia e del mercato immobiliare ha portato ad una saturazione in cui sembrerebbe aver trovato terreno fertile anche il fenomeno diffuso della difformità del costruito rispetto all’approvato, una forma anch’essa di abusivismo. Il Segretario di Stato per il Territorio ne dà una lettura cruda e veritiera, dalla quale emerge la complicità perpetrata nel tempo dell’intera filiera coinvolta, parti sociali, tecniche e politiche.

Siamo al punto zero da cui ripartire. Il percorso verso la meta, però, non può non tener conto di tutti quei cittadini che hanno investito i risparmi nella propria abitazione e di tutte quelle piccole imprese che, ancora immerse nella melma della crisi, stanno cercando faticosamente di creare economia e contribuire al Paese.
I limiti temporali dati alla possibilità di sanare, i costi derivanti, i balzelli richiesti sono tutti elementi che aggravano la situazione e lo stallo che si è generato nel settore non porta benefici a nessuno, comprese le casse pubbliche, come più volte sottolineato.

Il Consiglio Direttivo OSLA, dopo aver discusso gli argomenti correlati al Testo Unico delle Legge Urbanistiche e al Decreto 62/2018, ha deliberato di proporre e condividere con le associazioni di categoria di settore una posizione in merito utile al confronto con la Segreteria di Stato per il Territorio affinché si possano contemperare le istanze di privati e imprese con le necessità di restituire al Paese una situazione di conformità e legalità nel settore dell’edilizia.
Solo uscendo dall’intoppo in cui ci troviamo in modo soddisfacente per tutti possiamo sperare nella ripresa del settore.

c.s. OSLA 09072018

PIANO NAZIONALE DI STABILITÀ E SVILUPPO – MANCA CHIAREZZA SU COME VERRA’ SVILUPPATO

Il Piano Nazionale di stabilità e sviluppo presentato dal Governo, delinea linee generali necessarie alla crescita del Paese (riforme strutturali, sviluppo, stabilità del sistema finanziario) sicuramente condivisibili, a nostro avviso però i singoli punti devono essere affrontati e condivisi in maniera concreta al più presto, in quanto ad oggi non è ben chiaro come verranno sviluppate le varie tematiche.
OSLA ritiene che alla base di tutto ci sia il reperimento delle risorse che deve partire imprescindibilmente dalla riduzione della spesa pubblica, ma la riduzione del 2,5% non è sufficiente, né sono efficaci i metodi proposti per ottenerla. Le Associazioni hanno già presentato una proposta capace di ridurre maggiormente la spesa pubblica e nel contempo aumentare la produttività della PA e sarebbe opportuno un confronto sul questo progetto.
Per quanto riguarda le nuove entrate fiscali ci attendiamo più chiarezza, la soluzione infatti non può essere né trasformare San Marino in uno Stato di polizia né allargare la base imponibile aumentando le tasse; le aziende, specialmente le piccole e medie imprese, oggi sono in difficoltà, ma continuano ad essere la base portante del Paese; serve quindi una fiscalità equa e un sistema di verifica e controllo moderno, semplice e non invasivo. L’allargamento della base imponibile la si può ottenere solamente sostenendo le imprese ed ascoltando le loro esigenze strutturali. Anche sull’IVA servono maggiori chiarimenti, abbiamo chiesto delle proiezioni sulle entrate rispetto alla monofase e sugli effetti nella formazione dei prezzi, specialmente nei settore del commercio e dei servizi, questioni fondamentali da affrontare prima della sua introduzione.
Rispetto alle misure per lo sviluppo e all’attrazione di nuovi investimenti non possiamo che essere d’accordo, ma per il momento ci sembra una lunga lista dei desideri, serve invece un’attenta pianificazione temporale e finanziaria, scegliendo gli interventi prioritari e garantendo l’effettiva copertura economica.
A tal fine è imprescindibile risolvere definitivamente la questione bancaria in maniera chiara e trasparente, le aziende hanno bisogno di banche stabili, di un costo del denaro e costi di gestione bassi, condizioni oggi non presenti a San Marino. E’ importante che il processo sugli AQR, la situazione reale del sistema bancario e le misure per la ripresa del settore siano condivise con le parti sociali, pur capendo la sensibilità della tematica.
E’ fondamentale quindi avere più coraggio sulla spending review e concordare un piano più dettagliato e concreto che definisca in maniera chiara le scelte da adottare per fare diventare San Marino un Paese attrattivo, definendo i tempi per la realizzazione e la portata economica degli interventi. OSLA resta a disposizione a collaborare e monitorerà attentamente affinché le misure proposte creino risorse economiche da utilizzare per interventi di sviluppo condivisi, senza però creare recessione alle aziende.

c.s. OSLA 03072018

RIFORMA DELLA LEGGE COMMERCIO: ILLUSIONE O REALTÀ?

All’indomani dell’avvio del tavolo di confronto sulla riforma della legge commercio avevamo pubblicamente espresso grande soddisfazione perché sembrava che la parte pubblica avesse convenuto sull’obbiettivo di rendere il settore pronto alle sfide del futuro. A tre settimane da quel primo incontro, però, nessun documento è giunto e nessuna convocazione è stata comunicata alle associazioni dalla Segreteria di Stato per il Commercio.

Unico accenno al commercio da parte del Segretario Zafferani è stato fatto in riferimento alla liberalizzazione tramite Decreto volta ai soggetti non residenti che vogliano aprire attività commerciali a San Marino senza bisogno che tali attività apportino elementi di innovazione nel settore, come invece previsto dalla Legge 130/10. Sicuramente per il Segretario rappresentava una priorità, probabilmente stima che verranno aperte così tante attività da risollevare le sorti del settore, dimenticando, purtroppo, che altrettanto prioritario è discutere e assegnare al settore un indirizzo strategico che consenta alle realtà esistenti di guardare avanti e ritrovare stimoli per continuare a misurarsi sul mercato.

OSLA attende fiduciosa che la Segreteria di Stato Industria, Artigianato e Commercio presti attenzione alle normative di settore per rilanciare l’economia esistente con la consapevolezza che anche gli investimenti di eventuali nuovi operatori possono trovare maggior concretezza in tessuti imprenditoriali che funzionano.

Nel ribadire che qualsiasi piano di sviluppo crolla se eretto su fondamenta deboli, OSLA rilancia la propria disponibilità a lavorare fianco a fianco alla parte pubblica sui temi economici. In particolare, tenuto conto delle esigenze del settore commercio, chiede alla Segreteria di Stato competente la massima convinzione e costanza nel portare avanti il confronto appena avviato e finalizzato alla riforma della Legge n.130 del 2010.

c.s. OSLA 02072018

LO SVILUPPO A CUI GUARDA IL DICASTERO ECONOMICO NON POTRÀ CHE ESSERE MONCO SE NON SI TUTELANO E RILANCIANO LE REALTÀ ESISTENTI

Abbiamo appreso dalla stampa l’obiettivo sviluppo su cui il Segretario Zafferani ha tracciato il percorso dell’attività del suo Dicastero volta ad attrarre imprese e alimentare il mondo del lavoro nel solco dell’economia dell’innovazione.
Da una parte ha elencato quanto già fatto: totale liberalizzazione nel commercio, revisione del credito agevolato alle imprese e revisione dei settori oggetto di nulla osta del Congresso di Stato.
Dall’altra ha presentato quanto sarà fatto: snellimento dei rapporti fra imprese e settore pubblico, sinergia con San Marino Innovation e accorpamento delle leggi sulle licenze e sulle società.

L’orientamento strategico verso la cultura dell’innovazione quale leva di sviluppo è condiviso da OSLA, con la consapevolezza, però, che ci si rivolge al medio e lungo periodo e che alcuni settori sono maggiormente sensibili e reattivi ai cambiamenti del modello di business rispetto ad altri.
A breve termine, però, è indispensabile garantire alle imprese esistenti gli strumenti che consentano loro di continuare ad esistere e possibilmente crescere.

Per questo motivo, il piano di sviluppo economico presentato dal Segretario Zafferani deve essere integrato affinchè possa rispondere completamente alle esigenze in essere delle realtà esistenti.

OSLA, pertanto, confida nell’elaborazione di un progetto completo e strutturato, possibilmente con il mondo economico in veste di interlocutore primario, e auspica che aumentino le occasioni di confronto sui temi più urgenti e sui settori più bisognosi di normative aggiornate.

Sarebbe un vero e concreto segnale di innovazione da parte della Segreteria di Stato Industria, Artigianato e Commercio nel percorso verso l’economia dell’innovazione attesa.

c.s. IUS 09122016

IUS SI CONGRATULA, MA NON SOLO!
OSLA, USC e USOT, uniti nella sigla IUS, si congratulano con la coalizione Adesso.sm per il successo elettorale e si mettono da subito a disposizione per quel percorso di condivisione già annunciato dalla stessa coalizione in varie occasioni. IUS è già vigile sulle decisioni e sugli atteggiamenti del nuovo Governo. Per quanto riguarda la legge finanziaria e la situazione delle Banche, si condividono le necessità di urgenza e priorità nel trovare adeguate soluzioni tecniche e di sistema. Per quel che riguarda il Turismo si esprime una forte preoccupazione nel vederlo ridotto ad una delega della Segreteria al Territorio, in quanto un settore destinato necessariamente a contribuire a trainare l’immediata ripresa del Paese, dovrà trasformarsi in una vera e propria Economia Turistica con forti indotti nel settore dei Servizi, del Commercio e dell’Artigianato e dovrà pertanto avere una dignità ed un’importanza fondamentali senza invece relegarsi ad essere un sotto capitolo di un’altra Segreteria di Stato, per quanto importante come il Territorio.
IUS veglierà con molta attenzione sull’operato del Governo su temi così importanti già condivisi durante la fase di confronto elettorale e che la coalizione, che si accinge a prendere in mano il governo del Paese, ha ampiamente affermato di voler affrontare in sintonia e in sinergia con le associazioni.


c.s. OSLA 06122016

OSLA, appresa la notizia della scomparsa del giurista Victor Uckmar, con il quale OSLA ha collaborato dal 2012 per la formazione sulla convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino e la fiscalità internazionale, esprime cordoglio e vicinanza ai suoi famigliari e agli eccellenti professionisti che lo hanno affiancato e con i quali, con gli insegnamenti del professore, continueremo la collaborazione. Victor Uckmar è mancato nella notte a Genova, aveva 91 anni, fra i massimi esperti di diritto tributario in Italia, Uckmar è stato professore emerito dell’Università di Genova e docente alla Luiss di Roma. I funerali si svolgeranno domani, mercoledì 7 dicembre, alle 15 nella chiesa della Pineta di Arenzano.

OSLA informa quindi che la terza lezione del corso "La Fiscalità dell'Internazionalizzazione" prevista per domani viene rimandata a giovedì 15 dicembre dalle ore 9 alle ore 13 presso OSLA.

La terza lezione del corso La Fiscalità dell'Internazionalizzazione: I flussi reddituali transfrontalieri.
- Il reddito delle imprese, delle società e della Stabile Organizzazione (la disciplina tributaria italiana, sammarinese e nella Convenzione contro le doppie imposizioni vigente tra Italia e San Marino).
- Il trattamento dei dividendi, interessi, canoni e utili di capitale (la disciplina tributaria italiana, sammarinese e nella Convenzione contro le doppie imposizioni vigente tra Italia e San Marino).
- Il reddito dei liberi professionisti.
- Il reddito dei lavoratori dipendenti.


E' possibile iscriversi alle singole lezioni.
Il corso è accreditato (con n.2 crediti formativi per ciascuna lezione) dalla Commissione centrale per l'accreditamento della Formazione - Consiglio Nazionale Forense presso il Ministero della Giustizia, pertanto ricordiamo agli iscritti agli ordini degli avvocati italiani che le n.2 lezioni rimanenti possono essere fruite anche singolarmente.
E' accreditato dall’ODCEC della Rep. di San Marino e dal CNDCEC ai fini del riconoscimento dei crediti formativi dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili italiani.
Con il Patrocinio del'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Rimini - Commissione per l'Internazionalizzazione.


Per info e iscrizioni: OSLA Via N. Bonaparte, 75 47890 San Marino Tel. 0549992885 Fax. 0549992620 e-mail: info@osla.sm www.osla.sm
Con il contributo di: Giochi del Titano, Banca Agricola Commerciale, Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, Telefonia Mobile Sammarinese, Reggini.

c.s. OSLA 28112016

OSLA informa che il corso “La Fiscalità dell'Internazionalizzazione” è stato accreditato (con n.2 crediti formativi per ciascuna lezione) dalla Commissione centrale per l'accreditamento della Formazione - Consiglio Nazionale Forense presso il Ministero della Giustizia, pertanto ricordiamo agli iscritti agli ordini degli avvocati italiani che le n.3 lezioni rimanenti possono essere fruite anche singolarmente.
Il corso è accreditato dall’ODCEC della Rep. di San Marino e dal CNDCEC ai fini del riconoscimento dei crediti formativi dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili italiani.
Con il Patrocinio del'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Rimini - Commissione per l'Internazionalizzazione.

Per info e iscrizioni: OSLA Via N. Bonaparte, 75 47890 San Marino Tel. 0549992885 Fax. 0549992620 e-mail: info@osla.sm www.osla.sm
Con il contributo di: Giochi del Titano, Banca Agricola Commerciale, Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, Telefonia Mobile Sammarinese, Reggini.

c.s. IUS 22112016

Turismo: un progetto in cui tutti siano partecipi
Dall’Assemblea IUS la denuncia per il decadimento del turismo escursionistico e di sosta, ma anche le proposte per trovare le soluzioni. Ai politici: guarderemo il vostro operato
Le immagini che scorrono sullo scorrono sono scioccanti: decina e decine di negozi con le serrande giù. Ovunque cartelli: affittasi, vendesi. Degrado. Abbandono. Sono un centinaio, solo sulla Superstrada. Ma accade anche nel centro storico. E perfino nelle zone periferiche dei Castelli.
Andreina Bartolini, presidente USC, è implacabile: “Questo è il frutto dell’immobilismo degli ultimi anni”. Locali vuoti, famiglie sammarinesi che emigrano, disoccupazione. Si continua a puntare sugli investitori esteri, che non ci sono, e quando ci sono si fermano quel tanto che serve a racimolare tutte le provvidenze positive e poi se ne vanno lasciando dipendenti senza stipendio e debiti ovunque. Sono cose che sanno tutti, ma quando si toccano con mano, fanno male al cuore e alla dignità di cittadini.
Tutto questo è emerso durante l’Assemblea IUS (Imprenditori Uniti Sammarinesi) dello scorso 17 novembre, nella sala Montelupo di Domagnano. L’obiettivo era stato palesato già in precedenza: mandare un messaggio molto esplicito alle forze politiche candidate alle elezioni, perché i programmi da esse presentati in campagna elettorale non rimanessero lettera morta. “Inutili e sterile promesse” le ha battezzate Andreina Bartolini.
E a proposito di programmi, il presidente OSLA Mirko Dolcini si è assunto il compito di paragonare cosa avevano detto i partiti nelle elezioni del 2012 a quanto affermato, invece, in questa legislatura.
Ha quindi passato in rassegna argomenti come la SMAC, che ha creato tanti problemi, costi milionari alle casse dello Stato e che non piace a nessuno. Per qualcuno è solo da migliorare, ma sono molte le forze politiche convinte che essa debba tornare ad essere uno strumento di incentivo ai consumi, com’era in origine, e perdere la funzione fiscale che l’ha alterata.
E poi l’IGC, una scelta che deve essere attentamente ponderata e condivisa perché, è vero che piace agli industriali, ma potrebbe portare tante conseguenze negative per il commercio al dettaglio e i servizi. E poi la legge sulla rappresentatività, che alcune forze politiche hanno votato in aula e che ora si mostrano disponibili a ridiscuterne. Il sistema bancario, stretto nella morsa degli NPL e di mancanze che lo mettono a rischio. Tra queste, l’Asset Quality Review, necessaria per capire la natura dei crediti non esigibili, e l’istituzione della Centrale Rischi.
E infine il turismo, sul quale si incentrano i numeri, ma che andrebbe considerato anche per la qualità di spesa. Inesorabilmente crollata, ha detto Dolcini.
Ma sul turismo ha relazionato Riccardo Vannucci, presidente USOT, sulla base dei dati forniti dall’Ufficio statale di statistica.
E anche qui è un cimitero di segni meno. In quattro anni, dal 2012 al 2016, cioè nell’arco dell’ultima legislatura, gli alberghi hanno perso 20 mila presenze, pari al 26 per cento. Hanno chiuso ben sei strutture e le tariffe, per cercare di frenare la caduta, sono state ribassate del 4 per cento. Anche i ristoranti hanno abbassato del 5 per cento il conto medio, portando ad una perdita di fatturato che va intorno al 10 per cento. In due parole, meno guadagni, meno occupazione.
Le strutture alberghiere sopravvivono perché non aspettano solo gli eventi organizzati dagli enti pubblici, ma cercano di difendersi organizzando propri eventi da soli e usando molto i mezzi tecnologici, da internet ai social media, con gravi appesantimenti di costi per le onerose commissioni dei portali.
Come sempre, l’analisi della filiera turistica fatta da USOT si conclude con le proposte per invertire questa tendenza, che peraltro fa da contro altare alla forte diminuzione delle presenze turistiche a livello generale.
Quindi, puntare sugli attrattori, dice Vannucci, che oggi non ci sono. Poi occorre un confronto continuo con gli uffici preposti sulla programmazione di eventi e manifestazioni; nonché uno snellimento delle regole che appesantiscono l’operatività delle aziende relativamente alla scelta dei contratti di lavoro.
Il turismo è il futuro dell’economia, concordano i tre presidenti dello IUS. E il messaggio al prossimo governo è forte e stringente: trasformare l’offerta turistica in un progetto che veda partecipi tutti gli operatori.

c.s. IUS 15112016

IUS e ABS: inizio di un percorso condiviso per rafforzare il Paese
San Marino, 15 novembre 2016 – La rappresentanza di IUS – Imprenditori Uniti Sammarinesi, presieduta da Mirko Dolcini, Presidente OSLA, Andreina Bartolini, Presidente USC, Riccardo Vannucci, Presidente USOT ed il Comitato di ABS, guidata dal Presidente Matteo Mularoni, si sono incontrate nel pomeriggio odierno, presso la sede di OSLA. Quello di oggi rientra negli incontri in corso da parte della nuova Presidenza di ABS, nell’intento di interfacciarsi con le altre istituzioni e organizzazioni politiche, sociali e culturali su temi di interesse comune.
OSLA, USC e USOT, riuniti sotto la comune sigla “I.U.S. Imprenditori Uniti Sammarinesi”, insieme ad ABS hanno così condiviso e dato avvio a quello che sarà, anche in questo caso un intenso e costruttivo confronto sui cosiddetti “crediti non performanti”, un tema prettamente ma non esclusivamente bancario, i cui effetti sono per certo di comune interesse. Infatti, seppur da prospettive diverse, anche in quest’occasione si è convenuto su come il tema dei crediti deteriorati coinvolga le differenti parti sociali, viste le potenziali ricadute sull’economia reale e, in particolare, sull’accesso al credito per operatori economici, piccole e medie imprese, commercianti e liberi professionisti.
“L’Associazione Bancaria ha trovato anche in OSLA, USC e USOT dei partner disposti a collaborare fattivamente per l’elaborazione di una soluzione di sistema; risulta dunque, sempre più concreta l’opportunità di dare il via ad un percorso comune che valorizzi e non disperda le risorse costruite dal Paese in questi anni, anche in termini di forza lavoro, rafforzando e non indebolendo il nostro ordinamento – ha dichiarato il Presidente di ABS, Matteo Mularoni al termine dell’incontro. – Ciò dovrà avvenire nel rispetto di quanto indicato dalle Autorità Nazionali ed Internazionali”.
In particolare, ABS trova in I.U.S. uno strategico interlocutore che parimenti concorda circa la imprescindibilità di dover percorrere una triplice e concorrente direzione, che preveda:
- pieno sostegno alla revisione della qualità degli attivi (cd. AQR), da condursi in modo omogeneo, al fine di assicurare parità di trattamento tra gli operatori, mediante l’immediata adozione di regole scritte, certe e chiare;
- l’istituzione, senza ulteriori rinvii, della Centrale Rischi, perché sia chiara al sistema la mappatura dei debitori nonché l’esistenza di potenziali conflitti di interesse e, nondimeno, la distinzione tra chi il credito lo merita e chi no; infine,
- la messa in campo di misure di sostegno all’avvio di stringenti ed efficaci azioni di recupero crediti, al fine di evitare che, l’inerzia verso alcuni debitori soltanto, generi ingiustizie a scapito di quelli diligenti, determinando di fatto pratiche di concorrenza dannosa.
“Il perseguimento di una direttrice senza l’altra – ha concluso il Presidente di ABS, Matteo Mularoni – mina la trasparenza, determina le condizioni di diseguaglianza tra gli operatori, favorisce chi i debiti non li paga, compromette le imprese virtuose ed, in ultimo, crea le condizioni per la perdita della forza lavoro”.
Imprenditori Uniti Sammarinesi e l’Associazione Bancaria sono quindi chiamati a promuovere, nei rispettivi settori economici rappresentati, i principi dell’imprenditorialità, per tutelarne e sostenerne reputazione ed immagine. Le rispettive associazioni di categoria rivestono un ruolo decisivo e propulsivo nello sviluppo economico e sociale del Paese.
Per concludere Mirko Dolcini OSLA ha dichiarato: “E’ estremamente importante che su di un tema tanto delicato quanto importante, quale è quello attuale dei “crediti non performanti”, tutte le realtà sociali ed imprenditoriali della nostra Repubblica cerchino e riescano a trovare delle soluzioni comuni e quindi condivise per evitare anche possibili speculazioni politiche o, peggio ancora, strategie di aggressione economica non coincidenti con l’interesse collettivo dei sammarinesi”.
Andreina Bartolini USC ha dichiarato: "Considerando che le informazioni trapelate su questi temi hanno creato preoccupazione ed allarmismo ritengo opportuno dare una corretta informazione alla collettività per rassicurare al fine di trovare soluzioni condivise"
Riccardo Vannucci USOT ha dichiarato: "si ribadisce che la soluzione proposta da ABS deve trovare a San Marino un'economia in sviluppo e quindi un sistema bancario forte e competitivo".

c.s. IUS 14112016

Assemblea IUS, per capire cosa sta succedendo
Operatori economici di ogni settore convocati a discutere la situazione attuale e lanciare un messaggio alla classe politica che verrà. Giovedì 17 novembre, sala Montelupo, Domagnano, ore 20.30

Ci sono casualità che, forse, tanto casuali non sono. È per questo che IUS (Imprenditori Uniti Sammarinesi) ha convocato la propria assemblea giovedì 17 novembre alla sala Montelupo di Domagnano. Mancano pochissimi giorni alle elezioni del 20 novembre e tutti coloro che il PIL lo costruiscono vogliono mandare un messaggio a coloro che di PIL ne parlano solo. San Marino non è ancora uscito dalla crisi, i dati sono lì a dimostrarlo, ed è ora di prendere il coraggio di fare scelte importanti per risalire la china.
Gli Imprenditori sammarinesi, stanchi delle promesse senza seguito, di politici dalla memoria corta, metteranno a confronto i programmi di governo nella prospettiva di ciò che promettono per le imprese e l'economia, anche rispetto a quanto assicurato nelle elezioni 2012. La serata è destinata a far chiarezza su chi maggiormente sarà in grado di rappresentare le loro esigenze. Di qui l’invito di IUS agli imprenditori, e a chiunque vi abbia interesse, a ragionare su: PA, FISCALITA', IGC, SMaC, RAPPRESENTATIVITA', SVILUPPO SISTEMA BANCARIO, LEVE DELLA SOVRANITA', TURISMO.
Una serata per capire cosa sta succedendo, ma anche cosa possono fare gli imprenditori del territorio sammarinese per difendersi e contribuire allo sviluppo di questo nostro Paese.

c.s. IUS 03112016

OSLA USC USOT riuniti sotto la sigla I.U.S. Imprenditori Uniti Sammarinesi ricordano gli adempimenti previsti dalla Circolare n. 32/DIR.DISP./2016 Prot. n. 92664/2016 del Direttore dell'Ufficio del Lavoro. Questo il link alla Circolare http://www.ufficiodellavoro.sm/on-line/home/articolo39010342.html.
Tutti i datori di lavoro, esclusi coloro che impiegano collaboratori familiari od operatori del settore agricoltura sono tenuti a formalizzare l’iscrizione al Registro entro il 9 novembre 2016 e tale Registro deve essere tenuto periodicamente aggiornato ad ogni variazione. Il datore di lavoro che non adempie a tale disposizione è soggetto ad una sanzione pecuniaria di euro 250,00 (duecentocinquanta/00), ai sensi del comma 7 dell’articolo 38 della citata legge. La legge definisce datore di lavoro colui che rientra nel comma 1, lettera g) articolo 2 Legge n. 59/2016, cioè colui che “occupa alle proprie dipendenze almeno un lavoratore”. Coloro che, antecedentemente a questa Circolare, hanno comunicato il contratto collettivo applicato o utilizzeranno successivamente una procedura diversa da quella sopra indicata, non ottemperano alle disposizioni dettate dalla Legge 9 maggio 2016 n. 59, pertanto sono passibili dell’applicazione della sanzione pecuniaria da parte dell’Ispettorato del Lavoro.

c.s. OSLA-USL 02112016

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori e USL Unione Sammarinese del Lavoratori prendono atto con soddisfazione che la CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese ha proposto e quindi condiviso un importante principio come quello della formazione individuale e continua per tutti i lavoratori da recepirsi nei contratti di lavoro.
Ricordiamo che OSLA e USL tale principio lo hanno già inserito "per via contrattuale il diritto alla formazione individuale e continua per tutti i lavoratori", nel rinnovo contrattuale industria dell'11 febbraio u.s.: "FORMAZIONE E CRESCITA PROFESSIONALE DEI LAVORATORI
Nell’attuale situazione di difficoltà socio-economica la preparazione, la competenza e il merito dei dipendenti costituiscono un primario elemento di forza dell’azienda, in grado di
generare un concreto vantaggio competitivo. Pertanto, le Parti propongono di coinvolgere tutti i lavoratori disponibili in programmi di formazione specifici concordati a livello aziendale, da svolgersi prevalentemente all’interno dell’impresa, in modo tale da favorire la crescita professionale dei dipendenti e renderla il più aderente possibile alle specifiche esigenze aziendali.
Per questi motivi, vengono riconosciute a ciascun dipendente n. 16 ore retribuite all’anno per la formazione professionale in azienda. Sarà cura della Direzione aziendale predisporre idonei
moduli di formazione specifica, facendo ricorso a risorse interne o esterne, e tenendo conto delle esigenze aziendali e di un’adeguata preparazione dei dipendenti."

c.s. IUS 31102016

ASSEMBLEA PUBBLICA IUS
GIOVEDI' 17 NOVEMBRE ORE 20.30 SALA MONTELUPO DOMAGNANO

Gli Imprenditori sammarinesi sono stanchi delle promesse senza seguito, di politici dalla memoria corta. Metteremo a confronto i programmi di governo nella prospettiva di ciò che promettono per gli imprenditori, anche rispetto a quanto promesso nelle elezioni 2012. La serata è destinata a far chiarezza su chi maggiormente sarà in grado di rappresentare le esigenze degli imprenditori.
IUS invita gli IMPRENDITORI e chiunque vi abbia interesse all’assemblea pubblica su: PA, FISCALITA', IGC, SMaC, RAPPRESENTATIVITA', SVILUPPO SISTEMA BANCARIO, LEVE DELLA SOVRANITA', TURISMO. Per capire cosa sta succedendo e cosa possono fare gli imprenditori del territorio sammarinese per difendersi e contribuire allo sviluppo di questo nostro Paese.

c.s. IUS 25102016

Tutte le coalizioni e le liste attorno al tavolo dello I.U.S. Imprenditori Uniti Sammarinesi
OSLA, USC e USOT, associazioni di categoria che si riconoscono nella comune sigla I.U.S. Imprenditori Uniti Sammarinesi, ieri lunedì 24 ottobre presso la sede OSLA, hanno incontrato rappresentanze di delegazioni di coalizioni e liste per conoscere la loro visione sulle priorità I.U.S. Imprenditori Uniti Sammarinesi: PA, FISCALITA', IGC, SMaC, RAPPRESENTATIVITA', SVILUPPO SISTEMA BANCARIO, LEVE DELLA SOVRANITA', TURISMO. Si è ricevuta una sintesi delle idee di coloro che aspirano a governare e dettare le politiche del nostro paese nei prossimi anni. I.U.S. chiede rispetto nei confronti degli imprenditori e verso tutta la cittadinanza, affinché le scelte che il nuovo Consiglio Grande e Generale si troverà a deliberare nella prossima legislatura siano il risultato di una sinergia nell'interesse della collettività e non il frutto di un'imposizione a vantaggio di singoli privilegi. I.U.S. vuole essere per la politica, per i prossimi anni, un punto di riferimento per generare decisioni, provvedimenti e leggi che siano la conseguenza di un confronto reale tra esigenze delle realtà economiche del Paese e rappresentanti del Governo. E sempre, come un’attenta sentinella, I.U.S. monitorerà l’operato dei legislatori e dell’esecutivo nell'interesse dello sviluppo dell'impresa e quindi del paese. Spesso con il pretesto di "fare ordine" in delicate materie socio-economiche della Repubblica di San Marino, il risultato è stato quello di privilegiare alcuni soggetti a discapito di altri e non di perseguire effettivi principi di democrazia e meritocrazia. Ci si appella al buon senso e alla competenza dei singoli candidati. I.U.S illustrerà anche quanto è emerso da questo confronto con un evento pubblico, affinché le eventuali occasioni future di riforma non si trasformino in una trappola per la democrazia.

c.s. IUS 21102016

OSLA, USC e USOT uniti sotto la sigla IUS Imprenditori Uniti Sammarinesi, si congratulano con l’Avv. Matteo Mularoni per la nomina di Presidente dell’Associazione Bancaria Sammarinese, fiduciosi che attraverso un confronto leale possa nascere un’importante collaborazione nella necessaria prospettiva dello sviluppo economico del nostro Paese.

c.s. OSLA 14102016

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori, dopo il successo di fruibilità del proprio sito web www.osla.sm e la presenza sui social network, per essere costantemente presente e reperibile 24h su 24h per le istanze dei propri Associati e della società civile, vuole essere ancora una volta pioniera nell'era che è il presente digitale, con un ulteriore strumento così definito "PUSH" (di comunicazione spinta e diretta), come quella che permettono le APP (per chi deciderà di scaricarla). L'Associato potrà così essere informato, tramite notifiche sul proprio smartphone, sulle tematiche di proprio interesse e relative alla sua impresa, scadenze normative, eventi OSLA, corsi, attivazione di nuove convenzioni, ecc.
OSLA è fiera di poter affidare lo sviluppo della propria APP all'associato MIGASTONE (Kimera Hitech Srl), azienda che ha realizzato APP per le più grandi associazioni di categoria Italiane tra cui Confcommercio Torino e collabora con CNA e altre associazioni di categoria per divulgare l’importanza dello strumento delle APP per Iphone e Android alle piccole e medie imprese. L'APP OSLA verrà pubblicata su Google Play e Apple Store.

c.s. OSLA 12102016

Fibra ottica, presto collegate tutte le abitazioni
Un progetto voluto dall’AASS per fare il salto verso il futuro. Contattati gli specialisti installatori del territorio, anche se al momento non sono chiare le procedure di assegnazione.
In Italia e nel mondo la fibra ottica continua ad espandersi rapidamente, offrendo all’utenza un collegamento Internet molto più veloce ed efficiente. La spiegazione sta nelle infrastrutture in fibra dove i dati viaggiano attraverso impulsi luminosi veicolati da cavi in fibra di vetro e polimeri plastici. Grazie alle caratteristiche dei cavi, i segnali si propagano rapidamente su lunghe distanze, sfruttando una banda di frequenze estremamente più elevata rispetto a quella delle connessioni ADSL. Con la fibra è dunque possibile trasmettere grandi quantità di dati in tempi ridotti, raggiungendo velocità potenzialmente elevatissime (fino a 1024 Mbps).
Ciò consentirà anche di recuperare il gravissimo ritardo dello sviluppo del settore delle TLC da troppo tempo paralizzato da un assurdo monopolio che nonostante le leggi adottate, non è mai stato superato compromettendo così la Sovranità, l’Autonomia e la Sicurezza di San Marino.
Presto anche San Marino potrebbe avere la fibra ottica in tutto il territorio, in tutte le abitazioni, grazie ad una progetto voluto e interamente finanziato dall’AASS.
Proprio in questi giorni sono in programma i corsi di formazione per i professionisti di settore. Oltre 60, tra ditte e operatori, hanno aderito alla proposta, a dimostrazione della validità del progetto e dell’interesse che esso suscita sia per la sua valenza innovativa, sia per il potenziale economico.
Anche l’OSLA ha immediatamente aderito al progetto diramando ai suoi associati di settore una comunicazione per informare la sua disponibilità ad un accordo con l’AASS per promuovere corsi di saldatura a freddo e a caldo, oltre a fondamenti di impianti in fibra ottica. L’installazione prevede infatti che dal contatore elettrico si faccia passare la fibra ottica nel cavidotto. Il box terminale della fibra, con apposita saldatura, dovrà quindi essere inserito nell’appartamento dell’utente.
Già in questa prima fase, l’OSLA plaude l’AASS per l’apertura dei corsi a quanta più gente possibile, affinché tutti i professionisti di settore possano poi partecipare al progetto. Questo è molto importante perché i cittadini possono così rivolgersi a installatori di fiducia, che naturalmente abbiano le caratteristiche necessarie.
In secondo luogo, visto che si tratta di una fornitura di servizio da parte di un ente pubblico nei confronti della cittadinanza, è molto importante che, in fase operativa, venga rispettata la normativa generale per gli appalti, che prevede l’iscrizione delle ditte interessate ad un registro unico.
Terzo ma non ultimo, che la possibilità di installare la fibra ottica venga estesa anche agli installatori di dati e non rimanga limitata solo agli elettricisti, dal momento che questa nuova tecnologia, anche se passa dal cavo elettrico e non necessariamente vi passerà in futuro, non riguarda la trasmissione di corrente ma quella dei dati.

San Marino 12 ottobre 2016

c.s. IUS 11102016

Basta coi pregiudizi se vogliamo rilanciare il Paese
Il documento CSDL con le sue proposte per il futuro è la negazione degli strumenti di sviluppo per la piccola impresa. Che è il soggetto economico tra i più importanti per garantire lavoro, PIL e possibilità di crescita.
Ha ragione la CSDL nel suo comunicato inviato alla cittadinanza quando dice che la paralisi politica e le fibrillazioni dei partiti, che durano ormai da anni, hanno di fatto bloccato il Paese e lo hanno spinto ad un peggioramento, anzi ad un regresso, della situazione economica e sociale.
Non ha ragione quando indica alcune misure per il rilancio che toccano da vicino l’attività e l’operatività degli operatori economici insistendo nel pregiudizio e in una sconveniente opportunità di parte. Ci vuole più lungimiranza, trasparenza e democrazia per uscire dal tunnel, e non un’ormai trita visione di parte.
Ma entriamo nel merito.
LEGGE SULLA RAPPRESENTATIVITA’. Il braccio di forza innescato contro il pluralismo ha prodotto una norma che nulla ha a che fare con il “mettere al centro il diritto del lavoro”. Al centro è stato messo solo l’interesse di qualcuno a discapito dell’interesse della collettività. Sostenere che “la pluralità di contratti costituiva un fortissimo disincentivo a nuovi investimenti nel paese” significa soltanto disinformare e farlo strumentalmente. E’ un’affermazione risibile e faziosa. Il modello unico, per quanto dir se ne voglia, rimane un limite per la democrazia e lo sviluppo. La legge contiene numerose anomalie delle quali ci si auspica una correzione da parte dei futuri membri del Consiglio Grande e Generale.
SMAC. Un progetto originale nato per incrementare i consumi interni, trasformato in strumento di accertamento fiscale. Va da sé che non avrebbe potuto funzionare, anche per la cronica inadeguatezza delle infrastrutture. Non solo, ma il sistema macchinoso non ha portato risultati, ha scontentato operatori e cittadini ed è una voragine di costi. Lo stesso sindacato sostenendo che la Smac “ha delle potenzialità” ammette di fatto che nel presente non ha ottenuto risultati. Un presente che in sostanza dura da otto anni. Ci domandiamo cosa dobbiamo ancora aspettare per avere il coraggio politico di dire che l’unione della fiscalità con la scontistica rappresenta un flop concettuale e tecnico irreversibile. L’aggressione del sindacato di sinistra scende addirittura sul piano fiscale accusando gli imprenditori di evasione e false dichiarazioni compromettendo così quel rapporto di fiducia e di rispetto che noi sosteniamo nei rispettivi ruoli. I commercianti hanno sempre pagato le tasse e per controllare ci sono sistemi ben più efficaci della SMAC, che deve tornare ai suoi obiettivi originari.
I.G.C. Ovvero, l’Imposta Generale sui Consumi, meglio conosciuta come IVA sammarinese. Il Sindacato ne invoca a gran voce l’introduzione. Ma ne ha valutato le conseguenze sul mercato, sui passaggi commerciali, sull’operatività degli operatori, sull’organizzazione degli uffici, sui prezzi finali al consumatore, al di là di facili slogan garantisti? Il Sindacato ha ascoltato le ragioni di chi ogni giorno si deve confrontare con la crisi economica, con una burocrazia bizantina, con le famiglie che hanno visto ridurre drasticamente il loro reddito? Oppure si limita ad ascoltare solo i poteri forti? Poteri forti che poi, per inciso, forti non sono, ma lo sembrano di fronte a politici deboli. Ma soprattutto, la CSDL è consapevole che il gettito fiscale, l’attuale monofase e gran parte del PIL sono garantiti da migliaia di piccoli operatori sammarinesi, che lavorano a testa bassa giorni festivi e feriali, che investono del proprio, che rischiano ogni giorno e che guadagnano lo stipendio per sé stessi, per le loro famiglie e per qualche migliaio di dipendenti? Che non hanno ammortizzatori sociali?
Ulteriori invadenze, nuove indagini discriminatorie, nuove cervellotiche regole nell’ambito di un circuito nevrotico che scatena l’invidia, che si trasformerà in odio dal quale poi nasce la rivolta: è questo che vuole il sindacato? Lavoratori dipendenti contro imprenditori? Il movimentismo contro la politica? L’ipotesi di introduzione di un’imposta come l’I.G.C. merita considerazioni attente e confronti reali con tutte le parti sociali ben maggiori che due righe su dei volantini.

c.s. OSLA 03102016

“Cara” SMAC, quanto ci costi? Oltre due milioni per il funzionamento, circa 9 per la scontistica, ma la San Marino Card continua a non funzionare come si deve. E soprattutto continua a non piacere né ai clienti, né agli operatori.
Sui problemi della SMAC Card, sono stati spesi fiumi di inchiostro. Eppure, forse, non se ne parla mai abbastanza perché le cose non migliorano. Anzi.
Era nata nel 2008 come fidelity card grazie ad una scontistica che attirava anche clienti non sammarinesi. Aveva bisogno solo di un’adeguata gestione di marketing e stava sviluppandosi abbastanza bene. Invece poi è stata trasformata dalla riforma tributaria in strumento per l’accertamento fiscale. Il circuito che era stato approntato inizialmente si è rivelato non adeguato ai volumi della fiscalità, quindi sono nati problemi operativi, come i ritardi, gli intoppi e le doppie operazioni, spesso aggravati dal mal funzionamento delle linee.
Con la riforma, la scontistica è diventata inappetibile, cosicché gli stessi clienti sono rimasti scontenti, che sentono questo strumento come una violazione della privacy. Ma anche gli operatori commerciali non sono contenti, tanto che appena un sesto è entrato nel circuito: poco più di 500 contro 3000. Una ragione ci sarà. O no?
Ma guardiamo un po’ anche i costi, aggravati dall’introduzione della funzione “borsellino elettronico”, alla quale hanno aderito solo 170 operatori economici. Sarà ancora peggio l’anno prossimo, quando tutte le transazioni avranno una commissione che andrà a gravare sull’operatore economico. Un vantaggio per le banche, un costo in più per i commercianti.
Da aggiungere i costi sostenuti dallo Stato, imputati sui diversi capitoli di bilancio negli ultimi cinque esercizi alla voce “Oneri di funzionamento San Marino Card”: 250 mila euro nella finanziaria del 2011, 330 mila euro in quella del 2012, 418.625 nel 2013; 600 mila nel 2014; 500 mila nel 2015; 475 mila nell’assestamento di bilancio settembre 2016. Totale, oltre due milioni e mezzo.
Vanno messi in conto anche i circa 8/9 milioni di euro per la scontistica (dato fornito dalla Segreteria Finanze).
Siamo a cifre che non ripagano lo sforzo fatto. Oltre tutto per un progetto che non accontenta nessuno. Non sono aumentati i consumi all’interno della Repubblica e non è aumentato il gettito erariale. Sono aumentate le transazioni, ma non gli acquisti Però i soldi spesi, che potevano essere investiti diversamente, sono tanti. Invece, la situazione economica in generale ha bisogno di far aumentare i consumi interni, rispolverando quell’appeal che si è così pesantemente appannato.
Non ci sono più giustificazioni, la polvere non si nasconde sotto i tappeti. Il sistema Smac Card va completamente rivisto e riprogettato, è necessario separare la funzione fiscale da quella scontistica e lo si può fare solo con un confronto reale e serio con chi questo strumento lo usa, cioè gli operatori economici.

c.s. OSLA 30092016

A seguito del successo del convegno su “La convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino e fiscalità internazionale” tenutosi nel novembre 2012, OSLA intende sostenere l’approfondimento delle tematiche fiscali internazionali riguardanti la Repubblica di San Marino nello scenario internazionale, promuovendo un nuovo corso: “La Fiscalita' dell'internazionalizzazione”:

Il processo di internazionalizzazione delle imprese
giovedì 24 novembre dalle ore 9 alle ore 13 presso la Sala Corsi OSLA

La Repubblica di San Marino quale territorio per l’insediamento di nuove attività
giovedì 1 dicembre dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso Sala Convegni ODCEC Rimini

I flussi reddituali transfrontalieri
mercoledì 7 dicembre dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso Sala Corsi OSLA

La normativa italiana sulle Controlled Foreign Companies
giovedì 15 dicembre dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso Sala Corsi OSLA

I docenti del corso saranno: Dott. Riccardo Casadei, Avv. Not. Massimo Mancini, Dott. Sante Lonfernini, Dott. Ivan Guaitoli.

Il corso è accreditato dall’ODCEC della Rep. di San Marino e dal CNDCEC ai fini del riconoscimento dei crediti formativi dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili italiani.
Con il Patrocinio del'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Rimini - Commissione per l'Internazionalizzazione.

COSTO PER PARTECIPANTI:
Associato OSLA, Iscritto Ordine accreditante, Non occupato [Iscritto all'Ufficio del Lavoro o Centro per l'impiego]: 490€;
Non Associato, Non Iscritto Ordine accreditante: 540€.
Le lezioni verranno attivate a raggiungimento di un numero minimo di iscritti, pertanto si richiede cortesemente il pagamento anticipato tramite bonifico, per facilitarne il riscontro.

E' possibile acquistare le singole lezioni.
Il costo delle lezioni da 4 ore è:
Associato OSLA, Iscritto Ordine accreditante, Non occupato [Iscritto all'Ufficio del Lavoro o Centro per l'impiego]: 140€;
Non Associato, Non Iscritto Ordine accreditante: 159€.
Il costo delle lezioni da 3 ore è:
Associato OSLA, Iscritto Ordine accreditante, Non occupato [Iscritto all'Ufficio del Lavoro o Centro per l'impiego]: 109€;
Non Associato, Non Iscritto Ordine accreditante: 119€.

Per info e iscrizioni: OSLA
Via N. Bonaparte, 75 47890 San Marino
Tel. 0549992885 Fax. 0549992620 e-mail: info@osla.sm
www.osla.sm

c.s. IUS 08092016

OSLA, USC e USOT, uniti nella costituenda confederazione IUS “Imprenditori Uniti Sammarinesi,” ricordano a tutti gli Operatori Economici, i quali occupano alle proprie dipendenze almeno un lavoratore, di formalizzare attraverso il Registro istituito dall’ufficio del lavoro l’iscrizione del Contratto Collettivo di settore applicato. Tale nuova disposizione avviene ai sensi della Legge 9 maggio 2016 n. 59 "Della libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro, della contrattazione collettiva e del diritto di sciopero". Il datore di lavoro o suo delegato deve effettuare l’iscrizione attraverso il portale PA - servizio LABOR entro il 9 novembre 2016.
Il datore di lavoro che non adempie a tale disposizione è soggetto ad una sanzione pecuniaria di € 250,00.
Il personale o i funzionari delle associazioni OSLA USC USOT sono a disposizione per l'assistenza del caso.

c.s. OSLA 30082016

La spending review dei “faremo” che diventi un “fatto”
Tagli non lineari ma funzionali e un progressivo allineamento tra settore pubblico e settore privato. Per avere un Paese più moderno, economicamente sostenibile ed eticamente condiviso
Perfino il Consiglio Grande e Generale della crisi di governo si è accorto che la spending review è rimasta nel cassetto delle pie intenzioni.
Sembrava cosa fatta il 31 maggio 2013 dopo che la commissione tecnica appositamente costituita aveva depositato una relazione di ben 278 pagine, con indicazioni molto circostanziate sui centri di costo del personale PA, dai livelli dirigenziali, che sono ben 71, a quelli più bassi, senza dimenticare le indennità di funzione e ben 109 raccomandazioni su come procedere per risparmiare. Come le tesi di Lutero, da appendere alle porte di Palazzo, vista la situazione disastrata e la spada di Damocle del FMI.
E invece se ne dimenticano la finanziaria del 2013 e tutte quelle successive. “Faremo” è sicuramente la parola più usata nel gergo politico.
A parziale giustificazione, sempre nel Consiglio di fine agosto, si acclama il recente raggiungimento della parità di bilancio e una diminuzione del personale pubblico pari a 500 unità. Sorvolando sul fatto che si tratta in gran parte di pensionamenti (molti dei quali forzati) a cui non è seguita sostituzione.
Si risparmia qualcosa nella spesa pubblica, si spende di più del fondo pensioni. Non è un gran risultato.
In questo momento, difficile sicuramente, ma in qualche maniera privilegiato perché le forze politiche devono tracciare i programmi per la prossima legislatura, sarebbe bene riprendere in mano la relazione e riportare la barra del timone sulla voce risparmi.
Non è tollerabile, né politicamente, né eticamente, che si continui a dire che i soldi non ci sono, ma che si continui a spenderli senza un progetto preciso.
E allora, tagli sì, non lineari ma funzionali, magari chiedendo sacrifici in proporzione all’entità dello stipendio e andando a considerare non solo la PA, l’ISS e il settore pubblico allargato, ma anche tutti gli enti partecipati dallo Stato. In alcuni di questi settori ci sono dirigenti e funzionari che prendono più di un capo di Stato. Altro quesito mai chiarito è se la Funzione Pubblica abbia giurisdizione anche in questi enti, oppure no. Così come resta il dubbio se essi debbano sottostare, o meno, a tutta la nuova normativa sulle forniture di beni e servizi in base al Decreto Delegato 26/2015.
Quando si parla di spending review, chiarezza va fatta in tutti i settori, senza lasciare zone d’ombra.
In un quadro complessivo di riforma, ci sentiamo di aggiungere che, oltre alla parte retributiva, bisognerebbe andare a rivedere anche quella normativa, eliminando privilegi ormai anacronistici e introducendo concetti come quello della “redditività” e della “produttività”. Un po’ come succede negli Stati più avanzati d’Europa, dove non esistono disparità tra dipendenti pubblici e dipendenti privati, mentre qui, ogni volta, si scatena “la guerra degli stracci”, e tutto rimane esattamente uguale. O un po’ peggio. La San Marino del terzo millennio, efficiente, produttiva e “sana” si aspetta questo.

c.s. OSLA 23082016

Turismo, è ora di accelerare!
I progetti presentati in questi ultimi quattro anni, suffragati da delibere e odg, fermi al palo. E intanto i flussi ristagnano. L’unica attrattiva rimane legata all’andamento meteo. E l’economia non cresce.
Un aumento di visite dello 0,06 per cento. Così i dati dei flussi estivi a Ferragosto rispetto all’anno scorso. Non è un dato confortante soprattutto a confronto con l’altisonante aumento del 9,5 per cento registrato a livello nazionale italiano e considerando che il 2015 è già stato un annus horribilis per i flussi turistici.
L’OSLA, congiuntamente alle altre categorie datoriali, aveva proposto almeno tre macro settori su cui puntare progettualità e investimenti per ridare slancio al turismo e al suo indotto: il polo del benessere, il polo dell’intrattenimento e i congressi.
Erano talmente giuste le proposte, che la politica le ha fatte sue nel Piano Strategico di sviluppo del turismo, a sua volta potenziato da ben due delibere congressuali, la numero 18 del 6 agosto 2013 e la numero 17 del 9 febbraio 2016, a cui si aggiunge l’odg di maggioranza del 25 novembre 2013.
Ma è rimasto tutto lettera morta. Le scadenze fissate al 30 giugno 2014, tutte ampiamente disattese.
Il polo del benessere, nelle aree a progetto speciale P6 e P7, con la fase progettuale già conclusa, avrebbe bisogno di passare alla fase di emissione di un bando di concorso per investitori sammarinesi o stranieri e quindi passare all’operatività. L’OSLA è sempre stata disponibile ad offrire il proprio contributo al Governo. Ma al di là di semplici promesse, nulla si è concretizzato. Polo del benessere e dell’intrattenimento: quanti anni sono che se ne parla? Non si contano più. Questioni politiche, veti incrociati, sospetti, favoritismi o dispetti, pesano come un macigno inamovibile su ogni proposta. E così non se ne fa niente.
Risultato: il turista che arriva a San Marino, dopo un giro per negozi e magari un pranzo al ristorante, non ha più nulla da fare. E se ne va. Due, tre ore al massimo di permanenza. La mancanza di attrazioni frena anche una possibile agenda congressuale. Cosa potrebbero fare gli ospiti la sera, il sabato o la domenica che non possono fare anche a Rimini o a Riccione? Niente ed infatti vanno a Rimini o a Riccione. E così la politica congressuale, a parte le infrastrutture oltremodo carenti, segna un fallimento ormai trentennale.
Il nostro auspicio, quello degli imprenditori, quello della gente, è che si faccia davvero qualcosa. Le parole non bastano più. Anche perché le chances che si potevano finora sfruttare, potrebbero svanire in un prossimo futuro. E’ questo, tra le tante altre cose, ciò che continueremo a chiedere a questo o a quel governo, a questa o a quella coalizione. Sul turismo ci devono credere tutti i membri del governo, qualsiasi esso sia. Solo il turismo, se ben progettato, finanziato e supportato con idonee infrastrutture anche stradali (vedi SS 72), può essere il traino immediato che può far ripartire San Marino e dal cui settore rilanciare anche tutti gli altri. E’ tanto semplice capirlo che diventa imbarazzante dover continuare sempre a ricordarlo.

c.s. IUS 27072016

OSLA USC E USOT IN UDIENZA DAI REGGENTI
Nella mattina di oggi, mercoledì 27 luglio, rappresentanti di OSLA, USC e USOT, associazioni confederate in IUS - Imprenditori Uniti Sammarinesi-, hanno consegnato in udienza privata agli Ecc.mi Capitani Reggenti le oltre 2.000 prime firme della petizione SMaC,. Si tratta di un gesto destinato a continuare a sensibilizzare la Reggenza e gli organi che la stessa presiede sulle criticità dell’attuale sistema Smac Card.
I numeri delle sottoscrizioni evidenziano che le richieste di modificare l’attuale sistema di accertamento telematico dei ricavi non arrivano soltanto e principalmente dal comparto economico ( 30% dei firmatari ), ma vengono per la maggior parte da chi svolge un lavoro dipendente pubblico o privato (45% dei firmatari). Un’importante percentuale di firmatari è addirittura rappresentata anche da disoccupati e pensionati (14,50% dei firmatari). Questo dimostra che la necessità di un ripensamento del sistema Smac è sentito da tutte le fasce della popolazione. Del resto gli stessi dati recentemente pubblicati dall’ufficio statistiche di San Marino hanno già dimostrato che a fronte di un dichiarato aumento dei consumi delle famiglie sammarinesi del 4,7% del 2015 rispetto al 2014, soltanto lo 0,5% avverrebbe in territorio sammarinese. Quindi la Smac non aumenta i consumi interni, rischia di ledere la privacy aziendale e del consumatore e non ha nemmeno dimostrato benefici sul fronte di un aumento del gettito erariale. Se a tutto questo aggiungiamo costi elevati e problemi operativi evidenti, risulta facile comprendere il perché della disaffezione verso questo strumento e quindi la necessità di separarne la funzione fiscale da quella scontistica. Imprenditori Uniti Sammarinesi

Il testo della petizione:
I firmatari del presente documento chiedono alle EE. LL. i Capitani Reggenti, ai membri dell’On.le Congresso di Stato ed ai membri dell’On.le Consiglio Grande e Generale, di adoperarsi e procedere affinché il combinato disposto normativo costituito dalla Legge n. 166 del 2013, art. 100, comma 3 e dal Decreto Delegato n. 176 del 2014, che ha istituito la così detta “Smac Card fiscale” quale strumento di accertamento telematico dei ricavi per gli operatori economici, venga abrogato o idoneamente modificato al fine di prevedere e regolare un sistema di accertamento fiscale che non rischi di ledere, a differenza di quello previsto dalla succitata normativa, il diritto alla privacy del consumatore e alla riservatezza aziendale dell’operatore economico, che non limiti la libertà di spesa del consumatore-contribuente, che non aumenti i costi, i disagi operativi e burocratici dell’operatore economico e del consumatore, che non deprima lo sviluppo dell’intera economia sammarinese. Si chiede pertanto di sostituire l’attuale sistema di accertamento, così detto “Smac Card fiscale”, con il sistema dell’invio mensile dei ricavi già utilizzato nel corso dell’anno 2014 e previsto dalla Legge n. 166 del 2013, art. 148, comma 7, fino a quando non saranno individuate soluzioni alternative condivise anche con le associazioni di categoria e dei consumatori.

c.s. IUS 19072016

SMAC SCONTI e SMAC FISCALE: è sempre più urgente cambiare.
E’ recente la pubblicazione dei dati dell’Ufficio statistica (Upecedes) di San Marino, dai quali si dimostra il totale fallimento della “politica Smac” così come oggi congegnata. Infatti è sufficiente analizzare oggettivamente i dati per verificare che a fronte di un aumento dei consumi del 4,7% del 2015 rispetto al 2014 (queste le risultanze fornite dall’Ufficio statistica sammarinese, che comunque non evidenziano risultati confortanti rispetto agli anni precedenti il 2011), soltanto lo 0,5% avviene in territorio sammarinese. In sostanza, per fare un esempio, se anche diamo per vero il dato che i consumi dei sammarinesi sono aumentati del 4,7%, su 100,00 euro di spesa in più del sammarinese, soltanto poco più di 10,00 euro di spesa avviene all’interno dei confini sammarinesi. E questa criticità riguarda principalmente proprio i settori che invece dovrebbero avere impulso da parte della Smac, cioè, come indica l’Upecedes, “pasti e consumazioni fuori casa”, “abbigliamento e calzature”, “beni e servizi”. IUS vorrebbe avere torto, ma i fatti ed in questo caso anche le statistiche, gli danno sempre ragione. La Smac non aumenta i consumi interni. Anche sul fronte tributario non risulta che l’introduzione della Smac Fiscale abbia aumentato il gettito fiscale, soprattutto a fronte delle spese milionarie che l’attuale sistema Smac comporta. Anche altre associazioni di categoria hanno presentato istanze al vaglio del Consiglio Grande e Generale affinché siano apportati correttivi all’impianto Smac, ad es. chiedendo l’introduzione dell’invio off-line dei dati giornalieri. Per quanto siano istanze non sufficienti, IUS le sostiene pienamente perché rappresentano in parte quanto anche IUS ha sempre domandato e la loro approvazione sarebbe un ottimo punto di partenza verso una maggiore presa di coscienza e verso la separazione della Smac Sconti dalla Smac Fiscale. Alla politica si chiede maggiore attenzione e collaborazione con il settore che a San Marino rappresenta l’attività prevalente che, sempre in base all’Upecedes, è il settore dei servizi. E’ necessario tornare a mettere tutta la piccola e media impresa e le politiche turistiche al centro delle strategie di riorganizzazione dello sviluppo economico.
Imprenditori Uniti Sammarinesi

c.s. IUS 18072016

IUS è costretta a rispondere al Segretario Lonfernini circa il mancato servizio navetta a favore dei turisti a seguito della sospensione del servizio funivia. Il Segretario Lonfernini, dalle pagine di un noto quotidiano sammarinese, sostiene di non sapere se IUS rappresenta ancora qualcuno e ritiene che IUS dovrebbe essere propositivo e non solo critico, ribadendo che l’emergenza maltempo era appunto un’emergenza e non si poteva gestire diversamente. Premesso che c’è modo e modo di affrontare le emergenze, come ad esempio scrutare le previsioni meteo che già da giorni avevano evidenziato venti forti nella nostra zona geografica, IUS vuole ricordare al Segretario che la confederazione rappresenta un migliaio di imprenditori aderenti e paganti, ma qualora rappresentasse anche solo tre persone o meno, continuerebbe lo stesso ad evidenziare gli aspetti problematici del nostro turismo così come di tanti altri settori, con buona pace di Segretari più o meno tolleranti. Dispiace vedere delle risposte sempre denigratorie e mai costruttive. Dispiace vedere risposte che spostano il problema su un piano polemico piuttosto che dare soluzioni tecniche o farsi carico di futuri miglioramenti. IUS si è limitato ad evidenziare un problema. Ci dispiace, ma non rimarremo mai in silenzio di fronte a situazioni da correggere.
IUS

c.s. IUS 08072016

COOPERAZIONE ECONOMICA INTERNAZIONALE
Giovedì 7 luglio si sono incontrate rappresentanze dei Consigli Direttivi IUS Imprenditori Uniti Sammarinesi con il Segretario di Stato con delega per la Cooperazione Economica Internazionale Antonella Mularoni e il Prof. Massimo Ferdinandi, docente del Corso dell'Università degli Studi della Rep. di San Marino: MODELLI E STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE. Si è riflettuto sull'importanza della definizione strategica del processo di internazionalizzazione. La pianificazione dell'internazionalizzazione sulla base delle diversità economiche, culturali, religiose, legali, finanziarie, geografiche e organizzative. I momenti di similitudine tra i processi di internazionalizzazione delle aziende private e quelli degli Stati Sovrani. Alla luce di una dinamica attualità sui temi di internazionalizzazione dei sistemi economici, la cooperazione economica internazionale sta vedendo una attiva formazione dei nostri giovani, anche oggi impegnati in stage all'estero conseguenti il corso universitario, per poter gestire i processi di internazionalizzazione in forte evoluzione e cambiamento, al fine di garantire anche in futuro l'attrazione degli investimenti e di nuovi flussi turistici. Inoltre si è sottolineato come il vantaggio comparativo è intrinsecamente sempre presente nell'internazionalizzazione anche di piccoli stati sovrani nei confronti anche di grandi nazioni. A noi quindi il saperlo individuare e valorizzare nelle relazioni economiche tra stati. IUS è deciso nel continuare ad approfondire queste tematiche, con una visione corretta di tutte le alternative e degli scenari di concorrenza internazionale, che non partano dalla sola visione eu-centrica, ma nella consapevolezza che vi sono anche altre dinamiche di concorrenza multilaterale globale, nelle quali ad oggi San Marino potrebbe essere inserito in trasparenza e a pieno titolo.

c.s. IUS 10062016

SMaC: LA LUNGA GUERRA DI TRINCEA
La Smac purtroppo è stata fatta diventare strumento di una folle guerra: da una parte c’è un regime catto-comunista che impone rigide regole macchinose e strampalate e dall’altra l’alleanza tra gli operatori economici e la parte più coscienziosa del popolo che è costretta a difendersi. Si assiste ad una drammatica guerra di trincea, come quella del ’15 - ’18 dello scorso secolo, caratterizzata da tempi lunghi e da posizioni di stazionamento, dove diventa pericoloso esporsi troppo, perché si rischia di diventare vittime di improvvise fucilate, consistenti in un accanimento di controlli che spesso non colpiscono solo gli operatori economici, ma anche incolpevoli civili, come i nostri turisti. Questa guerra gli operatori economici e la parte del popolo che li difende non l’hanno mai voluta, ma dal 1 gennaio 2015 gli è stata frettolosamente dichiarata dal regime, che spinto dal grido di battaglia “smac obbligatoria adesso” della CSU, ha imposto illogiche angherie, nonostante che gli alleati da tempo ne evidenziassero i pericoli. Da quando però la folle guerra ha colpito anche le fasce più deboli della popolazione, cioè pensionati e diversamente abili, anche la CSU si è accorta della inadeguatezza dello strumento Smac, ha chiesto correttivi, ma non può ormai fermare il conflitto in cui essa stessa ha spinto il regime. Nel periodo estivo nel campo di battaglia scendono anche ragionieri e commercialisti che dovendo provvedere alle dichiarazioni dei redditi, come neutrali reporter di guerra contano morti e feriti, cercando di comprendere le ragioni di questa disgrazia e trasmettono i loro dispacci ad incolpevoli funzionari dell’Ufficio Tributario, che, disperati, lanciano richieste di aiuto, ma, come tutti, rimangono inascoltati. Il conflitto continua a mietere vittime, tante attività chiudono, però il regime non si ferma, bensì testardamente avanza. Addirittura compie vili atti di propaganda cercando di indottrinare le future generazioni, vendendo gli strumenti di morte Smac Card anche ad innocenti bambini di 11 anni, introdotti in guerra per annullare le loro coscienze ed il loro futuro spirito critico, costringendoli ad essere oggetto silenzioso ed indifeso di un ossessivo controllo di massa. La guerra prima o poi finirà, qualcuno prima o poi avrà il coraggio di dichiarare la Smac Card fiscale un crimine contro l’umanità, non ci saranno né vinti né vincitori, ma solo sconfitti, come in tutte le guerre e magari si scoprirà che ad aver ottenuto un vantaggio saranno stati soltanto gli istituti di credito, sempre come in tutte le guerre, che dal 1 gennaio 2017 avranno anche goduto, almeno loro, di commissioni economiche su ogni singolo colpo sparato dalle transazioni del borsellino elettronico Smac. Speriamo solo che tra le parti il conflitto finisca prima che diventi un’odiosa guerra civile, perché come recita una vecchia canzone: la storia lo ha insegnato che il popolo affamato fa la rivoluzion!
Lo IUS ha voluto fare una caricaturale parodia della storia della Smac per spingere qualcuno a sorridere, visto che ormai, purtroppo, a chi vive la Smac quotidianamente non resta che piangere.

IMPRENDITORI UNITI SAMMARINESI
OSLA USC USOT

c.s. IUS 25052016

I CONTROLLI SMaC FANNO PIANGERE ANCHE I TURISTI?
CHIEDIAMO AIUTO AL SEGRETARIO DI STATO AL TURISMO.

Oggi 25 maggio, nel centro storico di Città si stanno rincorrendo voci molto preoccupanti che trovano cassa di risonanza anche nel noto social network “facebook”, secondo cui nella parte alta del nostro Paese, agenti della Polizia Civile (che ovviamente eseguono solo degli ordini) stanno facendo controlli per verificare che gli operatori economici, che vendono souvenir ai turisti, rilascino le necessarie ricevute attraverso il POS Smac. Senza volere tornare per l’ennesima volta ad elencare le numerose problematiche del “sistema Smac” di cui recentemente anche la C.S.U. ha evidenziato gravi limiti sociali, in pieno spirito di collaborazione a tutela del turismo, si chiede al Segretario Lonfernini di confrontarsi con il Segretario alle Finanze per far luce sulla veridicità o meno della notizia secondo cui questi controlli coinvolgono i turisti che vengono interrogati e accompagnati dagli agenti fino al negozio dove è avvenuto l’acquisto e addirittura sembra che in un caso hanno coinvolto anche dei bambini che si sarebbero messi a piangere. I controlli sono previsti dalla legge, ma si ritiene che non sia questo un modo intelligente di farli eseguire. Il turista non deve essere coinvolto in un simile meccanismo di verifica. Non in questo modo! Il turista, come ovviamente ogni cliente, deve essere rispettato e coccolato, non mortificato! Se queste notizie vengono confermate, chiediamo una seria reazione da parte del Governo e di tutti i partiti e movimenti politici, affinché si prodighino immediatamente a porre termine ad un modo barbaro di far rispettare leggi che non aiuta il paese e tanto meno il comparto turistico.

c.s. IUS 16052016

Giovedì 12 maggio presso la sede OSLA si è riunito lo IUS per un incontro sul tema strategico delle infrastrutture con i rappresentati dei partiti di maggioranza, Marco Gatti PDCS, Gerardo Giovagnoli PSD, Nicola Renzi AP, Massimo Cenci e Marco Gattei Noi Sammarinesi.
Il Presidente OSLA Mirko Dolcini ha introdotto l'incontro, illustrando come per lo sviluppo di tutti i settori di San Marino sia vitale che il nostro territorio sia facilmente accessibile sia dalla parte nord, Rimini, Emilia Romagna, sia dalla parte sud, Marche. Non si tratta solo di avere strade più veloci e più facilmente percorribili, ma anche collegamenti per il trasporto collettivo, interagendo in modo efficace ed efficiente con la stazione ferroviaria di Rimini, ora frequentata dai treni di ultima generazione “Freccia Rossa” e “Italo” e collegandosi con l'aeroporto internazionale “F. Fellini”. Temi non nuovi, ma che devono essere continuamente al centro dell’attenzione, perché imprescindibili e fondamentali per il nostro territorio. Condivisione del Presidente USC Andreina Bartolini e del vice Presidente USOT Stefano Raggi. I sollecitati interventi delle rappresentanze politiche hanno sottolineato come sia opportuno e necessario trovare sempre occasioni di dibattito per approfondire temi così rilevanti per il futuro delle imprese e dei cittadini della Repubblica, ipotizzando una reale azione comune tra forze politiche e associazioni di categoria. E’ necessario, è stato ribadito, un rapporto sinergico con il Governo italiano e le Regioni confinanti. Vanno ricercati gli accordi, anche locali, che possono portare al miglioramento dell'assetto della SS72, puntando a velocizzare il processo di soppressione dei semafori, sostituendoli con rotatorie, rendendo il tracciato più fluido e sicuro. Al miglioramento della SS72 si aggiunge l’occasione di sfruttare anche dalla parte sammarinese i lavori sull’arteria di comunicazione Grosseto-Fano potenzialmente in grado di rilanciare in chiave strategica la posizione del Castello di Chiesanuova. Nei prossimi giorni, si valuterà come proseguire la collaborazione ed il lavoro sul tema delle infrastrutture, avendo come unico fine lo sviluppo futuro del territorio e della comunità di San Marino.

c.s. IUS 11052016

REFERENDUM: LO IUS INVITA AL VOTO E CERCA DI FARE CHIAREZZA.
In questi giorni è di moda “tifare” per il referendum. C’è chi tifa 4 sì e chi tifa 4 no. La questione però, permetteteci di sottolinearlo, è ben più complessa. Ogni quesito ha degli aspetti positivi e degli aspetti negativi ed il singolo elettore è chiamato a soppesare di ciascun quesito, gli aspetti buoni e quelli meno, basandosi sulle informazioni che riceve, sulla propria cultura, sulla propria esperienza personale e ovviamente sulle proprie priorità. Solo a titolo esemplificativo, ma non certo esaustivo, si può ritenere ad esempio che poter votare in futuro un solo nome anziché tre candidati, potrà essere d’aiuto per impedire il controllo ex post dei voti (chi ha votato chi) ed evitare le cordate (grazie alle quali in Consiglio Grande e Generale potrebbero arrivare alcune persone non all’altezza del ruolo), allo stesso tempo però limita la libertà dell’elettore di scegliere più di un candidato in grado di contribuire (secondo il singolo elettore) a migliorare il paese. Fissare un limite al tetto degli stipendi può essere sicuramente utile per evitare sprechi economici di cui la nostra Repubblica abbonda di esempi, ma allo stesso tempo può compromettere la permanenza o l’attrazione di professionisti competenti nel loro settore. Fissare un quorum per i referendum può facilitare un intervento diretto del popolo nel potere legislativo e quindi una legittima maggior incisione e responsabilizzazione del popolo nelle scelte del paese, ma allo stesso tempo si presta potenzialmente a permettere, in alcuni casi, ad una bassa percentuale dell’elettorato, di modificare leggi già approvate dal Consiglio Grande e Generale, anche senza un’adeguata e capillare informazione per tutto il paese. Ciò sopra premesso, fa strano, visti i tanti spunti di riflessione possibili, sentire “tifare”, prendere o lasciare, per 4sì o per 4no.
Anche il quesito sul polo del lusso si presta a numerosi ragionamenti. Il voto sul polo del lusso può dividersi quanto meno in tre livelli. Il livello politico, in base al quale votare “” significa sfiduciare il Governo e mandarlo a casa e votare “no”, che significa concedergli ancora fiducia. Il livello politico e la sua strumentalizzazione a IUS non compete. Poi c’è il livello dell’onestà intellettuale, che si basa solo sul rispondere strettamente al quesito referendario e cioè se è giusta o meno la variante al piano regolatore, destinata a trasformare una zona a parco in zona edificabile. Le leggi dovrebbero essere uguali per tutti e se una cosa non si può fare per qualcuno, non si capisce perché a qualcun altro può essere concessa. E’ difficile pensare che se tale richiesta l’avesse fatta un qualunque operatore economico sammarinese comune mortale, avrebbe avuto la stessa apertura e fiducia, anche creditizia, che stanno invece ricevendo altri, che riusciranno, così, a fare una concorrenza spietata al limite della lealtà, verso numerosi operatori già esistenti. Poi esiste un terzo livello, che è quello della conseguenza concreta. Se si vota “”, il polo non si fa, se si vota “no”, il polo si fa. Ebbene, fare una scelta a questo livello diventa complesso. Il polo del lusso in sé non è né un bene né un male. E’ un’occasione se costruito, gestito e finanziato con criterio, diventerà un disastro epocale se costruito, gestito e finanziato male. E’ positivo se manterrà ciò che promette, è negativo se non riuscirà a farlo. In ogni caso il Governo dovrebbe, Polo o non Polo, molto più di quello che ha fatto fino oggi, investire in infrastrutture lungo tutto il percorso che da Rovereta arriva fino al centro storico, per permettere un serio sviluppo economico. Ciascun elettore, per fare chiarezza, dovrebbe prendersi la convenzione stipulata tra lo Stato sammarinese e gli investitori, e leggersela (le occasioni per farlo sono numerose) o quanto meno parlarne con persone competenti, disinteressate e di cui si fida, formandosi una propria opinione, evitando di farsi trattare come un tifoso in cerca di una squadra. Quindi lo IUS, che è una federazione di associazioni di categoria e non un partito politico o un movimento civico, professa una cosciente libertà di scelta. Ciò che però si augura che tutti facciano, è di andare a votare. Il voto referendario non è un obbligo giuridico, ma nel mondo (compresa la nostra Repubblica) ed in diverse epoche storiche, troppe persone si sono sacrificate per conquistare questo diritto di voto o per permettere ad altri di esercitarlo, quindi andare a votare, che sia un “” o sia un “no”, ci sembra il minimo per dare dignità a questo paese e a chi lo vive quotidianamente.

c.s. IUS 26042016

RAPPRESENTATIVITA', 0,40% DEL LAVORATORE DIPENDENTE E FINTO CONFRONTO.
La scorsa settimana il Segretario al Lavoro On.le Iro Belluzzi ha presenziato alla Conferenza Pubblica organizzata dalla CSU dal titolo “Rappresentatività e democrazia”. La conferenza è stata “venduta” come un momento di confronto, eppure a questa “occasione di confronto” non è stata invitata nessuna associazione datoriale facente parte dello IUS e tanto meno l’organizzazione sindacale USL, da sempre contrari al progetto di legge. Perché si parla di confronto quando il confronto non c’è?
Il progetto di legge “rappresentatività” ha numerose distorsioni e lacune: una delle più evidenti è che per conteggiare la rappresentatività finalizzata al contratto unico delle associazioni datoriali, si conta non il numero delle imprese presenti nell’associazione datoriale, ma il numero dei dipendenti che queste imprese occupano (Art. 25 del progetto, già divenuto inemendabile). E’ evidente essere un favore alle associazioni datoriali che hanno pochi imprenditori, ma che occupano, i loro imprenditori, molti dipendenti. Eppure il contratto di lavoro deve tutelare non solo i dipendenti, ma anche i datori di lavoro, anche se occupano pochi dipendenti. Sia i dipendenti sia i datori (anche se occupano un numero limitato di dipendenti) sono portatori di diritti e doveri. Ma tant’è,…non c’è peggior sordo di chi non voglia sentire.
Altro problema è lo 0,40% prelevato automaticamente dalla busta paga del lavoratore dipendente. A questo proposito una riflessione è d’obbligo: come mai si impone d’ufficio ad ogni lavoratore di cedere lo 0,40% della propria busta paga in favore del sindacato e non gli si fa invece maturare la necessità di versare il contributo di propria iniziativa, qualora intenda farlo, attraverso un atto volontario, avendo la certezza che l’iscrizione ad un sindacato sia garanzia di essere sempre ben rappresentato e protetto (art. 13 del progetto, ancora emendabile in C.G.G.)?
E’ vero che il lavoratore ha facoltà di rifiutarsi di cedere lo 0,40% attraverso un atto posteriore e separato, ma è facile intuire che, molto spesso, si preferisce soggiacere piuttosto che scegliere. Riusciranno i Consiglieri ad avere un confronto reale su questi temi, bocciando così il progetto di legge e riportando ordine sulla distorsione dello 0,40% tolto al lavoratore nella sua inconsapevolezza?
Qualcuno, per lavarsi la coscienza, ha inserito nel progetto di legge sulla rappresentatività, una norma transitoria di 10 anni. Però la transitorietà riguarda solo il tempo concesso alle associazioni e organizzazioni sindacali per mettersi in regola con i requisiti ai fini della propria registrazione, ma non va ad incidere sui requisiti di maggior rappresentatività ed erga omnes che diventerebbero invece immediatamente efficaci ed effettivi.
Lo IUS ha fatto tutto ciò che poteva fare per sensibilizzare i Consiglieri. Lo IUS non è nella “stanza dei bottoni”. Solo i Consiglieri hanno questo onore-onere. Onorevoli Consiglieri, la maggior parte di coloro che vi hanno votato, lo hanno fatto credendovi consapevoli e liberi e per difendere quindi il patto sociale che deve rappresentare i legittimi interessi di tutti. Dimostrateci il vostro spessore, la vostra onestà intellettuale e democratica. Le logiche pre-elettorali lasciatele da parte, perché usarle come merce di scambio su temi delicati come questi, farebbe vergogna. Qualora questo progetto di legge venga approvato, lo IUS continuerà in tutte le sedi più opportune, anche internazionali, a chiederne l’abrogazione, ma vuole sperare di non esservi costretto, perché vuole convincersi che la Repubblica di San Marino è rappresentata da una maggioranza di Consiglieri consapevoli, onesti intellettualmente e liberi.

c.s. IUS 21042016

LA DISINFORMAZIONE SULL'IVA CONTINUA
Ultimamente, nell’intento di giustificare l’introduzione a San Marino di una nuova imposta sul modello IVA, si è citato Andorra come modello da cui prendere esempio.
Andorra ha adottato un sistema d’imposte indirette, sul modello IVA, nel 2013. Prima non aveva alcun tipo d’imposta indiretta. La Repubblica di San Marino ha, invece, dagli anni settanta un sistema d’imposte indirette (Monofase) che nel 2015 ha assicurato 64 milioni di euro all’anno d’imposte all’amministrazione pubblica, che lascia margini importantissimi di competitività all’economia Sammarinese e non crea distorsione con l’Unione Europea.
Il sistema d’imposte indirette di Andorra, seppure del tipo IVA, non è ritenuta euro compatibile, tanto è vero che vi sono ancora limiti alla quantità di merce che i non residenti possono acquistare e introdurre nell’area UE. A questo fine vi sono appositi controlli doganali. L’aliquota IVA base è del 4,5%, ritenuta troppo bassa dall’UE. Attualmente i Paesi membri UE hanno quasi tutti un aliquota base IVA superiore al 20%. Solo pochi i paesi che hanno un’aliquota inferiore, il più basso il Lussemburgo con il 17%, due punti sopra il limite inferiore minimo fissato dalla direttiva 2006/112/CE dell’Unione Europea. Andorra non ha adottato un sistema d’imposte indirette IVA per omologarsi con l’Unione Europea, né per facilitare le esportazioni, ma per reperire imposte per il bilancio pubblico gravemente sofferente dopo la crisi del suo sistema bancario-finanziario e del turismo degli ultimi anni. Da questo punto di vista gli intendimenti sembrano abbastanza in linea con le intenzioni della Segreteria alle Finanze di San Marino.
Andorra esporta percentualmente poco e il settore industriale ha poco peso rispetto a quello (seppure ridimensionato) bancario- finanziario e turismo-commercio. Nel 2014 Andorra ha introdotto un’imposta sul reddito delle persone fisiche, che prima non esisteva. L’imposta sul reddito delle società è stata recentemente innalzata, anche se tuttora più bassa di quella sammarinese. Non ha accordi di associazione con l’Unione Europea e paga dazi per esportare prodotti agricoli nell’area UE. Insomma anche Andorra è in difficoltà e ha l’esigenza di fare cassa, aumentando l’imposizione fiscale.
Stupisce sentire ancora affermare che nell’introdurre un sistema d’imposte sul modello IVA a San Marino, noi potremo fare come vogliamo, senza dovere rendere conto all’Unione Europea. La Commissione Europea, che è l’organismo competente in materia, in un suo recente documento ufficiale indirizzato alla Segreteria alle Finanze ha scritto in maniera molto chiara che non sarà cosi. Infatti, prende atto che nel progetto di legge Sammarinese per introdurre il sistema IVA si dice chiaramente (articolo 54) che San Marino s’impegna a recepire i regolamenti, leggi e sentenze dell’Unione Europea in materia. La Commissione Europea scrive anche molto chiaramente che, poiché nel progetto di legge non sono definite le aliquote che si andranno ad applicare, si riserva di valutarli in seguito per verificare che siano in linea l’articolo 97 della Direttiva 2006/112/CE che definisce l’aliquota base minima applicabile nella misura del 15%.
La IUS trova molto preoccupante, nel momento in cui si discute di scelte importanti per il futuro del Paese, il perdurare della disinformazione sugli effetti e sulle reali conseguenze dell’introduzione del sistema IVA a San Marino. IUS continuerà ad opporsi in tutte le sedi ed in ogni momento a provvedimenti che parlano solo di tasse, soprattutto a fronte di un Governo impotente ed inconcludente nel proporre al Paese ed in particolare al settore turistico commerciale, una visione ed un progetto di sviluppo che contrasti la palese e conclamata recessione.

c.s. IUS 18042016

INCREDIBILE, MA VERO: LA SMAC CARD AI BAMBINI DI 11 ANNI!
I numeri continuano a parlare chiaro, ma la Segreteria alle Finanze continua un braccio di ferro che non fa bene al paese.
Andando in internet sul sito ufficiale della Smac Card, si possono facilmente verificare il numero degli operatori economici oggi iscritti al circuito scontistica. Essi sono soltanto 465. Considerando che in febbraio sullo stesso sito se ne contavano 509, è facile comprendere che da febbraio ad aprile c’è stato un ulteriore calo di quasi il 10%.
Ad oggi, su circa 3.000 operatori che potenzialmente potrebbero aderire al circuito scontistica, stanno aderendo solo in 465, poco più del 15% degli operatori economici. Continuare una prova di forza svilendo il lavoro degli operatori economici ed investendo il denaro di tutta la collettività in un progetto fallimentare non può portare del bene. Diventa soltanto un pozzo senza fondo che infuoca gli animi. La soluzione può essere soltanto un passo indietro. La Smac sconti deve essere separata dalla Smac fiscale e quest’ultima deve essere riprogettata. Anche l’Unas, finalmente, con un’istanza d’Arengo ha chiesto una modifica sostanziale all’invio dei dati, affinché non sia più immediato, ma sia giornaliero. Questa richiesta, già pronunciata insieme ad altre da IUS, non è sufficiente a risolvere i problemi connessi alla Smac fiscale, ma quanto meno rende evidente il disagio che quotidianamente gli operatori economici vivono. Eppure la Segreteria alle Finanze, imperterrita, prosegue nel suo incomprensibile progetto, coinvolgendo anche i bambini di 11 anni. Con la delibera n. 17 del 16 febbraio 2016 il Congresso di Stato ha incaricato le direzioni della scuola media inferiore di provvedere alle richiesta di rilascio e successiva consegna delle carte ai rispettivi studenti provvedendo altresì alla raccolta delle relative quote di acquisto.
A cosa serve questa imbarazzante delibera? Ma dove stiamo andando a finire? La Smac era nata per incentivare i consumi all’interno del territorio sammarinese ed in accordo con le associazioni di categoria era vietata ai minori degli anni 16. Ora il Governo, unilateralmente, ha deciso di darla anche ai bambini di 11 anni. La Segreteria alle Finanze pensa così di aumentare i consumi all’interno del territorio? Perché sennò, senza Smac, c’è il rischio che un bambino di 11 anni che frequenta la scuola a San Marino inforchi la sua biciclettina e pedala e pedala vada a comprarsi le figurine a Rimini? Oppure bisogna evitare che il bambino di 11 anni possa gestire del contante per evitare che sia il fulcro di un sistema di riciclaggio basato sulle merendine? Forse il Governo è convinto che dietro la vendita di caramelle e chewing-gum si nascondano ingenti sacche di evasione fiscale non altrimenti perseguibile? Bene, nell’attesa delle risposte cominciamo a segmentare anche i bambini di 11 anni sui loro consumi, le loro preferenze e le capacità di spesa, nella speranza che questi dati sensibili non finiscano nei gestionali di qualche azienda che decida di impiantarsi a San Marino e si diverta a fare concorrenza sleale agli operatori già esistenti, che non hanno accesso ai quei dati. E poi così siamo già pronti per l’inserimento della nostra Repubblica in uno spesometro o in un redditometro, calibrato sui dati raccolti, anche di bambini di 11 anni! Le leggi vanno rispettate, ma quando sono sbagliate vanno eliminate.
IUS sollecita i Consiglieri più lungimiranti a prendere delle serie posizioni su questi argomenti.
IUS ricorda che è ancora possibile firmare la petizione contro la Smac Card fiscale, a favore di un miglior sistema di sviluppo economico, così come dal 31 marzo è possibile per ogni operatore economico uscire dal circuito della Smac sconti

c.s. IUS 14042016

GDF: Finalmente uno squarcio di luce per i cittadini residenti nel nostro territorio con doppia cittadinanza.
Dopo lo sconcerto e l’apprensione prodotta dal recapito da parte della Guardia di Finanza, di una lettera con richiesta di soddisfare un questionario riguardante tutti i movimenti finanziari e commerciali intrattenuti con la vicina Italia negli anni 2009-2010-2011, finalmente abbiamo ricevuto testimonianza diretta, da parte di alcuni soggetti iscritti alla nostra associazione, che hanno ricevuto indicazioni dagli Uffici della Guardia di Finanza di Rimini in modo chiaro e confortante. Qui di seguito riportiamo le indicazioni ricevute affinché vengano divulgate e siano utili a chi si trova nella medesima situazione.
1) fissare appuntamento anche telefonico o meglio a mezzo E-mail con il referente del Corpo di GDF riportato nella lettera ricevuta, prima della scadenza dei 20 gg. indicati, per rimanere entro i tempi indicati.
2) munirsi del certificato di stato di famiglia attestante la data dell’anno in cui è stata rilasciata la residenza a San Marino.
3) certificato di residenza attestante la data a cui risale il rilascio.
4) Comprovare l’effettiva residenza in territorio esibendo le fatture dei consumi delle utenze intestate a proprio nome o ad intestatari delle stesse riconducibili a soggetti facenti parte del proprio stato di famiglia.
5) E’ consigliabile produrre la documentazione anche per il 2012-2013-2014, anni interessati ad una successiva verifica fiscale.

In presenza della documentazione evidenziata non dovrebbero sussistere ulteriori conseguenze o verifiche.
Sottolineamo ringraziando, la dimostrazione di fattiva collaborazione e disponibilità degli Uffici della Guardia di Finanza di Rimini, verso i soggetti Italo/Sammarinesi che li hanno contattati.
Le informazioni date hanno una valenza solo orientativa senza pretese di esaustività e sono basate solo su riscontri pratici e non sostituiscono pareri legali che ciascun soggetto è invitato a richiedere al proprio legale di fiducia.
OSLA-USC-USOT comunicano a tutti coloro che si trovano nella posizione sopra descritta, se interessati, di rendersi disponibile a fornire ulteriori informazioni e chiarimenti.

c.s. IUS 14042016 RAPPRESENTATIVITA'

IUS risponde ad un comunicato dell’Onorevole Ivan Foschi apparso sulla stampa in data 13 aprile 2016.
L’Onorevole Ivan Foschi con le sue parole relativamente al progetto di legge sulla rappresentatività purtroppo dimostra di non aver appieno compreso le critiche che lo IUS sta muovendo a quel progetto di legge. La cosa non ci sorprende considerato che l’Onorevole Foschi mai è stato visto agli incontri richiesti dallo IUS ai vari partiti e movimenti politici per approfondire l’argomento, nemmeno quando una delegazione dello IUS aveva chiesto un incontro con Sinistra Unita. All’epoca fummo accolti solo dal Coordinatore del partito Sinistra Unita e non vedemmo l’Onorevole Foschi affacciarsi quel giorno alla sede del proprio partito per confrontarsi con noi. Eppure adesso l’Onorevole Foschi chiede un “confronto dialettico”, ma anziché fissare un incontro con IUS, compare direttamente sui giornali con la sua verità. Poi paragona ironicamente anche le associazioni di categoria ad “una sorta di Comitati di Salute Pubblica” che “difendono il popolo e ( ma solo casualmente…) le istanze che interessano la propria parte”. Questo modo di approcciare e descrivere chi cerca di spiegare le proprie ragioni Lei Onorevole Foschi lo definisce “rispettare le opinioni altrui”? Ce ne fossero di più di “sorta di Comitati di Salute Pubblica e potessero continuamente far sentire la loro voce! Questo è il nostro augurio! Forse Lei, Onorevole, preferisce che le Associazioni di Categoria se ne stiano zitte in un angolino a subire passivamente le altrui decisioni? Visto che vuole “confrontarsi nel merito”, come scrive, perché non viene a sentire le nostre ragioni di persona prima di sostenere a mezzo stampa che “siamo a corto di argomenti”? Visto che è così interessato a far conoscere la sua posizione pubblicamente sul progetto di legge sulla rappresentatività, a questo punto saremmo anche interessati di sapere cosa ne pensa dell’emendamento che propone di ridare al lavoratore dipendente, fondamentale risorsa delle imprese sammarinesi, la possibilità di decidere con un atto volontario sullo 0,40% del suo stipendio.
IUS non ha alcun colore politico e riconosce tanti meriti al partito Sinistra Unita, ma questa volta non possiamo proprio essere d’accordo con la Sua presa di posizione. Del resto sbagliare è umano e si può fare in tempo a recuperare.
“La Democrazia è una cosa seria, un patrimonio comune”. Lo scrive lei, lo ribadiamo noi.

c.s. IUS 13042016

LO IUS, IN MERITO ALLA RIFORMA IGC, SEMPRE MENO CONVINTO!
Il confronto sviluppato negli ultimi mesi sul tema della riforma delle imposte indirette, in particolare sull’ipotesi d’introduzione di una versione Sammarinese dell’imposta IVA chiamata IGC, ha visto lo IUS approcciarsi in maniera attenta e costruttiva. Lo IUS rappresenta la realtà articolata delle piccole e medie imprese sammarinesi soprattutto nei comparti commerciali, turistici, artigianali e dei servizi, in cui trovano occupazione decine di migliaia di persone.
Lo IUS ha espresso, fin dal principio, la propria preoccupazione per gli effetti che una scelta di questo tipo produrrà, sull’intero sistema economico Sammarinese. L’abbandono del sistema Monofase, che vede l’applicazione di un’imposta alle sole merci in entrata nel territorio Sammarinese, avrebbe un impatto molto pesante. Con l’introduzione dell’IGC si vuole favorire un sistema plurifase, che vede l’applicazione di un’imposta per ogni singolo passaggio d’acquisto e si applicherà anche su tutti i servizi (tutto questo si riperquoterà inevitabilmente su tutta la popolazione). In varie occasioni, lo IUS si è confrontato con la Segreteria alle Finanze anche in occasione di dibattiti pubblici. Nel corso di questi incontri sono state espresse le preoccupazioni per quanto riguarda l’incremento della pressione fiscale e del conseguente aumento dei prezzi, diminuzione della competitività delle imprese, aumento della burocrazia e più in generale dell’effetto depressivo che hanno le imposte indirette sullo sviluppo economico e occupazionale, per non parlare delle pesanti ricadute sui redditi medio bassi. Il tentativo di fornire rassicurazioni, da parte della Segreteria Finanze sulla scelta di aliquote IGC inizialmente basse e il conseguente non aumento della pressione fiscale, NON sono apparse credibili. La mancanza di dati certi , la presentazione di tabelle elaborate in maniera errata, la necessità di allinearsi alle normative Europee che disciplinano i sistemi IVA e che vietano distorsioni fiscali derivanti da aliquote troppo basse, NON ci convincono. Anche il recente incontro del 5 aprile scorso a Palazzo Begni è stato valutato dallo IUS, non soddisfacente. I nostri dubbi, all’introduzione del sistema IGC, non sono stati fugati. Alla luce di queste considerazioni lo IUS conferma il proprio giudizio negativo sul progetto di legge IGC. Se vi sono problemi da risolvere per chi esporta abitualmente, questo non può avvenire a discapito di una parte fondamentale e strategica dell’economia Sammarinese come quella commerciale, turistica, artigianale e dei servizi che operano all’interno del territorio (tutto questo si riperquoterà inevitabilmente su tutta la popolazione).

c.s. IUS 06042016

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ FINALMENTE TORNARE PADRONE DELLO 0,40% PRELEVATO AUTOMATICAMENTE DAL SUO STIPENDIO.
Il progetto di legge sulla rappresentatività è sbagliato. Chi deciderà di approvarlo si assumerà la responsabilità di aver inferto un duro colpo ai principi democratici di questo paese.
Ciò nonostante però, pur non bocciando il progetto di legge sulla rappresentatività, esiste comunque l’occasione, da parte di tutti i Consiglieri della nostra Repubblica, di limitare i danni alla democrazia a vantaggio e nell’interesse quanto meno del lavoratore dipendente, principale risorsa delle Imprese della Repubblica. Infatti il Consiglio Grande e Generale, qualora non intenda respingere totalmente in sede di seconda lettura la legge di rappresentatività, avrà comunque l’occasione di accogliere un emendamento presentato, da un movimento di opposizione, che permette al lavoratore dipendente di decidere lui stesso se cedere o meno ai sindacati la sua quota di servizio, cioè lo 0,40% del suo stipendio.
Ora un automatismo decide al posto suo. Infatti per sostenere i floridi stipendi dei sindacalisti, attualmente, al lavoratore dipendente viene prelevato in automatico lo 0,40% della sua retribuzione per essere dato al sindacato (anzi, in base al nuovo progetto di legge sulla rappresentatività, verrà dato soprattutto alla C.S.U.). L’ammontare della quota di servizio versato ai sensi dell’art. 7 della Legge n.70/2003, per l’anno 2015 (0,40%) è risultato pari a € 1.870.536,35.
Riteniamo essere giusto, come prevede l’emendamento, che il lavoratore dipendente debba porre in essere un atto volontario per dire se donare o meno il suo 0,40%. Il progetto di legge sulla rappresentatività viene “venduto” come una legge a vantaggio del lavoratore, quindi riteniamo sia logico, da parte dei Consiglieri, votare un emendamento in grado di dare la possibilità al lavoratore dipendente di decidere liberamente, senza automatismi, se cedere lo 0,40% del proprio stipendio.
Per quel che riguarda le recenti accuse, rivolte da due partiti politici e dalla Csdl, ai membri dello IUS di essere troppo aggressivi, “aspri” ed “intimidatori”, non le comprendiamo e le respingiamo, ma se fare una corretta informazione ed auspicarci un uso sensato del voto è una colpa, allora potremmo anche dichiararci colpevoli.

c.s. IUS 26032016

RAPPRESENTATIVITA’ E IMPRESSIONI POLITICHE.
Lo IUS non segue bandiere politiche, ma vuole spiegare alla cittadinanza le impressioni avute osservando i lavori dei membri della Commissione Consiliare che doveva valutare il progetto di legge sulla rappresentatività. La rappresentanza di movimento Civico 10 ha dimostrato logica ed impegno, presentando anche diversi emendamenti al progetto di legge. Parimenti dicasi per la rappresentanza del movimento Rete, che allo stesso modo ha dimostrato buon senso e razionalità, presentando pure numerosi emendamenti. Anche le rappresentanze dei partiti UPR e PSS hanno ben compreso la gravità di questo progetto di legge e seppur non hanno presentato emendamenti hanno comunque avuto il coraggio di dissentire dal progetto di legge.
Le rappresentanze dei partititi di maggioranza Noi Sammarinesi e Alleanza Popolare non hanno purtroppo votato contro questo progetto di legge, probabilmente non avendo avuto il coraggio di rompere consolidate, seppur difficili da comprendere, alleanze, ma quanto meno hanno dimostrato volontà di confronto ed approfondimento, che ci si augura continuerà con risultati migliori durante i prossimi lavori consigliari di seconda lettura. La rappresentanza del partito PDCS ha dimostrato di essere “schiava” della politica dissennata del Segretario Belluzzi. La rappresentanza del Partito Democratico (democratico?!) Cristiano Sammarinese, seppur partito di maggioranza relativa, ha dimostrato di andare al traino del PSD e di essergli completamente succube.
Evitiamo di parlare della rappresentanza di Sinistra Unita perché la nostra delusione ci spingerebbe ad essere quanto meno poco diplomatici. Attendiamo la seconda lettura in Consiglio Grande e Generale per pubblicare e comunicare alla cittadinanza il nome di ciascun singolo Consigliere di maggioranza o minoranza che avrà il poco buon senso di appoggiare questo assurdo progetto di legge. Lo IUS è tenace e armato di pazienza. Arriverà il giorno del giudizio!

c.s. IUS 20032016 RAPPRESENTATIVITA'

RAPPRESENTATIVITA’: FACCIAMO CHIAREZZA!
Credeteci, inviamo questo ennesimo comunicato sulla rappresentatività non per alimentare polemiche, ma per spiegare e fare chiarezza. Qualche giorno fa Anis ha comunicato di rappresentare nel settore manifatturiero 153 aziende delle 495 esistenti nel settore. Il progetto di legge sulla rappresentatività permette ad Anis di stipulare un unico contratto collettivo nazionale di lavoro con valore erga omnes. Eppure anche se esistesse un’associazione datoriale che rappresentasse tutte le restanti 342 aziende (69%) dello stesso settore, questa associazione non potrebbe stipulare, sempre secondo il progetto di legge sulla rappresentatività, il contratto unico con valore erga omnes. Quindi chi rappresenta il 31% delle aziende (Anis) può stipulare il contratto, ma chi ne rappresenta il 69%...no. Questa distorsione è possibile perché il progetto di legge riconosce il potere di stipulare il contratto all’associazione che rappresenta il 51% dei dipendenti occupati nel settore (ed Anis ne ha 4.352 su 5.279, quindi ben oltre il 51%). Questo è un principio nuovo introdotto dal progetto di legge. E’ un’alchimia che prevede di contare i dipendenti anziché i datori, anche nel determinare la rappresentatività delle associazioni datoriali (associazioni datoriali!).
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro, interrogata, ha avvallato questo principio sostenendo che “il campo di applicazione pratica del contratto riguarda i lavoratori”, eppure, con il dovuto rispetto, cade in errore. Infatti dice solo una mezza verità, perché il campo di applicazione pratica di un contratto riguarda sì i lavoratori, che sono tra l’altro già rappresentati da un sindacato, ma riguarda allo stesso modo, ugualmente, ciascun datore di lavoro, che pure è nella stessa maniera portatore di interessi e di diritti nel rapporto di lavoro. La stessa Organizzazione Internazionale del Lavoro ha comunque anche scritto, nella sua relazione, che non esiste un’unica soluzione, ma tante soluzioni possibili che devono essere scelte dai soggetti direttamente interessati. E a noi, soggetti direttamente interessati, questa possibilità di scelta non viene concessa.
Per evitare la sopra descritta distorsione è necessario dividere i contratti tra quelli della grande industria (che occupa molti dipendenti) e quelli della medio-piccola (che hanno proporzioni diverse), in maniera tale che ciascun settore possa tutelare i propri diritti ed evitare che le grandi aziende dettino legge per le medio-piccole e che le medio-piccole dettino legge per le grandi. Non abbiamo nulla contro l’associazione Anis, alla quale portiamo invece sincero rispetto. Semplicemente tale rispetto lo pretendiamo anche noi.
Il progetto di legge sulla rappresentatività mette a rischio l’esistenza di storiche associazioni datoriali.


Imprenditori Uniti Sammarinesi

c.s. IUS 13032016

IGC: CHI PENSA AI CONSUMATORI?
L’ipotesi di introdurre a San Marino un’imposta indiretta sul modello IVA, chiamata IGC, determinerà inevitabilmente un aumento dell’imposizione fiscale complessiva. Tale aumento si ripercuoterà sia sull’acquisto di merci che sull’utilizzo di servizi. Le famiglie e le aziende, quindi, si troveranno a dover subito fare i conti con aumento delle utenze, luce, acqua, gas, telefono e affitto.
Per le imprese commerciali, che si rivolgono al mercato interno, non sarà possibile arginare tale aumento con una riduzione dei margini, in quanto, già oggi molte attività sono in sofferenza e tante stanno chiudendo, pertanto non potranno fare altro che aumentare il prezzo di vendita finale andando ancora una volta a ricadere sul cittadino. Tale meccanismo produrrà una diminuzione dei consumi in territorio, con la conseguenza di un effetto depressivo dell’economia e ancora una volta la perdita di preziosi posti di lavoro, soprattutto in un contesto di costi crescenti nel mezzo di una crisi economica ancora perdurante.
Non possono di certo tranquillizzarci le vaghe promesse di agire abbassando le aliquote IGC rispetto alle aliquote Monofase vigenti, perché l’aumento dell’aliquota potrebbe avvenire in qualsiasi momento, l’Italia ne è l’esempio.
Nessuno sta parlando delle pesanti conseguenze che l’introduzione dell’IGC porterebbe al Paese e, soprattutto, alle fasce basse di reddito e dei redditi dei lavoratori in generale, principali clienti delle attività che rappresentiamo.
Per quanto attiene al meccanismo di applicazione progressiva dell’IGC, è evidente che la sua introduzione avrà come effetto quello di aumentare l’imposizione fiscale sui consumi di beni e servizi. L’incremento d’imposta indiretta su beni di lusso è socialmente poco rilevante poiché si suppone che chi sostiene queste categorie di spesa ha un reddito adeguato, e sono comunque spese facoltative. Non cosi è per quanto riguarda i beni e servizi di prima necessità. La spesa per beni alimentari, utenze, prestazioni scolastiche e mediche non garantite dallo Stato e altri servizi sono spese “obbligatorie” e incidono in maniera percentualmente molto elevata sulle famiglie di reddito medio-basso.
L’introduzione dell’IGC inciderà in maniera significativa in questo senso, rispetto alla Monofase attuale.
Perché nessuno sembra preoccuparsi di salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie e dei posti di lavoro?
Invitiamo quindi operatori, cittadini, associazioni consumatori, partiti, associazioni di categoria, sindacati e tutti coloro che vorranno approfondire questo argomento alla serata pubblica dello IUS di questa sera lunedì 14 marzo presso la sala Montelupo di Domagnano a partire dalle ore 20.30.

Imprenditori Uniti Sammarinesi

c.s. IUS 10032016 RAPPRESENTATIVITA'

A TUTTI GLI ONOREVOLI CONSIGLIERI E MEMBRI DI GOVERNO.
IL PROGETTO SULLA RAPPRESENTATIVITA’ A SAN MARINO NON E’ DEMOCRATICO.

Onorevoli Consiglieri, vi chiediamo di riflettere sulle seguenti affermazioni e di rispondere, in coscienza e con onestà intellettuale, se quanto vi illustriamo è tollerabile. Di esempi ve ne abbiamo già fatti numerosi, ma ne aggiungiamo un altro, ricordandovi che quando si sbaglia è necessario correggersi o tornare indietro.
Sulla base dell’ultimo progetto di legge Belluzzi relativo alla rappresentatività, in base all’art. 25 titolato “determinazione dell’efficacia erga omnes”, comma 1, lett. a), nella Repubblica di San Marino, calcoli alla mano, un’associazione datoriale (X) che rappresenta ben 1.000 aziende con un lavoratore ciascuna, per un totale di 1.000 lavoratori, non potrà firmare un contratto di lavoro con efficacia erga omnes, a differenza di un’associazione datoriale (Y) che rappresenta solo 100 aziende che occupano un totale di 1.050 lavoratori. Così funziona la rappresentatività dell’ultimo progetto di legge Belluzzi! Mille contano meno di cento! Quindi l’associazione datoriale X che rappresenta ben 1.000 (1.000!) aziende con un unico lavoratore ciascuna, per un totale di 1.000 lavoratori occupati, non può firmare il contratto di lavoro, mentre l’associazione Y che rappresenta solo 100 aziende, con 1050 lavoratori complessivi, lo può fare, con buona pace del restante 91% (91%!) delle aziende rappresentate dall’associazione X. E tutto questo solo perché, secondo l’art. 25 del progetto di legge: “può firmare il contratto collettivo di settore erga omnes l’associazione datoriale che rappresenta i datori di lavoro iscritti, che occupino complessivamente il 51% di lavoratori operanti nel settore di contrattazione”.
Eppure, anche come peso sociale, l’associazione datoriale X, oltre a rappresentare il 91% (91%!) delle aziende, coinvolge 2.000 famiglie (1.000 operatori economici e 1.000 lavoratori), mentre l’associazione Y coinvolge solo 1.150 famiglie (100 operatori economici e 1.050 lavoratori). La relazione dei referenti dell’ILO sull’aspetto della rappresentatività dell’associazione datoriale dichiara in maniera troppo semplicistica e frettolosa (paragrafo 40, pag. 21), che è giusto contare il numero dei lavoratori occupati anziché il numero dei datori, perché “il campo di applicazione pratica del contratto riguarda i lavoratori”. Falso! E’ vero solo a metà! Il campo di applicazione pratica di un contratto di lavoro, infatti, riguarda sì i lavoratori, che sono tra l’altro già rappresentati da un sindacato, ma riguarda allo stesso modo, ugualmente, ciascun datore di lavoro, che pure è nella stessa maniera portatore di interessi e di diritti nel rapporto di lavoro e che deve essere rappresentato da un’associazione datoriale che dia peso a tutti i singoli datori associati, sulla base del più basilare principio di uguaglianza. Il sindacato dei lavoratori deve essere contato sul numero dei lavoratori! L’associazione datoriale deve essere contata sul numero dei datori di lavoro! Il concetto è semplice, chiaro, logico. A qualcuno potrebbe non interessare l’argomento, magari perché occupato con altri problemi, ma è dovere dei Consiglieri garantire il rispetto del patto sociale. Questo progetto provoca delle distorsioni alle quali nessuno sembra voler porre rimedio. Un progetto simile non può essere approvato. Inoltre, contestualmente ed in maniera imprescindibile, prima di nuove e diverse regole sulla rappresentatività, soprattutto a seguito dei criteri di questo progetto, si deve determinare e legiferare un nuovo campo contrattuale che separi la grande impresa dalla piccola e media, evitando così le distorsioni sopra indicate. Tutte le imprese devono essere tutelate, la grande, la media e la piccola. La libertà dell’uno finisce dove inizia la libertà dell’altro. Diversamente sorgono ingiustizie sia sociali che nelle relazioni industriali. Quella descritta è solo una delle distorsioni alchemiche presenti nel progetto di legge. Noi non le tolleriamo! Voi sì?! 100 aziende devono contare più di 1.000 aziende? Questa non è democrazia. Cui prodest? Continuare su questa strada sarebbe un vergognoso scandalo.

IMPRENDITORI UNITI SAMMARINESI

c.s. IUS 10032016

SMAC FISCALE: OPERATORI E CONSUMATORI UNITI NELLA PROTESTA
IUS Imprenditori Uniti Sammarinesi informa che sono state raccolte già oltre 1.000 firme in 20 giorni con la petizione contro la SMaC FISCALE. Tra i firmatari anche molti pensionati, lavoratori dipendenti e consumatori, a testimonianza che questo sistema non piace ne agli operatori ne ai consumatori.

Dove firmare?
Sedi delle Associazioni: OSLA, USC, USOT; Il Birraio, Roxy Bar, Ristorante Bellavista, Bar Admiral, Insolito Caffè, Ristorante Maricò, Break Café, Capuccino, Cacao Café, Gelateria Porta Romana (Borgo, Dogana, Gualdicciolo), Vanilla Caffè, Ritrovo dei Lavoratori Dogana, Hostaria da Lino, Bar Avamposto, Bar Ferrovia, Edicola Ridolfi Stefano, Edicola Il Passatempo, La Coccinella, Fifty More, Studio Milena Bizzocchi, Elledue Assistenza Linguistica, Koppe, Museo Delle Cere, Poliambulatorio SH, Dolce e Salato, Time Off, San Marino Consulenze, Staz. Esso, Bar Amici, IP Rossi Service, Officina del Capello, Alimentari Chiaruzzi.

Invitiamo gli Associati che hanno i fogli firmati completi a consegnarli o chiederne il ritiro presso la propria attività all'Associazione di categoria IUS di riferimento (OSLA, USC, USOT).
Non appena sarà raggiunto un numero maggiormente significativo di firme (3000-4000), queste verranno consegnate agli EE. LL Capitani Reggenti dai tre presidenti IUS.

Il testo della petizione:
I firmatari del presente documento chiedono alle EE. LL. i Capitani Reggenti, ai membri dell’On.le Congresso di Stato ed ai membri dell’On.le Consiglio Grande e Generale, di adoperarsi e procedere affinché il combinato disposto normativo costituito dalla Legge n. 166 del 2013, art. 100, comma 3 e dal Decreto Delegato n. 176 del 2014, che ha istituito la così detta “Smac Card fiscale” quale strumento di accertamento telematico dei ricavi per gli operatori economici, venga abrogato o idoneamente modificato al fine di prevedere e regolare un sistema di accertamento fiscale che non rischi di ledere, a differenza di quello previsto dalla succitata normativa, il diritto alla privacy del consumatore e alla riservatezza aziendale dell’operatore economico, che non limiti la libertà di spesa del consumatore-contribuente, che non aumenti i costi, i disagi operativi e burocratici dell’operatore economico e del consumatore, che non deprima lo sviluppo dell’intera economia sammarinese. Si chiede pertanto di sostituire l’attuale sistema di accertamento, così detto “Smac Card fiscale”, con il sistema dell’invio mensile dei ricavi già utilizzato nel corso dell’anno 2014 e previsto dalla Legge n. 166 del 2013, art. 148, comma 7, fino a quando non saranno individuate soluzioni alternative condivise anche con le associazioni di categoria e dei consumatori.

Ricordiamo che si potrà firmare anche durante l'ASSEMBLEA PUBBLICA IUS: LUNEDI' 14 MARZO ORE 20.30 SALA MONTELUPO DOMAGNANO. IUS invita gli IMPRENDITORI tutti i CITTADINI a partecipare all’assemblea pubblica sul tema IGC-IMPOSTA GENERALE SUI CONSUMI, tema importante tanto per gli operatori quanto per i consumatori. Si farà il punto anche su ALTRE PROBLEMATICHE che affliggono gli operatori economici. Sarà inoltre possibile, per chi vuole, firmare la PETIZIONE CONTRO LA SMaC FISCALE E A FAVORE DEL RILANCIO DELL’ECONOMIA. Per capire cosa sta succedendo e cosa possono fare gli imprenditori del territorio sammarinese per difendersi e contribuire allo sviluppo di questo nostro Paese.

c.s. IUS 03032016

ANIS e IVA: OK il prezzo è davvero giusto?
L’ANIS, nel cercare di giustificare l’introduzione del sistema IVA a San Marino, si richiama nel suo settimanale ad una vecchia trasmissione televisiva nella quale i concorrenti “buttavano lì” dei prezzi di determinati oggetti per approssimazione, se non a caso, per arrivare ad aggiudicarseli. Purtroppo IUS non crede che sia questo il modo più corretto di affrontare un tema così importante e complesso.
Inoltre l’ANIS ed altri che cercano di sostenere a spada tratta l’introduzione del sistema IGC (o IVA sammarinese) negli ultimi mesi hanno fatto affermazioni che non trovano nessun riscontro e non possono quindi essere condivise.
Hanno affermato perentoriamente che senza IVA non si entra in Europa, quando invece l’Europa non ha mai avanzato questa richiesta al nostro Paese in sede di negoziazione.
Hanno affermato che con l’introduzione del sistema IVA a San Marino si elimina l’obbligo della documentazione T2, cosa completamente destituita di fondamento.
Hanno affermato che con l’introduzione dell’IVA si sarebbe eliminata l’evasione fiscale delle imposte indirette, cosa che ha destato addirittura ilarità poiché l’IVA è l’imposta più evasa a livello europeo.
Hanno affermato che con l’introduzione del sistema IVA a San Marino l'economia sarebbe diventata più competitiva, mentre ovunque in Europa, compresa l’Italia, si cerca disperatamente di non implementare il sistema IVA giacché è universalmente riconosciuto che tale sistema ha effetto deprimente sull’economia.
Hanno affermato che con l’introduzione dell’IVA diminuirà per tutti la burocrazia fiscale a San Marino, quando invece per i comparti dei servizi, del commercio, dell’artigianato e del turismo aumenterebbe a dismisura, per non parlare dell’enorme mole dei controlli da introdurre, tanto da fare ipotizzare ad una guardia di finanza in salsa sammarinese.
Nell’ultimo numero del suo periodico settimanale ANIS è riuscita addirittura ad affermare perentoriamente che con un’aliquota IGC (IVA alla sammarinese) al 10 % si risolvono tutti i problemi, purché si mantengano i ricarichi abbastanza contenuti. Peccato che nel progetto di legge non viene scritto da nessuna parte che l’aliquota sarà quella del 10 %, mentre negli intendimenti della Segreteria delle Finanza è stato più volte ripetuto che solo inizialmente le aliquote saranno moderate, salvo poi innalzarle nel tempo. Senza contare poi che spesso l’entità dei ricarichi è determinata da logiche di sopravvivenza nel mercato. Parlare d’integrazione fiscale con l’Europa, come fa l’ANIS, e pensare oltretutto di ottenere permanentemente aliquote IVA più basse di 13/14 punti rispetto all’Italia e altri paesi sembra decisamente velleitario.
A quanto sembra l’ANIS sorvola (a parte un trafiletto di stampa assai ridotto) sul fatto che l’introduzione dell’IVA non riguarderà solo le merci, ma anche tutti i servizi. Nemmeno sembra sfiorare agli attenti osservatori dell’ANIS il pensiero che a San Marino non tutte le merci vendute al dettaglio sono acquistate direttamente dall’estero (Italia o altrove) ma anche da grossisti sammarinesi, per i quali l’effetto dell’introduzione del sistema IVA sarebbe ben più pesante.
La stessa Segreteria Finanze nel suo ultimo comunicato pubblico dice candidamente che lo scopo principale dell’introduzione del sistema IVA a San Marino è quello di finanziare un sistema sociale (pubblica amministrazione) di cui non si è in grado (o non si vuole) ridimensionare efficacemente i costi, ma a quanto sembra l’ANIS non se n’è accorta.
L’ANIS continua a ripetere che lo scopo dell’introduzione dell’IVA a San Marino è quello di facilitare il comparto industriale che esporta in altri paesi tramite l’adozione dello stesso modello d’imposte indirette. Ma allora, nel momento in cui si propone un doppio standard, con il sistema IVA solo per le aziende industriali, perché ANIS insiste per imporlo ai consumi interni, diminuendo la competitività di tanti altri settori e colpendo i consumatori finali, specie quelli a reddito basso?
Al momento non vi sono risposte, solo molta disinformazione. Il settore industria si merita ragionamenti più analitici rispetto a semplici annunci da “ok, il prezzo è giusto!”.
IUS è aperto al confronto e ritiene che prima di inserire una normativa così invasiva sia necessario considerare le conseguenze su tutti i comparti economici e sull’intero sistema Paese senza tutelare un solo settore a discapito di tutti gli altri.
Attendiamo tutti coloro che vorranno approfondire anche questo argomento alla serata dello IUS di lunedì 14 marzo presso la sala Montelupo di Domagnano a partire dalle ore 20.30.

c.s. IUS 28022016

IUS: SQUILLI DI TROMBE E RULLO DI TAMBURI, ESALTAZIONE E TRIONFALISMO PER L’AUMENTO DELLE TASSE! MA PER FAVORE!
Mercoledì 24 febbraio 2016 è il gran giorno del Segretario alle Finanze che snocciola una serie di dati a conforto della bontà della riforma fiscale n.166 del 16 dicembre 2013. Se fossimo dei turisti, ignari delle cose di casa nostra, potremmo non solo trovarci d’accordo con le sue dichiarazioni ,ma anche complimentarci del nuovo percorso tracciato per il futuro fiscale e sociale della nostra Repubblica. Noi, cittadini, residenti, operatori, ci ritroviamo dall’altra parte della barricata, per cui, continueremo a ribadire le difficoltà in attesa che qualcuno ascolti le nostre inderogabili ragioni di sopravvivenza. Gli spunti forniti dalla relazione Finanze sono numerosi, tuttavia rifiutiamo la facile arma della polemica populista per incentrare, invece, il ragionamento sulla concretezza. Viene evidenziato che nel 2014 il prelievo fiscale su stipendi e pensioni è di oltre 40 mln. Per far digerire la pillola degli aumenti di tassazione a queste categorie, si ricorda loro che il Paese è più povero ed ognuno deve fare la sua parte, per salvaguardare la tenuta del patto sociale. L’elenco ed i tetti delle deducibilità ai fini della tassazione, è stato confezionato sui bisogni dello stato per fare cassa e non invece sui reali bisogni e consumi della popolazione. La legge prevede deducibilità annue di €750,00 per spese carburanti ed € 1500,00 per spese mediche. Questi due dati, applicati ad es. alla deducibilità di un ottantenne, sono un sommario esempio di quanto si sia distanti dal raggiungimento dell’equità fiscale, considerando che l’ottantenne non raggiungerà mai la spesa di € 750 di carburante, ma supererà abbondantemente gli €1500 per le spese mediche. Nella relazione si evidenzia come l’uso della Smac Fiscale sia funzionale all’ufficio tributario per orientare i controlli sugli operatori e sui consumatori in presenza di dati incoerenti. Gli operatori sammarinesi sono consapevoli che per il contribuente è fondamentale l’uso di questo strumento per le deducibilità, non risulta che alcuno, nonostante le sue gravi problematiche, si sia mai rifiutato di “strisciare” la Smac fiscale. Ciò che invece è ormai superata è la Smac con sconto. Appare insidiosa e sprecona l’insistenza con la quale il governo insiste nel rilanciare la Smac con sconto, arrivando a promuoverla per mezzo di concorso a premi.
Recentemente è stato dichiarato che per la Smac si sono investiti 8-9 milioni di euro.
Forse sarebbe stato più utile destinare queste risorse alla pubblicità e al marketing per far conoscere San Marino al mondo. In merito alle rassicurazioni circa la riservatezza dei dati aziendali che confluiscono al portale, non basta dichiarare “la piena applicazione delle leggi” e l’accesso limitato al solo ufficio tributario. A chi vogliamo darla a bere? Dietro ad ogni sistema informatico ci sono operatori addetti, depositari dei segreti di pulcinella.
E’ la stessa Segreteria che durante una riunione annuncia l’ipotesi di promuovere ricerche di mercato interno per mezzo dei dati raccolti che potrebbero essere messi a disposizione, dietro pagamento, di chi ne fosse interessato! E’ spionaggio di Stato! Con l’inizio dell’anno è stato fatto anche obbligo di tracciare le spese sotto i cinque euro. E’ evidente che il numero delle transazioni continueranno ad aumentare: pensiamo a quanti caffè si consumano ogni giorno nei bar. Il problema è che non aumentano i consumi! Dalla riforma IGR risulta un gettito di 16 mln in più nel 2014 rispetto al 2013. Sarebbe un dato incoraggiante se derivasse dall’aumento del Prodotto Interno Lordo, ma se è originato dalla “rimodulazione”, come la chiamano gli esperti, l’effetto è quello di essere andati a raschiare il barile che è solo impoverimento, è indebolimento delle motivazioni che debbono spingere la libera impresa e i consumi delle famiglie. Se è aumentata la contribuzione è solo perché sono aumentate le tasse, non perché sono emersi dei redditi in più. Aumentano le tasse, la burocrazia e le procedure cervellotiche, non certo i consumi e lo sviluppo economico. Il governo vorrà continuare a spremere i cittadini illudendosi di fronteggiare i costi di una struttura burocratica sempre più elefantiaca e costosa?
Aspettando e continuando ad illudersi, che il fabbisogno dello Stato può essere soddisfatto con lo spasmodico aumento della pressione fiscale, si arriva al fallimento!
Vi invitiamo alla prossima assemblea pubblica IUS che si terrà lunedì 14 marzo. Sarà possibile anche firmare la petizione con la quale si chiede di “non deprimere lo sviluppo dell’intera economia sammarinese”.

c.s. IUS 24022016 RAPPRESENTATIVITA'

LEGGIAMO TRA LE RIGHE!
OSLA, USC e USOT, uniti sotto la sigla IUS, sono costretti a replicare al comunicato stampa nel quale una rissosa CSU si ostina, con contenuti volutamente inesatti, ad oltraggiare Osla (nonostante che Osla si fosse limitata a rispondere ad Anis…) cercando in questo modo di separare le forze imprenditoriali e gettare fumo sui reali motivi per cui viene contestato il progetto di legge sulla rappresentatività.
La stessa CSU nel suo comunicato sostiene, testuali parole, che “l’agenzia dell’ONU per il lavoro esprime tra le righe compiacimento per l’originalità di tale modello (il modello previsto dal progetto di legge), il migliore possibile per un piccolo Stato”. Ebbene, è proprio questo “esprimere tra le righe” che preoccupa e spaventa IUS. Infatti i concetti dovrebbero essere indicati chiaramente, sennò rimangono aperti a troppe interpretazioni. E ciò che ha detto chiaramente l’OIL è proprio che le relazioni industriali sono e devono rimanere una scelta politica. Ed è questa chiarezza che ha indispettito la CSU. Evidentemente, però, la CSU è abituata alle interpretazioni “tra le righe” ed allora le suggeriamo di ben spiegare alla cittadinanza cosa si legge tra le righe del progetto di legge sulla rappresentatività. Tra le righe di questo progetto, frutto del sodalizio CSU-ANIS patrocinato dal Segretario Belluzzi, si può leggere la volontà di non entrare nel merito e nella qualità dei contenuti contrattuali tra datori di lavoro e lavoratori, bensì di sconvolgere gli equilibri rappresentativi a vantaggio di un sistema elitario di potere di alcune categorie e a discapito della pluralità di opinioni e di scelte di coloro che preferiscono i contenuti ad altre logiche. Il progetto di legge deve ancora passare in Commissione Consigliare prima ed in seconda lettura in Consiglio Grande e Generale poi, prima di essere approvato. Invitiamo, assecondando il metodo CSU, anche tutti i Consiglieri, che hanno l’onore di sedere in C. G. e G. al servizio del popolo e non di gruppi oligarchici, di “leggere tra le righe” della riforma della rappresentatività, cercando di comprendere i veri motivi che spingono CSU e ANIS a volere con veemenza questa legge. Tra l’altro lo stesso Consiglio Grande e Generale dovrebbe avere la dignità di non andare a modificare, con tutta questa fretta, una normativa così delicata quale quella sulla rappresentatività, considerato che tra indagini penali e dimissioni, a memoria d’uomo, non si ricorda un C. G. e G ed un Governo con alcuni rappresentanti meno rappresentativi di questi. Se poi la legge, malauguratamente, verrà approvata, i Consiglieri, con all’apice della piramide il Segretario Belluzzi, si assumeranno le loro responsabilità, con buona pace di tutti i cittadini, imprenditori e lavoratori onesti che preferiscono i contenuti dei contratti alle logiche di potere.

c.s. IUS 24022016

ASSEMBLEA PUBBLICA IUS
LUNEDI' 14 MARZO ORE 20.30 SALA MONTELUPO DOMAGNANO

IUS invita gli IMPRENDITORI e chiunque vi abbia interesse all’assemblea pubblica sul tema IGC-IMPOSTA GENERALE SUI CONSUMI.
Si farà il punto anche su ALTRE PROBLEMATICHE che affliggono gli operatori economici.
Sarà inoltre possibile, per chi vuole, firmare la PETIZIONE CONTRO LA SMaC FISCALE E A FAVORE DEL RILANCIO DELL’ECONOMIA.
Per capire cosa sta succedendo e cosa possono fare gli imprenditori del territorio sammarinese per difendersi e contribuire allo sviluppo di questo nostro Paese.

c.s. OSLA 18022016

È con sorpresa dovuta alla mancanza di contenuti ed alle inesattezze riportate che OSLA legge il comunicato stampa di ANIS riguardante il rinnovo del Contratto di Lavoro per il settore Industria LEGITTIMAMENTE firmato da OSLA e USL. Probabilmente ad ANIS è sfuggito che questo rinnovo segue un contratto firmato nel 2012 (esattamente come quello tra ANIS e CSU), scaduto nel dicembre 2014 (esattamente come quello tra ANIS e CSU) e rinnovato nei tempi rispettosi della Legge Vigente, da soggetti riconosciuti giuridicamente, esattamente come sono ANIS e CSDL e CDLS. Probabilmente ANIS ha informazioni diverse da OSLA sulla legislazione in vigore nella nostra Repubblica, che regola la legittimità Erga Omnes dei contratti di lavoro e sui soggetti autorizzati a sottoscriverli? Se così fosse chiediamo ad ANIS di erudire noi ed i Cittadini di questo Paese, che ci risulta essere Sovrani in una Democrazia, su fatti sconosciuti. Ai meri numeri sciolinati con tanta dovizia, OSLA risponde con i contenuti innovativi di un contratto di lavoro che vuole, negli intenti dei firmatari, favorire con azioni concrete la ripresa di questo importante comparto della nostra economia e la riduzione del numero di disoccupati a San Marino:
Impegno tra le parti ad aprire un tavolo congiunto, entro 90 giorni dalla firma del Contratto, per concordare una proposta da inviare alla Segreteria di Stato per il Lavoro, riguardo l’inserimento di Voucher Lavoro.
Primi passi per l’inserimento del concetto di “salario variabile”, attraverso l’istituzione di un Premio di Risultato che aumenti la produttività aziendale o riduca errori e sprechi.
Flessibilità senza limiti imposti (salvo accordo scritto con la SSA o i lavoratori) compresa di 18 sabati annui.

Per quanto riguarda la relazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), l’ANIS si dimentica di dire che la stessa Organizzazione dichiara testualmente che “le Convenzioni dell’ILO non impongono uno standard unico per i sistemi di relazioni industriali, bensì riconoscono procedure di contrattazione collettiva basata e non basata sulla rappresentatività. Non compete all’ILO di determinare quale sia il sistema di relazioni industriali (cioè i rapporti tra Stato, imprese, sindacati e lavoratori) più adatto a San Marino: tale scelta politica è di squisita competenza delle parti direttamente interessate”. E quindi, aggiungiamo noi, di conseguenza la scelta politica deve tenere in considerazione la realtà in cui si vive e gli scopi che si vogliono perseguire, cioè quelli reali, non quelli di facciata. Per quanto riguarda poi la “minaccia” di ANIS di pretendere, in mancanza di una nuova legge sulla rappresentatività, analogo ruolo in ogni ambito della contrattazione collettiva, da quella del commercio a quello del settore turistico alberghiero, rispondiamo ad ANIS che non troverà, nel rispetto della democrazia, nessuna opposizione da parte nostra. Invitiamo altresì ANIS, qualora ritenga di avere idee innovative da portare in settori diversi dall’Industria al fine di facilitarne la ripresa, di presentarsi ai tavoli opportuni per stipulare contratti idonei.

c.s. IUS 18022016

ORA BASTA CON ACCUSE DIFFAMANTI AGLI IMPRENDITORI E ASSOCIAZIONI!
LO IUS RISPONDE A BENE COMUNE E ALLA CSU ED E’ PRONTO A QUERELARE.

Dopo l’assemblea promossa della federazione IUS il 25 gennaio u.s. che ha registrato 400 intervenuti, il clima si è surriscaldato.
La pressione sta aumentando, senza che al momento, si scorgano segnali di ricomposizione, per riavviare un dialogo indispensabile, ad assicurare al Paese la convivenza civile, fondamentale sempre, indispensabile, in una fase difficile dell’economia Sammarinese, che perdura ormai da troppo tempo, logorando le speranze e opacizzando il futuro.
Registriamo un articolo della scorsa settimana al vetriolo della CSU.
Capiamo la difficoltà di CDLS e CSDL alle prese con una disoccupazione alla quale non ci sono al momento risposte; tuttavia dichiarare sempre più spesso che la categoria della imprenditoria è composta da evasori fiscali, non aiuta certo a creare posti di lavoro.
Dopo le conquiste sociali prodotte dalle associazioni sindacali negli anni ‘60/’70 che hanno aumentato significativamente il loro prestigio e potere, oggi le stesse si trovano disorientate, difronte ad un mondo cambiato, al quale non sono ancora riuscite a dare una chiave di lettura per contribuire a far ripartire la nostra economia.
In questo quadro, le reazioni dell'impresa diventano un’ottima occasione per indicare il nuovo nemico da combattere e rinsaldare così le fila logore del rapporto fra lavoratori e i loro rappresentanti sindacali.
Capiamo tutto questo per cui le accuse al vetriolo non ci toccano, sono “retroguardia”.
Ciò che invece stupisce e forse non mancherà di indignare, è la posizione assunta dai partiti al governo sotto la sigla “Sanmarino Bene Comune” che giovedì 11 febbraio fanno proprio in toto l’articolo della CSU.
Mai si era visto un governo che abdica alla sua funzione di organo e arbitro supremo della vita del Paese, ripiegandosi sulle posizioni della CSU.
Ci si domanda se San Marino non stia scivolando nell’Autarchia; Il dizionario Palazzi traduce: Stato che economicamente basta a se stesso.
Infatti le deducibilità fiscali al fine della tassazione di stipendi e pensioni, attraverso gli acquisti contabilizzati dalla Smac Card, valida solo per le spese in territorio, costringe le persone a comprare a San Marino, nonostante l’affermazione che da Noi tutto costa più che altrove.
Il governo fa suo il dato della CSU secondo la quale nel 2015 i prezzi al consumo di alimentari e bevande siano aumentati del 3,2%. Richiamarsi alle statistiche può risultare ingannevole perché tale strumento dipende dal tipo d’interrogazione. Questa affermazione era già stata smentita, prove alla mano, da una stimata ditta sammarinese del settore. Oggi che il governo mette il cappello su tutte le affermazioni della CSU, viene da chiedersi chi sono questi governanti. Purtroppo una comunità di 33mila abitanti ha rare possibilità di avere figure apicali con stature di statisti, dobbiamo rassegnarci all’idea che al momento disponiamo solo di figure stataliste. Dopo 8 anni di governo di “Sanmarino Bene Comune”, ci ritroviamo incartati in una selva di pratiche burocratiche sempre più stringenti e onerose.
Le politiche economiche tentate in questi anni ci presentano un Paese asfittico, ripiegato su se stesso, che tende sempre di più a rinchiuderci nella riserva, come accadde agli indiani nativi d’America.
Lo IUS tanto vituperato, o forse temuto? ha una diversa visione della società e delle speranze da coltivare e far crescere. Noi crediamo che sia possibile uscire dal tunnel nel quale le malversazioni tollerate troppo a lungo, ci hanno relegato. Crediamo in una società dinamica, libera e aperta, capace di far emergere la voglia di fare, per tornare a far crescere l’economia del Paese, in grado di produrre una ricaduta virtuosa su Tutti.
Fino a quando i primi a deprimere questo bisogno, saranno i rappresentanti della classe dirigente con la loro malcelata diffidenza che a volte rasenta il disprezzo, non ci potrà essere inversione di tendenza.

c.s. IUS 10022016

Lo IUS dice la verita’ sulla SMaC e lo dimostriamo. La Segreteria alle Finanze fà solo retorica, mimetizzando i dati.
Lo IUS respinge al mittente l’accusa di fare attacchi non veritieri al sistema SMaC Card. I dati oggettivi continuano a dare ragione allo IUS. La Segreteria alle Finanze, nel suo comunicato del 9 febbraio, dichiara che “l’obiettivo di incentivare i consumi in Repubblica si sta cogliendo pienamente con beneficio sia del consumatore, che viene favorito dalle deduzioni fiscali, sia dell’operatore economico, che viene favorito mediante l’aumento dei ricavi”. Poi però non fornisce i dati che servono. Non fornisce i dati sull’aumento dei consumi, né sull’aumento dei ricavi, bensì fornisce solo i dati dell’aumento del numero delle transazioni. Infatti il dichiarato aumento del 30% dall’anno 2011 all’anno 2015 non riguarda i consumi o i ricavi, bensì solo il numero delle transazioni del circuito scontistica. Ma questo è un dato tanto ovvio quanto inutile. E’ ovvio che, in considerazione del sistema elettronico imposto, confusosi con la SMaC sconti ed il borsellino elettronico, anche il numero delle transazioni della scontistica SMaC sia in aumento, in quanto è in aumento l’uso della SMaC a discapito degli altri strumenti di pagamento, ma il numero dei consumi non è aumentato o quanto meno il dato sui consumi manca e non è stato fornito! Così come manca il dato sui ricavi! Inoltre il dato sui consumi e sui ricavi andrebbe poi valutato confrontandolo con le spese necessarie a sostenere il sistema. In sostanza, per intenderci, se prima un panino lo si pagava con una banconota da 5 euro e non si usava la SMaC, si aveva il consumo di un panino ed il ricavo di 5 euro, ma nessuna transazione tracciata. Ora pagando per lo stesso panino con la SMaC, il consumo è sempre di un panino, il ricavo sempre di 5 euro, ma viene tracciata anche una transazione! Quindi è ovvio che le transazioni aumentino, ma non necessariamente aumentano i consumi (il consumo è sempre di un panino!) ed il ricavo per l’operatore è lo stesso (sempre di 5 euro!). Anzi, l’utile per l’operatore e per tutto il sistema economico è destinato ad essere sempre inferiore, perché con la SMaC, così come oggi concepita, aumentano i disagi, la burocrazia ed i costi. La stessa Segreteria alle Finanze dichiara che il circuito scontistica è sostenuto dall’amministrazione pubblica con finanziamenti tra gli 8 e i 9 milioni di euro (8-9 milioni di euro!). Senza contare i finanziamenti per il circuito fiscale. A guadagnarci saranno, però, le banche che dal 1 gennaio 2017, secondo disposizione della stessa Segreteria alle Finanze, incasseranno una commissione su ogni transazione che avverrà attraverso il borsellino elettronico. Ovviamente la commissione sarà a carico del solo operatore economico e di conseguenza diminuirà il margine di guadagno per l’operatore stesso oppure aumenteranno i prezzi finali per il consumatore. Inoltre un aumento di transazioni della scontistica solo del 30% in 4 anni, con tutte le risorse messe in campo, è un evidente limite, non un successo. In 4 anni, se non fosse stata unificata la SMaC sconti alla SMaC fiscale, si sarebbero ottenute sicuramente percentuali maggiori, probabilmente intorno al 100%. Visto che La Segreteria alle Finanze è restia a spiegare i dati che contano, lo facciamo noi. Dal sito ufficiale SMaC emergeva in data 16 settembre 2015 che gli esercenti che applicavano la scontistica erano 532. Al 4 febbraio 2016, quindi 5 mesi dopo, si sono ridotti e sono diventati addirittura solo 509, compresi i distributori di carburanti ed i negozi di generi alimentari (che sono probabilmente gli unici settori per i quali avrebbe senso mantenere la Smac scontistica). Considerando che gli esercenti che potenzialmente potrebbero aderire al circuito scontistica sono circa 3.000, è facile, quanto drammatico, affermare che la scontistica viene ad oggi usata solo da 1\6 (unsesto) degli esercenti operativi sul mercato. Per intenderci…2.500 operatori su 3.000 non aderiscono al circuito SMaC sconti. E’ palesemente un sistema che non funziona, che è stato disastrato da scelte non in linea con quelle delle associazioni di categoria. Inoltre, attraverso le deduzioni fiscali per il consumatore, il settore commerciale viene dopato e, come in tutti i casi di doping, nel lungo termine ci saranno delle conseguenze sulla sua salute in termini di qualità del servizio, anche a discapito del consumatore, che tra l’altro dovrebbe essere libero di spendere i suoi soldi dove vuole.
Il consumatore è la principale risorsa dell’operatore economico, che farà di tutto, quest’ultimo, per continuare ad aggraziarselo e coccolarselo, fornendo servizi di qualità e sconti personali, senza bisogno di strumenti cervellotici come è diventata la SMaC Card a seguito dell’unione della SMaC fiscale alla SMaC sconti.
Il rischio della violazione della privacy del consumatore e della riservatezza aziendale dell’operatore economico purtroppo è sempre presente, nonostante le rassicurazioni della Segreteria alle Finanze.
L’operatore economico non si vuole sottrarre ai controlli, ma il problema dell’evasione fiscale si risolve con strumenti appropriati, non con strumenti che creano più danni che vantaggi.
Se il sistema SMaC funzionasse, perché la Segreteria dichiara di essere impegnata nella progettazione di una campagna promozionale di lunga durata (di lunga durata!) per premiare i consumi interni con un nuovo concorso a premi, spendendo tra l’altro altre risorse economiche? Lo IUS continuerà ad essere presente per tutelare la dignità dell’operatore economico e del consumatore. Anche lo IUS rimane a disposizione per un confronto con la Segreteria alle Finanze, se costruttivo.

c.s. IUS 07022016

IUS. SMAC CARD AL CAPOLINEA! È ORA DI RIPROGETTARLA: DAL 1 MARZO SI PUÒ USCIRE DALLA SCONTISTICA.
Gli Imprenditori Uniti Sammarinesi (I.U.S.) ricordano che dal 1 marzo sarà finalmente permesso ad ogni operatore economico di recedere ed uscire dal circuito della scontistica Smac Card. Non esistono più i presupposti e le condizioni per continuare a credere in un progetto cannibalizzato e danneggiato da scelte non in linea con quanto chiesto dalle associazioni di categoria. La “Smac Card sconti” deve essere necessariamente riprogettata disgiuntamente dalla “Smac Card fiscale”, per renderla utile ed appetibile come lo era originariamente. OSLA, USC e USOT sono a disposizione per eventuali informazioni e assistenza anche telefonica. Ciascun operatore economico che uscirà dal circuito della “Smac Card sconti” potrà applicare ai propri clienti lo stesso sconto, se non addirittura superiore, che avrebbe applicato con la Smac Card.
Presso le sedi delle tre associazioni è anche possibile sottoscrivere da parte di tutti i consumatori ed operatori economici, la petizione rivolta agli Eccellentissimi Capitani Reggenti, all’On.le Congresso di Stato ed all’On.le Consiglio Grande e Generale per chiedere che la normativa che istituisce la così detta “Smac Card fiscale” venga abrogata o idoneamente modificata al fine di prevedere e regolare un sistema di accertamento fiscale che non rischi di ledere, a differenza di quello previsto dall’attuale normativa, il diritto alla privacy del consumatore e alla riservatezza aziendale dell’operatore economico, che non limiti la libertà di spesa del consumatore-contribuente, che non aumenti i costi, i disagi operativi e burocratici dell’operatore economico, che non deprima lo sviluppo dell’intera economia sammarinese, chiedendo pertanto di sostituire l’attuale sistema di accertamento, così detto “Smac Card fiscale”, con il sistema dell’invio mensile dei ricavi già utilizzato nel corso dell’anno 2014 e previsto dalla Legge n. 166 del 2013, art. 148, comma 7, fino a quando non saranno individuate soluzioni alternative condivise anche con le associazioni di categoria.
Si comunica inoltre, fin da ora, che per la data di lunedì 7 marzo, lo IUS organizzerà una serata di confronto dedicata allo specifico tema dell’IGC – imposta generale sul consumo.
Lo IUS invita gli operatori economici, e chiunque vi abbia interesse, ad inviare e far pervenire all’indirizzo di posta elettronica “aiutoius@gmail.com” commenti, critiche e suggerimenti relativi al mondo dell’impresa e dello sviluppo economico.

c.s. IUS 20012016

IUS, FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA
Prima di dichiarare “San Marino paradiso fiscale…. dei carburanti” sarebbe opportuno porsi degli interrogativi per approfondire tale affermazione.
Innanzitutto, per capirci qualcosa, bisogna considerare che il prezzo del carburante è composto da vari elementi. Uno di questi è l’accisa o imposta speciale sammarinese, cioè un tipo di imposta sui consumi che si calcola sulla quantità (per ogni carburante, ad esempio, un tot fisso al litro).Nel corso degli anni, le accise, sono applicate anche allo scopo di finanziare le “disgrazie” del passato, cioè guerre o tragedie che sicuramente e per fortuna non riguardano lo Stato di San Marino, ma ad oggi sono diventate parte integrante dei prezzi al consumo. Comunque le tasse sui carburanti, chiamiamole come vogliamo, sono tasse e come tali vanno pagate. Del resto uno stato democratico e la rispettiva popolazione senza tasse, purtroppo, non può sopravvivere.
Spetta poi a ciascuno Stato determinare, utilizzare e gestire nell’interesse della collettività gli introiti erariali e sulla base di tali risultati il Governo sarà giudicato positivamente o meno.
Le imposte sui carburanti venduti a San Marino sono, o dovrebbero essere, parificate a quelle italiane in base agli accordi di buon vicinato del ’39 e successivo decreto n° 20 del ’75.
Di seguito si cita una parte del testo normativo : “Il Governo della Repubblica di San Marino si impegna a che detti prodotti vengano venduti nel proprio territorio ad un prezzo non inferiore a quello imposto o praticato in Italia nelle varie fasi della distribuzione; il Governo di San Marino si impegna altresì a non adottare alcun trattamento preferenziale od altre agevolazioni di diversa natura in favore di singoli consumatori o Enti, che non siano previsti dalla vigente normativa italiana in materia.”
Grazie al sopra indicato decreto del ’75, lo Stato di San Marino ha potuto incamerare gli introiti riguardanti le accise tali da permettere una notevole entrata nelle proprie casse.
Ora potremmo qui soffermarci a domandare come questi introiti siano stati utilizzati da parte dello Stato sammarinese, ma andremmo fuori tema ed una risposta univoca probabilmente non la riceveremmo. Di certo, però, l’ennesima richiesta a rinegoziare gli accordi la si può sempre fare, ma, come spiegato precedentemente, bisogna valutarne la fattibilità o la volontà.
Il mercato dei carburanti prevede un listino dei prezzi, marginalità di sopravvivenza e tasse.
Ma comprende anche la compartecipazione dello Stato per quanto riguarda le concessioni, il controllo, la gestione, la distinzione tra le tipologie di prodotto, i quantitativi o le giacenze, la qualità dei prodotti ecc.
Elenchiamo qualche numero circa gli importi sulle tasse esistenti nei prodotti petroliferi che sono: 90 centesimi sulla benzina e circa 80 centesimi sul gasolio.
Va considerato che nel solo anno 2011 si sono verificati gli incrementi più significativi, compresi negli importi sopra citati e che in 8 mesi, dello stesso anno, si sono registrati aumenti del 24% sulla benzina (+16 cent.) e 39% sul gasolio(+20 cent.). Le tasse, come spiegavamo, sono certe, predeterminate e sono anche la maggior parte della composizione del prezzo finale. E’ comprensibile l’entusiasmo dei consumatori muniti di patente che, alla guida del loro mezzo di trasporto, leggono presso qualche torretta di qualche stazione di servizio , dei prezzi record ben al di sotto della media nazionale. Dato che in questi giorni si stanno verificando i primi controlli della “Smac fiscale” anche al di sotto dei 5 euro, ci si auspica che, le dovute verifiche a garanzia degli introiti sopra citati, siano eseguiti anche in questo settore strategico da parte degli organi preposti al controllo dei prodotti di monopolio.
Del resto, da parte di chi opera sul campo, sono già state inviate alle istituzioni competenti segnalazioni per chiedere lumi e rispondere a precise domande che ancora non hanno avuto risposta esaustiva.
Se da parte delle istituzioni le risposte non arrivano….va tutto bene?!
Speriamo di non dovere fare altre domande a cui nessuno risponderà.

c.s. IUS 19012016

OSLA, USC e USOT, uniti nella costituenda confederazione IUS “Imprenditori Uniti Sammarinesi,” denunciano l’elevazione di multe relative ai controlli sul mancato uso della Smac fiscale da parte degli operatori economici. Quanto avevamo già predetto continua puntualmente a verificarsi. I pastrocchi creano caos. Premesso che da tempo OSLA, USC e USOT chiedono i dati in mano agli uffici pubblici relativi ai numeri e alle somme incassate con il sistema Smac fiscale dallo Stato e che ancora non sono stati forniti, il Governo ha comunque iniziato ad impiegare uomini e risorse economiche per fare controlli. Questo atteggiamento è preoccupante in considerazione del fatto che ci si ostina a non capire che una legge che non funziona è una legge sbagliata. La Smac fiscale, come oggi concepita, ha enormi limiti operativi (che sempre abbiamo denunciato e continueremo a farlo!) e irrisolte problematiche relative alla violazione della privacy sia per l’esercente sia per il consumatore. Dal 1 gennaio inoltre devono essere “smaccati” tutti gli importi, compresi anche quelli al di sotto dei 5 euro. In sostanza bisogna passare la Smac fiscale anche per un singolo caffè. Mentre chi ci ha governato è accusato di aver usato illegittimamente somme esorbitanti sottraendole alla collettività, inizia la caccia all’evasione dei caffè, con buona pace degli operatori che si lamentano non perchè non vogliano essere controllati, ma perchè la procedura è già troppo lenta e eccessivamente burocratica per importi superiori ai 5 euro, figuriamoci per gli importi sotto questa cifra. Agli operatori viene risposto che ora è possibile acquistare registratori di cassa che riducono i tempi della “smaccata” essendo possibile battere il prezzo una sola volta anziché due. Premesso che questo comunque non risolve il problema dei tempi di risposta del POS/registratore di cassa che rimangono eccessivi, i costi per alcune attività commerciali, per riorganizzarsi con questi nuovi macchinari, possono arrivare anche a spese di oltre 5.000,00 euro a fronte di un rimborso statale di appena 200,00 euro. Ma aldilà dei prezzi, più o meno alti, si continua ad assistere ad un ingiustificato accanimento verso gli operatori economici. Si continua a non comprendere che il sistema Smac fiscale crea dei limiti operativi alle attività imprenditoriali ed un aumento dei costi per gli operatori e per la collettività. Gli operatori hanno difficoltà a smaccare a causa di impedimenti tecnici. Fare le multe sulla base di una legge che non funziona, e non può funzionare, non è una sana lotta all’evasione, ma un pessimo modo per fare cassa. Nel medio-lungo periodo però si affossa il sistema economico. Nell’interesse di questo paese, nel rispetto di chi lavora, chiediamo al Governo di fare un passo indietro e restituire dignità a chi ha il coraggio di fare impresa. Il 25 gennaio alle ore 20.30 presso il palazzo Kursaal di San Marino Città, le tre associazioni affronteranno anche il tema Smac fiscale. Chiunque vi abbia interesse è invitato.

c.s. IUS 13012016

OSLA USC USOT, lo scorso 6 gennaio hanno richiesto un incontro al Congresso di Stato per avere informazioni sul polo di intrattenimento a San Marino Città.

I rappresentanti delle associazioni OSLA, USC e USOT, riuniti sotto la sigla IUS Imprenditori Uniti Sammarinesi, da tempo hanno chiesto, a mezzo di comunicazioni scritte con firme congiunte, l’apertura di un polo di intrattenimento, eventi e manifestazioni nella parte alta e turistica della Repubblica con il coinvolgimento delle associazioni stesse per il perseguimento di un intento di trasparenza e condivisione, ma ad oggi mai hanno avuto risposta e mai sono state direttamente informate di eventuali sviluppi conseguenti a tali richieste. Pertanto si vuole sapere sulla decisione
del Congresso di Stato a conferire mandato alla Giochi del Titano S.p.A. per aprire una seconda sede nello stabile c.d. “Ex Garage Masi”, e quindi se è reale l’intenzione di aprire un polo di intrattenimento, manifestazioni ed eventi.
In caso affermativo, le sottoscritte associazioni chiedono di conoscerne i dettagli e se ci sia la volontà di un coinvolgimento anche delle associazioni in tale progetto al fine di garantire caratteristiche di massima condivisione e trasparenza.

c.s. IUS 08012016

ASSEMBLEA PUBBLICA IUS
LUNEDI' 25 GENNAIO ORE 20.30 CENTRO CONGRESSI KURSAAL
(in caso di condizioni atmosferiche avverse verrà posticipata)

Vi invitiamo all’ASSEMBLEA PUBBLICA di presentazione dello IUS - IMPRENDITORI UNITI SAMMARINESI, per confrontarci ANCHE sui temi di interesse imprenditoriale quali IGC-IMPOSTA GENERALE SUI CONSUMI, RAPPRESENTATIVITA’, SMaC, SPESA PUBBLICA E ASSUNZIONI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
Per capire cosa sta succedendo e cosa possono fare gli imprenditori per difendersi e contribuire allo sviluppo del nostro Paese.

c.s. IUS 22122015

MACCHINE SENZA BENZINA
Leggendo le notizie economiche internazionali, risulta evidente quanto la ripresa economica sia legata alla riduzione del costo del denaro.
Si legge: la scelta di Federal Reserve è di alzare il costo del denaro dopo aver tenuto i tassi di interesse vicini allo zero dal dicembre 2008 a oggi e aver più volte rinviato ogni stretta davanti ai dubbi sulle condizioni dell'economia americana e globale. (fonte: Il Sole 24 ore).
Il Governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi ha annunciato durante la conferenza stampa del 3 settembre che i tassi d’interesse (attualmente negativi) della Banca rimarranno invariati, poiché sono di fatto uno strumento che la politica monetaria ha per influenzare l’economia (…) in seguito alla crisi economica i tassi di interesse sono stati mantenuti molto bassi per agevolare la ripresa.
Sappiamo Tutti le motivazioni che portano il costo del denaro a San Marino, essere molto più alto che nella vicina Europa, ma non considerare questo fattore, un forte rallentamento della nostra economia, e tantomeno tacerlo non è certo una soluzione.
Il costo basso del denaro porta gli imprenditori ad investire di più, creando un numero maggiore di occupati e i cittadini ad aumentare i consumi, del resto questo dovrebbe essere l’interesse del Governo per il rilancio della nostra economia.
Da parte loro le banche dovrebbero, come vocazione, essere lo sportello dove “acquistare” il denaro, ma un negozio con gli scaffali vuoti, a causa dell’incapacità di acquistare merci a prezzi competitivi, ha ben poco da offrire ai suoi clienti.
Eppure nessuno se ne preoccupa, si lascia tranquillamente che i bilanci delle banche tornino annoverando un numero spropositato di immobili, con valori ben lontani dalla realtà, senza preoccuparsi che il numero degli stessi è tristemente destinato a salire a causa di imprenditori costretti ad arrendersi lasciando inpagati i leasing.
Le imprese hanno bisogno di benzina, le famiglie hanno bisogno di benzina, l’intera economia ha bisogno di benzina e la benzina per queste macchine si chiama denaro!
Nessuno pretende finanziamenti a pioggia con garanzie inesistenti, come purtroppo è avvenuto in passato, ma un sistema creditizio in grado di sostenere la ripresa… sì, lo pretendiamo! E’ un diritto di chi vive e fa impresa in un Paese e i nostri politici dovrebbero considerarlo.

c.s. IUS 21122015

OSLA, USC e USOT uniti nella costituenda confederazione I.U.S., esprimono soddisfazione per la bocciatura dell’articolo della legge di bilancio che prevedeva l’aumento della tassa dei servizi dal 3% al 4%. Finalmente qualcuno comincia a ragionare.
Lo I.U.S. ringrazia ogni singolo Consigliere che venerdì notte si è opposto all’ennesima sciagura dettata da un Governo miope, che sarebbe stata destinata a deprimere ancor di più il comparto economico della Repubblica. Qualsiasi soggetto privato, istituzionale o politico, che dimostrerà buon senso e quindi l’intenzione di restituire dignità all’impresa, avrà il sostegno dello I.U.S.
La mancata approvazione dell’ennesimo balzello rappresenta una solida vittoria degli imprenditori uniti sammarinesi che ora continueranno a lottare per le altre battaglie quali, solo per citarne alcune, smac fiscale, rappresentatività, esubero della pubblica amministrazione ed I.G.C., alle quali un Governo irragionevole continua a costringerci.

c.s. IUS 14122015

IMPRENDITORI E ABBONATI

È triste constatare ancora una volta come il governo dimostri di essere privo di idee, ma soprattutto di una forza intrinseca che permetta di mettere in atto azioni forti e coraggiose, quali il nostro paese necessita, per superare una situazione di crisi, economica e di valori, che permane ormai da troppo tempo.
E’ drammatico osservare che di fronte a problemi quali ad esempio il dissanguamento della liquidità e il continuo attacco mediatico che il nostro Paese subisce quotidianamente dai media italiani, le azioni di chi dovrebbe perseguire la ripresa e lo sviluppo economico, si riducono ad un mero copia incolla delle politiche commerciali delle pay tv: ai nuovi abbonati sconti mirabolanti, omaggi e benefit sempre più forti. E ai vecchi abbonati? Essere fedeli clienti, che con il pagamento del canone sorreggono da decenni i bilanci dell’azienda non conta nulla? A loro deve bastare il servizio gentilmente concesso dall’operatore e continuare a pagare l’interezza del listino.
Questa politica scellerata non porta a nulla di duraturo, ben lo sanno, ragionando per similitudine, gli operatori internazionali di telefonia mobile, che hanno già percorso questa strada e l’hanno abbandonata accorgendosi della miopia di queste promozioni: il cliente sfrutta la promozione e allo scadere della stessa abbandona l’operatore e si rivolge a un altro che gli rivolge una proposta analoga, palleggiandosi tra una compagnia e l’altra e vendendosi al miglior offerente del momento.
Un Paese non è un’ azienda profit! Un Paese dovrebbe preoccuparsi di tutti i suoi cittadini contribuenti senza distinzione di sorta! Un Paese dovrebbe garantire un’equità di trattamento a tutte le proprie attività!
Ci permettiamo di segnalare ai nostri legislatori che creare deliberatamente una situazione di concorrenza sleale, non è la maniera migliore di fare del bene alle finanze dello Stato; se a un nuovo operatore (cliente?) si concedono benefit di carattere fiscale, esso potrà praticare prezzi più concorrenziali o dare servizi maggiori o peggio ancora ingrassare ancora di più le proprie tasche, a discapito di chi ha sempre contribuito diligentemente al benessere dei cittadini di questo Paese.
È triste constatare l’accanimento del nostro Governo verso gli operatori esistenti e contemporaneamente vedere le servili concessioni ai nuovi abbonati, per i quali si spianano colline, si trasformano parchi pubblici in cattedrali nel deserto, si fanno varianti stradali, mentre non si trovano le risorse per rendere gradevole un’area compresa tra il parcheggio 6 e il 7.
Siamo stanchi di vedere centri commerciali, storicamente presenti nel nostro Paese, tristemente in disarmo, operatori agonizzanti che da anni versano nelle casse dello Stato, imprenditori dissanguati perseguitati per un ritardo nei versamenti delle imposte mentre ai nuovi si concedono sgravi fiscali pluriennali.
Il nostro Paese si è sempre distinto per l’operosità dei propri cittadini, per la capacità dell’accoglienza, per l’inventiva con cui si sono sempre proposti al mercato interno e limitrofo. Basta solo evitare l’accanimento di Stato e la legalizzazione della concorrenza sleale dei nuovi clienti e sicuramente i vecchi abbonati si riveleranno una piacevole sorpresa per i nostri governanti.
Il futuro non passa certo dalla promulgazione di leggi che imbavagliano e bloccano i sammarinesi nella loro essenza di esseri umani raziocinanti, ma da scelte coraggiose che esaltino le individualità di ognuno di loro e una accurata e lungimirante gestione delle risorse da essi create.

c.s. IUS 08122015

IGC – FACCIAMO CHIAREZZA SULL’IMPATTO SU COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI

OSLA, USC e USOT unite nella sigla I.U.S. (Imprenditori Uniti Sammarinesi) esprimono forte preoccupazione per il progetto d’introduzione del sistema I.V.A.- IGC nella Repubblica di San Marino. L’eventuale passaggio dal sistema Monofase al sistema IVA - IGC, infatti, cambierebbe di molto la situazione attuale, non essendo assolutamente neutro per le imprese del settore commercio, artigianato, turismo e servizi.
L’introduzione di un’imposta indiretta plurifase come l’IVA - IGC determina inevitabilmente un aumento dell’imposizione fiscale complessiva. In pratica in occasione di ogni vendita di beni e servizi, si applica un’imposta, a differenza della monofase che è applicata per una sola volta al valore delle merci nel momento che sono importate in territorio Sammarinese.
Viene detto agli imprenditori del commercio, turismo, artigianato e dei servizi, di non preoccuparsi perché tanto l’imposta viene “recuperata” scaricandola sugli acquirenti e in ultima istanza sui consumatori.
Purtroppo recuperare l’imposta IVA-IGC che agisce in maniera progressiva, quindi più incidente rispetto all’imposta Monofase e all’attuale Imposta sui Servizi, significa dovere scegliere se aumentare i prezzi o diminuire i margini di ricavo.
Le conseguenze saranno aziende fuori mercato perché meno competitive rispetto all’Italia, probabili chiusure, meno gettito fiscale per le imposte dirette, diminuzione dell’occupazione, meno contributi al sistema sanitario e pensionistico, meno attrattiva per il rilancio del nostro sistema economico che vede nel settore commercio, turismo e servizi il fulcro strategico per il futuro del Paese. Le rassicurazioni che con l’introduzione del sistema IVA-IGC “inizialmente” e “in via transitoria” si cercherà di non mettere in difficoltà le aziende del settore commercio, turismo e servizi sono ben poco rassicurante poiché conferma che quando il sistema sarà a regime gli effetti saranno pesanti.
L’aumento della pressione fiscale tramite l’introduzione dell’IVA-IGC, in quanto imposta indiretta, colpirà indiscriminatamente tutti i consumatori e in particolare quelli a reddito medio basso. Infatti non tiene conto del reddito e quindi penalizza molto di più chi destina gran parte della propria capacità di spesa ai consumi essenziali della famiglia. Meno soldi nelle tasche dei cittadini, meno capacità di spesa, effetto depressivo sull’economia in generale.
Con l’introduzione dell’IVA-IGC ci sarà più burocrazia rispetto al sistema monofase. Dovranno esserci controlli su ogni singola transazione di vendita di beni e servizi. Anche il nostro Stato vorrà, probabilmente, prevedere un nuovo organismo similare alla Guardia di finanza e più personale per gestire la mole di burocrazia implicita a una scelta di questo tipo. L’IVA-IGC è, comunque, l’imposta più evasa a livello europeo, soprattutto in Italia, e introdurla nel nostro Paese rischia di vederla pagata dagli imprenditori onesti e diligenti lasciando ampio spazio all’azione degli evasori. Nessuno, a differenza di quello che qualche esponente politico dichiara, ci obbliga ad adottare l’IVA, tanto meno l’Unione Europea con la quale abbiamo in corso una trattativa per addivenire a un accordo di associazione che permetta al nostro microstato di mantenere la propria identità e non essere schiacciato da realtà economiche ben più grandi.
OSLA, USC e USOT pretendono da tempo delle risposte e delle proiezioni, tra l’altro già promesse, ma mai ricevute, sull’impatto che una tale riforma può avere sull’attuale sistema economico sammarinese e pertanto fino a quando non si potrà disporre di un progetto preciso, chiaro e trasparente si chiede la sospensione di tale iniziativa legislativa.

ESTRAZIONE LOTTERIA 30° OSLA

1° PREMIO: A 0879
2° PREMIO: A 1967
3° PREMIO: C 0643
4° PREMIO: A 1191
5° PREMIO: C 0288
6° PREMIO: A 0668
7° PREMIO: A 0270
8° PREMIO: B 1925
9° PREMIO: A 1199
10° PREMIO: C 0618
11° PREMIO: B 1555
12° PREMIO: A 1463
13° PREMIO: C 0200
14° PREMIO: B 0660
15° PREMIO: A 0421
16° PREMIO: B 1258
17° PREMIO: B 0595
18° PREMIO: B 1707
19° PREMIO: B 0725
20° PREMIO: B 0109
21° PREMIO: A 1960
22° PREMIO: B 1885
23° PREMIO: B 0007
24° PREMIO: A 1400
25° PREMIO: C 0801
26° PREMIO: B 0680
27° PREMIO: B 1896
28° PREMIO: A 1333
29° PREMIO: B 1991
30° PREMIO: B 1271

c.s. IUS 17112015

OSLA, USC e USOT rimangono scioccati nel verificare nella legge di bilancio la presenza degli ennesimi provvedimenti privi di una prospettiva di sviluppo. Viene aumentata la tassa sui servizi che dal 3% passa al 4%. Eppure alla sua origine era stata presentata come una tassa straordinaria, che, guarda un pò, è diventata ordinaria e costante. Si continua a prendere in giro e a tartassare chi ha il coraggio di fare impresa, mungendolo come una mucca, senza accorgersi che aumentando continuamente le tasse si deprime il sistema economico. Inoltre sono stati stanziati ben 500.000,00 euro per la Smac, inventandosi tra l’altro un concorso a premi settimanale per incentivarla e continuando a finanziare studi per migliorarne l’operatività. Si continuano a sperperare denari pubblici pur di far funzionare la Smac Card, che se fosse stata oggetto di scelte intelligenti non avrebbe bisogno di un simile investimento annuale. Inoltre mancano gli investimenti infrastrutturali promessi nel centro storico, continuando quindi a non ascoltare le grida di allarme delle associazioni. Si chiedono soldi ai privati, si sperperano quelli pubblici e non si ottiene alcun risultato economico, se non quello di tappare provvisoriamente qualche buco (destinato poi ad ingigantirsi), pur di non smettere di dopare la Pubblica Amministrazione che evidentemente è, e deve rimanere, bacino di voti troppo importante per essere razionalizzato.

c.s. OSLA 12112015

OSLA, in relazione al recente comunicato stampa a firma di UNAS sul contratto artigianato stipulato tra OSLA e USL, è costretta a chiedersi quale problema abbiano i vertici di UNAS. Stiano sereni. Cosa li tormenta? Scrivono di voler fare chiarezza e poi sono i primi a confondere le acque. Se è vero, come dichiarano, seppur senza citare alcuna fonte statistica, che “il 90% delle imprese artigiane addotta il contratto sottoscritto da UNAS-CSU”, perché si scaldano tanto per il contratto OSLA-USL? Se i numeri sono tutti dalla loro parte, che cosa temono? Temono forse un reale confronto sul contenuto dei due contratti? Temono di perdere il loro presunto monopolio? Beh, in effetti il contratto OSLA–USL è migliore rispetto al contratto UNAS-CSU, sia per i datori di lavoro, sia per i lavoratori. Lo dimostriamo con il coraggio di una comparazione che a breve pubblicheremo. Se ne facciano una ragione, nemmeno l’UNAS può pretendere di decidere per tutti, mentre tutti i cittadini e tutti gli imprenditori devono essere liberi di scegliere, attraverso un confronto, chi preferiscono e senza alcuna imposizione. Tra l’altro il doppio contratto nel settore artigianato era stato stipulato anche nel 2012 e anche negli anni precedenti, eppure il mondo è andato avanti lo stesso. Come mai ora tutta questa sorpresa e questa fretta di cambiare la normative? Per quel che riguarda la legge sulla rappresentatività, OSLA è disponibile ad un confronto pubblico con UNAS, ANIS, CSU davanti alla popolazione, agli imprenditori, ai membri del Consiglio Grande e Generale e a tutti coloro che vorranno parteciparvi, per spiegarla alla popolazione, con la chiarezza ed il coraggio che tale delicata materia pretende.

  • COMPARAZIONE RINNOVO CONTRATTO ARTIGIANATO (43,35 KB)

c.s. IUS 05112015

OSLA, USC e USOT comunicano che il processo di confederazione delle tre associazioni imprenditoriali verso l’entità IUS “imprenditori uniti sammarinesi” è tutt’ora in corso ed è inarrestabile, come un’onda sempre più alta per contrastare, insieme, le aberrazioni che il Governo impone, quali la SMaC e la legge sulla rappresentatività; per comprendere vizi e virtù di riforme che il Governo non spiega, quale l’IGC; per scuotere chi riesce solo a fermare il Paese in un immobilismo parassitario; per urlare a chi siede in Consiglio Grande e Generale di progettare anche idee per lo sviluppo, non solo strategie politiche; per abbattere l'indifferenza con cui troppo spesso il Governo frena i progetti di sviluppo turistico commerciale non ascoltando le proposte delle associazioni; per l’interesse del Paese, non per gli interessi di bottega; per chi crede non nella divisione, ma nel valore del confronto e della condivisione.
IUS si pone come obiettivo una sempre maggior difesa delle esigenze degli operatori economici della Repubblica di San Marino.
Le vecchie logiche e gli sgambetti non fermeranno le tre associazioni che già in questi anni si sono distinte nella lotta contro le ingiustizie e le iniquità.

c.s. OSLA 27102015

OSLA, a seguito della lettura del comunicato stampa dell’Anis datato 26 ottobre in materia di rappresentatività, vuole precisare quanto segue.
Anis, tra le altre strumentali considerazioni, ha anche scritto che “per quanto riguarda le associazioni datoriali non può essere assolutamente condiviso il principio in base al quale si contino i datori di lavoro senza considerare il numero dei lavoratori alle loro dipendenze, visto che ciò di cui si parla è il contratto di lavoro che si applica a questi ultimi”
Si vuole invitare l’Anis a leggere bene il progetto di legge, in maniera tale che anch’essa si possa accorgere che per le associazioni dei datori di lavoro viene contato solo il numero dei lavoratori alle dipendenze delle aziende associate e non viene minimamente considerato il numero delle aziende.
Si vuole ricordare all’Anis che ciò di cui si parla è sì il contratto di lavoro, ma questo non si applica però solo ai lavoratori, ma ha conseguenze ed effetti diretti anche sulla sopravvivenza degli stessi datori di lavoro e sui loro diritti. E non tutti i datori di lavoro, l’Anis se ne faccia una ragione, sono iscritti ad Anis. E’ vero che il contratto di lavoro si applica ai lavoratori, come ribadisce l’Anis in un moto di irrefrenabile generosità sociale, ma questi ultimi sono legittimamente rappresentati, tutelati e difesi dai tre sindacati dei lavoratori esistenti! Oppure l’Anis intende sostituirsi anche a questi ultimi? O forse, ancora molto più semplicemente, è preferibile e più conveniente per l’Anis, solo e soltanto per motivi numerici, essere contata non sul numero delle sue aziende, ma sul numero dei lavoratori che le sue aziende impiegano?

c.s. OSLA 22102015

OSLA, organizzazione sammarinese degli imprenditori, fermamente contraria al recente progetto di legge della Segreteria di Stato per il Lavoro in materia di rappresentatività, comunica di aver recapitato a ciascun rappresentante del Consiglio Grande e Generale della nostra Repubblica, la seguente lettera con l’intento di fornire agli stessi Consiglieri spunti di riflessione sull’iniquità del suddetto progetto di legge. Di seguito il contenuto della missiva:

On.le Consigliere,
con la presente ci si permette di richiamare la Sua attenzione sul progetto di legge in materia di rappresentatività, che OSLA ritiene discriminatorio e non democratico.
Il progetto di legge nasce dall’idea della Segreteria di Stato al Lavoro che non possano convivere due o più contratti di lavoro in uno stesso settore. A differenza di quel che si vuol far credere, l’esistenza di due o più contratti e quindi l’eliminazione del principio dell’erga omnes, rappresenta soltanto un valore di democrazia. Ma anche qualora si volesse accogliere la tesi di chi pretende essere giusto prevedere un solo contratto collettivo nazionale di settore avente efficacia erga omnes, il progetto di legge che la Segreteria di Stato ha presentato alla nostra attenzione non può trovare condivisione. Anche qualora si volesse regolare il settore con un unico contratto, sarebbe sufficiente modificare un solo articolo della legge n. 7 del 1961, senza bisogno di inventarsi una legge complessa ed eccessiva, il cui reale scopo sembra essere quello di stravolgere equilibri di rappresentatività già esistenti, eliminando addirittura la possibilità di un ricorso al potere giudiziario, sostituendolo con un nuovo comitato di natura strettamente politica, tra l’altro costoso e foriero di nuova burocrazia.
Con il pretesto di “fare ordine” nella delicata materia della contrattazione collettiva del lavoro, si vuole creare un contratto unico blindato attraverso un sistema macchinoso, la cui conseguenza è quella di affidare il potere contrattuale di associazioni datoriali e di sindacati soltanto ad alcuni soggetti a discapito di altri attraverso sbarramenti ed alchimie numeriche e non in base ad effettivi principi di democrazia e meritocrazia, considerando la pluralità delle associazioni e dei sindacati un pericolo anziché un valore aggiunto.
Non si comprende, tra le numerose distorsioni di questo progetto di legge, perché le associazioni dei datori di lavoro dovrebbero essere conteggiate per il riconoscimento della loro maggior rappresentatività per la sottoscrizione del contratto con efficacia erga omnes, non sul numero degli imprenditori che rappresentano, ma sulla base del numero dei lavoratori occupati, a meno che non si voglia pensare anche questa come un’alchimia a vantaggio di qualcuno e a discapito di qualcun altro. Secondo il progetto di legge, infatti, un’associazione datoriale che ha nei suoi elenchi 50 datori di lavoro con un dipendente ciascuno sarebbe meno rappresentativa di un’associazione datoriale cha ha un unico datore di lavoro con 60 dipendenti. Cui prodest?

OSLA si appella al buon senso e alla competenza tecnica degli onorevoli Consiglieri più attenti, ai quali si chiede la cortesia di leggersi il progetto di legge in prima persona e con spirito critico, evitando di farselo leggere o raccontare da terzi, affinché un’eventuale occasione di riforma non si trasformi in una trappola per la democrazia.
OSLA si mette a disposizione di chiunque voglia ricevere chiarimenti, approfondimenti e dettagli tecnici.
Si coglie l’occasione per porgere distinti saluti ed augurare un buon lavoro.

Il Presidente OSLA
Avv. Mirko Dolcini

c.s. OSLA USC USOT 21102015

Se l'Imposta Generale sui Consumi - IGC "si ispira al modello generale previsto per l'IVA europea e la GST internazionale, con lo scopo di introdurre un regime fiscale compatibile e competitivo con le realtà presenti nel mercato internazionale", la priorità dell'amministrazione finanziaria deve essere anche quella di mantenere competitivo il sistema dei prezzi al consumo nel territorio della Repubblica di San Marino; l'introduzione di questa nuova imposta indiretta deve essere "neutra" sulla concorrenzialità del sistema commerciale attuale, analizzando l'effetto che ne deriverebbe sui prezzi al consumatore finale. Ci chiediamo se l’amministrazione finanziaria (Segreteria di Stato per le Finanze), che dispone dei dati attuali e della serie storica di gettito monofase per settore, dispone anche delle necessarie simulazioni degli effetti dell'introduzione dell'IGC sui diversi settori in base all'aliquota, nonché sulle differenze di gettito che deriverebbero dai singoli settori rispetto ad oggi.
Dalle simulazioni per aliquota e per settore emerge la sostenibilità prevista nel tempo di questa imposta? Il gettito previsto, in base alle diverse aliquote possibili, è in grado di sostenere il fabbisogno atteso dall'amministrazione finanziaria?
Una specifica ed esclusiva riflessione sarebbe doverosa da parte della Segreteria di Stato sulle fasi di incisione del sistema di imposta indiretta sul valore aggiunto nel sistema industriale e nella filiera produttiva sammarinese, unicamente diversa rispetto a molti distretti industriali, degli altri paesi, dove è applicata l'IVA, dove vi sono passaggi interni tra operatori economici che generano aumento di valore dei beni, a differenza della Rep. di San Marino, dove nella stragrande maggioranza dei casi non si può parlare di filiera produttiva o distretto industriale, in quanto vi sono sensibilmente meno passaggi interni tra operatori economici produttivi, ma solo "esportazioni abituali".
Inoltre non è vero che a maggior aliquota corrisponde maggior gettito (curva di Laffer), in quanto a fronte di un maggior prezzo al consumo, si riducono i volumi di vendita e in proporzione il gettito (varrebbe il contrario solo in autarchia), poiché il consumatore non consumerebbe nella Rep. di San Marino.
Ci domandiamo se l'amministrazione finanziaria ha valutato come l'IGC sposta i tempi e le modalità di incisione fiscale dell'imposta indiretta: se è vero che l'aliquota di introduzione di questa nuova imposta potrebbe anche essere bassa il primo anno di riforma [Italia: IGE 4% -> aliquota IVA 12% (1972) -> aliquota IVA 22% (2015)], è anche vero che, se il gettito atteso non sarà conseguente alle previsioni, dal secondo anno e/o dagli anni successivi, l'amministrazione finanziaria si potrebbe trovare costretta ad aumentare l'aliquota, con l'effetto non solo di opprimere i consumi che si sposterebbero fuori territorio per maggior competitività sui prezzi al consumo, ma si continuerebbe a ridurre, in proporzione alla bilancia dei consumi esportati fuori dalla Rep. di San Marino, il gettito derivante dalle imposte indirette.
Ci chiediamo inoltre se la Segreteria di Stato per le Finanze abbia fatto le dovute valutazioni strategiche sull'introduzione di questa nuova imposta indiretta, se abbia effettivamente soppesato il rapporto costi/benefici, coerentemente con le dichiarazioni di voler promuovere e rilanciare il sistema commerciale e turistico sammarinese, anche con importanti investimenti nel settore. Vorremmo confrontarci sull'impatto che avrà l'introduzione dell'IGC sui consumi interni e sul potere d'acquisto in territorio sammarinese dei consumatori (lavoratori, disoccupati, pensionati, ecc.) che probabilmente preferiranno orientarsi verso l’esterno.
L'IGC non riduce il rischio di evasione (vedi Italia, dove l'IVA risulta essere l'imposta più evasa). La monofase, al contrario, è molto più semplice da controllare.
L'introduzione dell'IGC comporterà, nell'immediato un notevole aggravio di costi per l'Ufficio Tributario.
L'introduzione dell'IGC potrebbe portare anche maggiori oneri amministrativi per i commercianti al dettaglio, per gli artigiani e per chi eroga servizi al consumatore: si pensi solo all'obbligatorietà della liquidazione periodica dell'imposta e quindi ad una struttura contabile più complessa, frequente e macchinosa.
In considerazione del fatto che molti commercianti al dettaglio, artigiani e operatori nei servizi al consumatore operano con redditività inferiore a quella di operatori italiani, l'introduzione dell'IGC porterà all'inevitabile chiusura di molte piccole imprese o alla riduzione del personale in queste impiegate.
La semplice introduzione di un'IVA sammarinese (Imposta Generale sui Consumi IGC non integrata in ambito europeo) non aiuta nemmeno le imprese produttive negli interscambi.
Non risulta che l'Italia o l'UE facciano pressioni alla Rep. di San Marino per l'introduzione di un sistema di Imposta sul Valore Aggiunto.
Se il Governo deciderà di procedere nella realizzazione del progetto di imposta IGC, ci si auspica quanto meno che a fronte di un'aliquota fissa, sia previsto un sistema compensativo (vedi monofase) regolato per settori di ricarico, che si determini sulla base della marginalità del singolo operatore economico (modulata sul margine di ricarico comunicato solo ed esclusivamente all'Uff. Tributario, come oggi con la monofase).
Si è riflettuto criticamente sugli aspetti macroeconomici della nuova imposta indiretta ed i suoi effetti sul gettito allo Stato. Se oggi l'Imposta Monofase sulle Importazioni rappresenta, è vero, un costo diretto per l'impresa, ma anche un valore certamente incassato dallo Stato all'importazione dei beni nel territorio e ad inizio filiera per l'impresa, l'IGC non incide direttamente sull'impresa (vi incide più che proporzionalmente in via indiretta), ma incide direttamente sul consumatore nella cessione di vendita, rappresentando un valore incerto per il gettito allo Stato, poiché legato alla vendita o meno del bene al consumatore. Diventa quindi importante valutare la sostenibilità nel tempo della nuova imposta alla luce delle simulazioni di gettito in base alle diverse aliquote possibili.
Si è riflettuto sul fatto che le industrie manifatturiere nell'IGC sono considerate "esportatori abituali", coerentemente con il sistema di imposta indiretta del valore aggiunto, quindi è un settore che rispetto al sistema di oggi, dove paga la monofase all'importazione, non lascerà nulla al gettito per lo Stato; quindi quando il gettito sarà insufficiente l'ipotetica aliquota del 10% verrà alzata, ma sempre solo sulle spalle dei settori che hanno cessioni al consumatore (commercio al dettaglio, servizi al consumatore, lavoratori, pensionati, ecc.).
L'IGC comporterà non solo stravolgimenti economici per la stragrande maggioranza degli operatori economici, ma inciderà negativamente anche sul consumatore. Non si capisce, su quest’ultimo punto, perché le organizzazioni sindacali (rappresentanti i lavoratori, i disoccupati e i pensionati) nonché le associazioni dei consumatori, siano ancora silenti.
Riteniamo necessari confronti tecnici costruttivi per chiarire e risolvere le criticità sopra esposte, per evitare errori poi difficilmente riparabili.

OSLA USC USOT

c.s. OSLA 22092015

OSLA. Trent’anni di storia.
Nel 2015 OSLA festeggia i suoi 30 anni di storia. OSLA nasce nell’aprile del 1985, per volontà di 30 soci fondatori, come associazione dei lavoratori autonomi per rappresentare e valorizzare il mondo dell’Agricoltura, del Commercio, dell'Artigianato, dell'Industria, dei Servizi, delle Libere Professioni della Repubblica di San Marino. Da 30 anni la nostra Associazione è un attore fondamentale del sistema paese, un interlocutore autorevole per il mondo dell’impresa, per la politica e le istituzioni. Attualmente circa 600 imprenditori sammarinesi sono associati ad OSLA. Da 30 fondatori si è diventati una realtà numerosa di 600 associati. L’obbiettivo della nostra organizzazione è quello di tutelare l’imprenditore, sia quello che gestisce una struttura di piccole dimensioni, sia quello che ha la possibilità di confrontarsi con una realtà più ampia. A 30 anni OSLA si può definire un’organizzazione “adulta”, radicata sul territorio e presente in tutte le categorie imprenditoriali. Un laboratorio di idee e di progetti per le istituzioni, erogatrice di servizi di qualità e punto di riferimento per associati ed operatori economici. OSLA festeggerà il suo trentesimo compleanno con una serie di appuntamenti quali anche una CENA DI GALA, una LOTTERIA ed un VIAGGIO.
Una Organizzazione che vuole continuare a crescere ed evolvere, sempre al passo con i tempi, ma senza dimenticare il passato e le sue battaglie. Caratteristica di OSLA è la sua capacità di rappresentare varie tipologie di operatori economici sammarinesi che hanno permesso a questa associazione di categoria di essere l’unica con una visione globale del proprio Paese. OSLA è aperta a qualsiasi imprenditore che intenda condividere le sue energie e le sue idee al fine di trovare soluzioni efficaci e concrete per lo sviluppo del Paese.

c.s. OSLA USC USOT 15092015

SMaC – CONTINUANO LE PRESE IN GIRO PER GLI OPERATORI
A seguito dell’incontro sulla nuova APP SmaC tenutosi lunedì 14 settembre, OSLA, USC e USOT restano esterrefatti di fronte al comportamento della Segreteria alle Finanze che è stata così celere nell’ideare una proposta per i pochi operatori rimasti nel circuito scontistica, lasciando invece immutate tutte le problematiche rimaste sulle spalle delle aziende, senza tralasciare la machiavellica costrizione a rimanere nel circuito obbligatoriamente per otto mesi.
Eravamo rimasti allo scorso giugno, quando la Segreteria alle Finanze aveva preso l’impegno di trovare in breve tempo una soluzione tecnica per introdurre l’utilizzo della Smac Card come borsellino elettronico in tutte le attività sammarinesi e di ideare e concordare con le Associazioni nuove metodologie di certificazione che riducano realmente i tempi tecnici di transazione e i costi per gli operatori.
Invece, dopo mesi di silenzio, l’unica proposta è un’APP che non tutela in egual modo tutti gli operatori sammarinesi che, sconti o non sconti, sono comunque obbligati ad accettare la Smac Card come strumento di certificazione elettronica.
Il Governo deve prendere atto del fallimento causato dalle sue decisioni, che spingono i pochi operatori rimasti nel circuito sconti a non abbandonarlo non per reale convinzione, ma taluni solo perché obbligati a rimanere fino a febbraio in quanto vincolati da un provvedimento governativo e altri in quanto spaventati dall’idea di perdere propri clienti a seguito di politiche commerciali governative che prediligono gli operatori aderenti al circuito, abbandonando a se stessi tutti gli altri.
Continuare in questo modo rappresenta la rottura del patto sociale; è solo un accanimento terapeutico e una mancanza di rispetto verso le tante attività costrette ad uscire dal circuito sconti a causa dei provvedimenti che hanno distrutto una fidelity card intelligentemente creata nel 2008, trasformandola in un mero sistema di certificazione delle deducibilità delle spese.
Il sistema sconti è stato cannibalizzato dalla funzione di certificazione, depotenziando in tal modo anche l’obiettivo di incentivazione degli acquisti in territorio; l’aver reso il consumo “obbligatorio” porterà ad preoccupante fuga dei consumi, una volta finito il limite massimo della deducibilità.
Il risultato finale è una disaffezione alla SmaC, sia da parte degli operatori che da parte dei consumatori.
Non è giusto difendere ad oltranza scelte politiche sbagliate a discapito di interi settori commerciali. La concorrenza commerciale è prerogativa privata, non statale. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
OSLA USC USOT

c.s. OSLA 08092015

OSLA si compiace con la Segreteria di Stato per il Territorio dell’inizio dei lavori di messa in sicurezza della SS72, che collega la Repubblica di San Marino con Rimini, attraverso la sostituzione delle barriere metalliche del tipo guard-rail con quelle del tipo c.d. New Jersey. E’ un risultato per il quale da tempo OSLA sensibilizza le istituzioni sammarinesi ed italiane. Si tratta di un primo passo verso l’ammodernamento di un’infrastruttura fondamentale ed essenziale per il comparto turistico, commerciale e produttivo del nostro Paese. Soddisfatti di questo primo passaggio, non si vuole comunque distogliere l’attenzione dalla necessità che a questo primo step ne devono seguire altri altrettanto importanti. Oltre alla messa in sicurezza, infatti, ci si attende entro breve tempo anche l’eliminazione dei semafori sostituiti dalla realizzazione di rotatorie in grado di rendere la SS72 non solo più sicura, ma anche più veloce e quindi funzionale.
Le infrastrutture di questo genere sono investimenti dai quali, seppur costosi, non si può prescindere se si vuole veramente ottenere il rilancio della Repubblica di San Marino. A tal proposito OSLA ha incontrato la settimana scorsa l’onorevole Tiziano Arlotti, con il quale si è condivisa anche l’importanza dell’aeroporto internazionale di Rimini e San Marino “Federico Fellini” e con il quale si è ribadito come OSLA fosse estranea al comunicato stampa “ferragostiano” che tanto clamore aveva sollevato. Lo scalo riminese rappresenta a tutt’oggi un centro nevralgico per la nostra realtà economica che recentemente è stato addirittura riconosciuto come tra i primi 38 aeroporti di interesse nazionale da parte del Consiglio dei Ministri italiano.

c.s. OSLA USC USOT 24082015

E’ inutile girarci intorno. La Smac Card, per quello che è diventata, non funziona. Sebbene qualche miglioramento le è stato apportato grazie alla determinazione delle associazioni (per quanto, purtroppo e non per colpa nostra, sempre in corso d’opera e quindi sperimentando sulla pelle e a spese degli operatori economici), la Smac Card continua la sua discesa verso il baratro. Non produce introiti per le casse statali, non produce benefici per gli operatori economici e non aiuta concretamente i consumatori. Eppure è sempre lì, “fiore all’occhiello” della Segreteria alle Finanze, che tenta in tutti i modi di risollevarne l’immagine e la produttività. Dal luglio 2015 la Segreteria alle Finanze ha bloccato fino al febbraio 2016 la possibilità per gli operatori economici, già all’interno del suo circuito di scontistica, di uscirne, al fine di evitare un fuggi fuggi di massa che ne avrebbe decretato la definitiva sconfitta. Ma per quanto la Segreteria di Stato ne dica o ne pensi, sta soltanto allungando la sua agonia. In sostanza sta ponendo in essere un accanimento terapeutico verso un malato terminale, che chiede l’eutanasia per evitare atroci sofferenze.
Da ultimo, dopo essere partiti dal primo gennaio 2015, nonostante le evidenti e denunciate problematiche concettuali e operative, con la certificazione dei ricavi a mezzo Smac, dovrebbe arrivare a breve l’applicazione per gli smartphone, che grazie al principio della geolocalizzazione, permetterà agli utenti sammarinesi e non, di verificare in quali attività economiche è possibile godere di sconti Smac. Estremo tentativo di cercare di fidelizzare operatori e consumatori verso uno strumento troppo burocratico, lento, costoso, orwelliano, irriverente ed inutile per essere amato. E questo tentativo è l’ennesima riprova che chi ci governa non rispetta più il patto sociale che imporrebbe al governo di fare l’interesse di tutti, grandi e piccoli, ricchi e poveri, ma tenta soltanto di difendere le proprie posizioni, sbagliate, mettendo tutti contro tutti. Con quest’ultima genialata dell’applicazione geolocalizzante, infatti, il governo non si accorge di creare concorrenza sleale tra gli operatori che hanno aderito al circuito smac con chi non vi ha aderito. Infatti, se si volesse fare una cosa giusta, la geolocalizzazione dovrebbe riguardare tutti gli operatori economici della Repubblica e poi semmai indicare anche chi offre il servizio scontistica e chi no. Invece, prima è stata imposta la certificazione elettronica dei ricavi a tutti gli operatori, poi però la pubblicità commerciale viene fatta solo per chi ha la scontistica. Sarebbe legittimo se a farla sarebbe un ente privato; diventa un tradimento del patto sociale se a farla è lo Stato che cerca di avvantaggiare taluni a discapito di chi non vi ha aderito (perché più lungimirante o magari semplicemente perché non in grado di permetterselo) e magari già alle prese coi conti di fine mese insufficienti per chiudere il bilancio in positivo.
La Smac Card era originariamente uno strumento tecnicamente ben realizzato, ma decisamente mal sfruttato e ancor peggio pubblicizzato negli anni. Quello che poteva essere davvero un motivo di vanto per il nostro Paese è stato bruciato dalle istituzioni che hanno dimostrato la solita cupidigia nel voler ribadire il loro controllo e potere, arrogandosi competenze che non hanno nella gestione di ciò che dovrebbe essere tipico dell’imprenditoria, trasformando quindi una fidelity card in un cervellotico strumento di accertamento fiscale.
Ad ogni modo, il problema è più teorico, di concetto, che fattivo, perché anche questa applicazione sarà un flop, come tutta la questione Smac, quanto meno considerando i numeri, visto che su quasi 3.000 operatori economici che potenzialmente potrebbero aderire al circuito sconti, lo hanno fatto soltanto in appena 500 e se, come dicevamo, il Governo non avesse bloccato la possibilità di uscita, ad oggi sarebbero molti di meno.
Ad una Smac Card così disastrata, con così pochi margini di miglioramento, per favore staccategli la spina!
OSLA USC USOT

c.s. OSLA USC USOT 02082015

Le associazioni di categoria OSLA, USC e USOT, unite nella costituenda confederazione denominata Imprenditori Uniti Sammarinesi (I.U.S.), invocano il rispetto delle regole. Troppe sono diventate le situazioni prive di trasparenza e logicità che gli imprenditori subiscono a causa dell’arroganza del potere. Da ultimo, in termini di tempo, si sta assistendo ad un fenomeno, indicato dalla stampa come il “trenino della discordia”, limitato e circoscritto al centro storico di Città, ma che è diventato uno dei tristi e purtroppo numerosi simboli dell’illegittima aggressione verso chi svolge con impegno una quotidiana attività imprenditoriale.
Da tempo numerosi commercianti del centro storico lamentano che il servizio del trenino in questione non rispetta le regole in base alle quali era nato ed era stato progettato, mettendo quindi in difficoltà un intero comparto di operatori economici che necessita di flussi turistici che oggi con il “trenino della discordia” vengono sistematicamente e discrezionalmente modificati. Ciò che rende questa situazione inaccettabile e grave, è l’avergli dato corso, da parte della Segreteria di Stato al Turismo, contravvenendo a delibere congressuali e accordi interassociativi. Infatti in data 1 agosto 2014, dopo una lunga trattativa, le tre associazioni di categoria firmavano un accordo con la Segreteria di Stato al Turismo sull'equa divisione e sullo smistamento dei flussi turistici e la regolamentazione definitiva della postazione del trenino in via Tonnini (piazzale Calcigni) in Città, luogo adibito concordemente come unica postazione per la salita e la discesa dei turisti, andata e ritorno, senza soste intermedie. Ciò nonostante, al contrario di quello che si stabiliva nell'accordo, nei mesi successivi, il trenino scaricava quotidianamente i turisti presso la funivia di Borgo Maggiore. Quanto qui sopra riferito è documentato e quindi provato da numerose segnalazioni e da un filmato tradotto in seguito in un esposto condiviso e firmato da oltre 150 commercianti. Lo stesso esposto è stato consegnato all’Ecc.ma Reggenza dalla quale tutt’ora non è pervenuta risposta alcuna. Nei primi mesi del 2015 il Segretario di Stato al Turismo rassicurava le associazioni informandole che la convenzione sarebbe stata rinnovata mensilmente per monitorare il regolare ed equo utilizzo del trenino. All'improvviso però, in data 8 giugno 2015, a stagione quindi addirittura già inoltrata, il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini ed il Segretario di Stato all’Industria Marco Arzilli presentano in Congresso una nuova delibera che, senza alcun confronto con le associazioni, viene approvata alla chetichella, permettendo alla Elia’s Tour S.r.l., società titolare del trenino, di utilizzare lo stesso in maniera anomala, stravolgendo ancora una volta il naturale ingresso ed egresso dei flussi turistici, sabotando di fatto gran parte del centro storico, incluso piazzale Calcigni e la zona denominata “vecchia stazione”. Il sopra descritto boicottaggio veniva immediatamente segnalato alle Segreterie competenti con l’ennesimo comunicato, al quale, però, ad oggi non è ancora seguita alcuna risposta. Questa delibera sta provocando un gravissimo disagio economico, per risolvere il quale si chiede l'immediato ripristino dell'accordo precedentemente siglato in data 1 agosto 2014 e la sospensione urgente dell'ultima delibera.
Si chiede inoltre l’immediata convocazione della Consulta e dell’Osservatorio del Turismo, organi previsti il primo dalla Legge n. 22 dell’anno 2006 ed il secondo dal Regolamento n. 6 dell’anno 2008, destinati allo sviluppo di tutto l’impianto turistico commerciale della Repubblica ed ai quali le tre associazioni hanno diritto di partecipare, ma che stranamente ed illegittimamente da diversi anni non vengono più convocati
Perché una tale decadenza? Cui prodest hoc horribile bellum? A chi giova questa orribile guerra? Le associazioni ci sono, vivono il territorio, vivono con il popolo e non permetteranno a nessuno di zittirle.
OSLA USC USOT

c.s. OSLA 31072015

OSLA, come già fatto anche in occasione dei lavori del Tavolo per lo Sviluppo (con una nota alla Segreteria di Stato per le Finanze nel maggio 2013) chiede alle Istituzioni e agli apparati pubblici di allinearsi ai tempi e all’efficienza dell'Impresa e di iniziare ad affrontare le criticità che l'Impresa si trova ad affrontare tutti i giorni.
OSLA intende spronare le Istituzioni e i singoli Dipartimenti ad aggiornare le procedure che oggi impattano negativamente sull'operatività e competitività delle Imprese sammarinesi, tanto più che la Repubblica di San Marino è uscita dalla Black List italiana ed il tempo è scaduto:
- attivazione Dipartimenti per l'aggiornamento dei protocolli tecnici con l'Italia (fattura elettronica al posto della vidimazione delle fatture, Posta Elettronica Certificata, ecc.);
- fattura elettronica riconosciuta Italia-San Marino, per ridurre le spese postali in francobolli derivanti da procedure obsolete come la spedizione delle fatture;
- riduzione o annullamento costi vigenze;
- riduzione o eliminazione delle spese di spedizione per il trasporto dei prodotti in Italia, eliminazione o semplificazione del T1/T2;
- reale attuabilità dell'e-commerce San Marino-Italia.
OSLA chiede nuovamente maggiore incisività sull'attuazione della sburocratizzazione e sull’evoluzione delle competenze professionali del settore pubblico, in riferimento ad esempio anche all'apprendimento della lingua inglese.
Al fine di ridurre le barriere amministrative e doganali, agli interscambi di consumatori ed imprese, con gli altri Stati, sono tante le aspettative nei confronti dell'Accordo di Associazione UE per essere a tutti gli effetti nel mercato unico UE. Diversamente la Rep. di San Marino potrebbe almeno aderire al World Trade Organization WTO - OMC www.wto.org, perché attualmente è uno dei soli 13 paesi aderenti all'ONU che non vi aderisce. Il WTO è l’organismo internazionale che regolamenta gli interscambi tra Stati/aree doganali di beni e servizi e la protezione degli investimenti internazionali. Quasi tutti i paesi dell'ONU aderiscono al WTO (159).

c.s. OSLA 02072015

Nonostante l’Europa e i sammarinesi propendano all’internazionalizzazione economica, il nostro paese per quanto piccolo non riesce a partecipare a questa evoluzione, non riuscendo ad adeguarsi alle norme in ambito economico che rendono i mercati più competitivi e trasparenti. Servono governi in grado di produrre leggi moderne in breve tempo e questo potrebbe essere il nostro punto di forza. Invece nell’antica Repubblica sembra che il tempo si sia fermato, ma l’immobilismo in economia equivale al fallimento.
Nel settore AUTO l’Italia, recependo i regolamenti europei, si evolve continuamente. Invece noi siamo fermi da qualche decennio. Chiediamo continuamente di adeguarci. Lo chiediamo dal dicembre 2002. Abbiamo ottenuto un incontro con due Segreterie di Stato, che si erano impegnate a risolvere diverse problematiche in poco tempo, ma sono passati due anni e nulla ad oggi è stato fatto.
Nonostante le richieste di rendere più snella e veloce la procedura dal 2002, il rischio è di rendere ancor più complicata la vendita delle AUTO, tutto per il solo interesse di pochi.

c.s. OSLA 15062015

OSLA ha accolto con piacere le parole dei rappresentanti di ANIS e CSU riguardo l’importanza di avere un contratto unico nel comparto INDUSTRIA PRODUZIONE come negli altri settori ma rileva che come accaduto nel 2012 e nei giorni scorsi, alle parole non sono seguiti i fatti.
Nonostante l’impegno profuso da OSLA per cercare nei svariati incontri susseguiti in questi mesi, col fine della creazione di un documento di sintesi che potesse essere firmato da tutte le parti sedute al tavolo, OSLA si è ritrovata le proprie eccezioni e proposte totalmente ignorate nel contratto che è stata invitata a firmare.
È reso evidente dai fatti che l’unico intento per cui OSLA è stata invitata al tavolo della contrattazione, era dal principio la mera firma su un documento “blindato” che non poteva essere condiviso nella sua interezza e che non sentiva proprio, dal momento che mal tutelava l’intero comparto industriale e in particolare le aziende iscritte e rappresentate.
La principale richiesta di OSLA, era la separazione dell’allegato 1 dalla firma del contratto stesso, in quanto un documento comune sulla rappresentatività, vorrebbe per definizione al tavolo tutte le parti giuridicamente riconosciute di questo Paese e non essendo presenti le altre associazioni datoriali, all’infuori di ANIS e OSLA, questo sarebbe stato profondamente irrispettoso dello stato di diritto degli assenti.
Inoltre OSLA chiedeva l’approfondimento del diritto alla contrattazione aziendale nella sua interezza, seguendo anche le indicazioni delle principali nazioni industrializzate mondiali, dove questo strumento ha portato molteplici benefici per l’economia, la produttività, le imprese e i lavoratori stessi, che sentendosi partecipi della salvaguardia del proprio posto di lavoro, hanno affermato essere maggiormente tutelati.
OSLA ritiene che la condivisione debba passare dalla volontà di creare un documento di comune interesse e che rappresenti le opinioni e i pensieri dell’interezza dei firmatari, in questo caso il documento di partenza era stato già concordato da altri che nonostante le dichiarazioni, di fatto non avevano intenzione di porre in discussione i punti dogmatici di tale scritto.
La consueta attenzione di OSLA al rispetto delle normative vigenti e prima ancora degli uomini che le hanno scritte, impone a tutto il direttivo di porre l’interesse comune prima del proprio, non accettando le pressioni di chi vuole imporre la propria volontà agli altri.

c.s. OSLA USC USOT 14062015

Le associazioni di categoria OSLA, USC e USOT riscontrano nella bozza di progetto presentata dalla Segreteria di Stato per il Lavoro dei principi contrari alle basi della rappresentatività delle imprese.
OSLA, USC e USOT chiedono che per le associazioni di categoria sia l'impresa ad essere messa al centro dei criteri di rappresentatività, come dovrebbe essere in una legislazione moderna.
OSLA, USC e USOT sono convinte che INSIEME e nel rispetto delle rispettive visioni debba essere trovata condivisione per una legge così importante per lo sviluppo democratico del Paese, tenendo conto del contesto socio/economico della nostra Repubblica, che attualmente versa in una crisi economica per la quale il Governo non ha ancora indicato soluzioni e visioni future.
Pertanto OSLA, USC e USOT annunciano la propria intenzione di confederarsi per affrontare congiuntamente le problematiche più rilevanti relative allo sviluppo economico per tutelare un Paese continuamente messo in pericolo da leggi sempre più oscure ed incomprensibili che peggiorano, anziché migliorarle le regole democratiche di convivenza.
OSLA, USC e USOT già allibite da una normativa che ha “pastrocchiato” la Smac Sconti confondendola con la Smac Fiscale, rimangono ora sdegnate anche dal recente progetto di legge sulla rappresentatività sindacale.
OSLA, USC e USOT annunciano pertanto una conferenza stampa per le ore 12.00 di martedì 16 giugno, per dire no al progetto di legge della Segreteria di Stato al Lavoro e per avvisare inoltre gli operatori economici già aderenti al circuito Smac Sconti, del rischio che gli stessi corrono nel dover esprimere, ai sensi della circolare N. 10 datata 29 maggio 2015 della Segreteria di Stato alle Finanze, entro l’imminente data del 25 giugno 2015 il loro consenso all’adesione alle nuove fasce di scontistica Smac, avvertendoli che se non usciranno, avendone la facoltà, dal circuito Smac Sconti entro il 25 giugno 2015, perderanno tale facoltà e potranno solo aderire necessariamente ad una delle nuove fasce di sconti oppure in automatico saranno costretti ad accettare la scontistica del 2% a loro esclusivo carico economico, con l’obbligo di non poter più esercitare la facoltà di uscita dal circuito per almeno 8 mesi, cioè fino al febbraio 2016 compreso.

c.s. OSLA 09062015

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori non parteciperà all'incontro previsto per domani presso la sede dell'ANIS, dove verranno sottoscritti l’accordo per il rinnovo del contratto di lavoro del settore industria e quello sulla rappresentatività, poiché non viene rispettato nei contenuti quanto oggetto della trattativa recente e tantomeno le considerazioni OSLA a riguardo.

OSLA ritiene che come possibilità la piccola e media impresa abbia necessità di avere uno strumento che preveda anche interventi utili alla sua sopravvivenza, per alcuni parametri e non vi sono solo quelli economici, legati alla flessibilità a ribasso.
OSLA ha sempre ribadito che la Rappresentatività è regolata dalle norme vigenti, che sono comunque in vigore e viviamo in uno Stato di Diritto.
Nella volontà di avviare il dialogo, oltre all'attuale normativa vigente, OSLA in base a quanto deliberato nel proprio Consiglio Direttivo, ha già comunicato i numeri delle Imprese nell'Industria di Produzione e dei Servizi che rappresenta. OSLA rappresenta imprese che applicano il contratto industria, imprese sia dalle grandi dimensioni che dalle piccole dimensioni. Il contratto che OSLA intende sottoscrivere dovrà tutelare sia le imprese di più grandi dimensioni così come quelle piccole. Respingiamo il concetto che l'impresa più grande abbia una valenza superiore all'impresa più piccola, perché OSLA è da sempre impegnata affinché le piccole imprese crescano. La storia insegna come i più famosi marchi industriali sono nati da idee innovative sviluppate inizialmente con pochi mezzi.

c.s. OSLA USC USOT 25052015

La Segreteria alle Finanze continua a chiamare le associazioni ai tavoli tecnici per presentare le novità destinate al miglioramento della funzione operativa della SMaC Card. E le associazioni continueranno ad andarci per evitare di rendere lo strumento SMaC, imposto dal Governo agli operatori economici, uno strumento ancora più diabolico di quello che già è diventato. Ma mai la Segreteria alle Finanze potrà convincerci della bontà del pastrocchio SMaC fiscale/SMaC sconti. Mai potrà convincerci che tentando di risolvere qualche problema operativo si trasformerà la SMaC Card in un equo strumento idoneo allo sviluppo economico. Questo pastrocchio rimane una sciagura e non solo per i commercianti. È una sciagura anche per una lunga serie di altre categorie economiche, a partire dai liberi professionisti che dal primo gennaio si sono visti raddoppiare la burocrazia inerente la certificazione dei propri ricavi, come se non ne avessero già abbastanza, fino ad arrivare addirittura, e questo è quanto di più assurdo e ridicolo si possa immaginare, alle associazioni di volontari, sportive, culturali o ricreative senza scopo di lucro, anch’esse costrette a certificare telematicamente parte delle loro transazioni ai fini della deducibilità della spesa in capo al contribuente che si presenti loro con la SMaC Card. Follia!
La riforma tributaria del 2013, di cui il pasticcio SMaC fiscale/SMaC sconti è un successivo figlio (DD n. 11 del 28.01.2014, art. 1), continua ad impoverire e burocratizzare il sistema economico sammarinese. Con il decreto legge n. 66 del 2015 è stato prorogato il termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi al 31 luglio 2015 a causa delle modifiche introdotte appunto dalla riforma. In sostanza in un momento in cui la liquidità di cassa sammarinese è al minimo storico si è costretti per colpa di una riforma sbagliata, anche a procrastinarne la raccolta. Non si può andare avanti così!
La Segreteria alle Finanze ha presentato con circolare datata 11 maggio, come un trionfo di soluzione operativa, la possibilità per l’operatore che svolge la sua prestazione fuori sede (ad es. un idraulico o un elettricista, così come un venditore ambulante), di certificare il suo ricavo anche senza l’utilizzo di un POS, ma semplicemente con una registrazione telematica posticipata di 48 ore rispetto al momento del pagamento. Purtroppo però questa registrazione posticipata viene subordinata all’utilizzo di un bollettario pre-vidimato dall’Ufficio Tributario, con compilazione al momento del pagamento della prestazione, di una bolletta in duplice copia tratta dal summenzionato bollettario (nel quale vanno inserite da parte dell’operatore economico il numero seriale e le ultime 4 cifre del PAN della SMaC Card del cliente), di cui un esemplare deve essere consegnato al cliente a titolo di ricevuta di pagamento, ed uno conservato dall’operatore. Poi, appunto, entro le 48 ore successive l’operatore economico deve effettuare la registrazione telematica di ogni singola operazione avendo sempre cura, però, di conservare gli esemplari di sua spettanza dei documenti di ricevuta tratti dal bollettario sopra menzionato. Non basta una ricevuta. Si ritorna al bollettario pre-vidimato! Si va indietro anziché andare avanti! Ma la tecnologia elettronica non doveva servire almeno ad eliminare carta e burocrazia?! E come spiega ora la Segreteria alle Finanze a quegli operatori che dal primo gennaio si erano già muniti di POS mobile previsto dalla legge, che poi hanno scoperto che non è garantita una copertura su tutto il territorio della rete telefonica mobile, spendendo soldi per essere in regola con la normativa, che se avessero aspettato potevano evitare almeno questo costo?! Chi gli rimborsa l’inutile disagio e spesa?! Perché la Segreteria alle Finanze non recita un mea culpa e non ammette di aver sbagliato, come sempre sostenuto da OSLA, USC e USOT, a far entrare in vigore dal primo gennaio una norma ancora troppo lacunosa ed inapplicabile?
A marzo sempre la Segreteria alle Finanze aveva dichiarato che entro il 20 maggio gli operatori avrebbero potuto richiedere l’adeguamento del software e dei registratori di cassa (i costi a carico di chi?) in modo da poter evitare di battere due volte lo stesso prezzo da effettuare al proprio cliente. Ora questo termine, guarda un po’, è già slittato al primo luglio, le soluzioni proposte sono costose, non sono ottimali e non sono testate sulla realtà aziendale e lo scadere del termine per l’esenzione della certificazione delle spese fino a 5 euro è alle porte (30 giugno)! La segreteria alle Finanze come vuole spiegare agli operatori economici che sta continuando dal primo gennaio a fare esperimenti sulla loro pelle, con le loro tasche e sciupando le loro energie, per cercare di trovare improbabili soluzioni tecniche?!
Stesso discorso per il borsellino elettronico, misera soluzione, ma comunque per qualcuno sarebbe un aiuto, ma ancora la Segreteria Finanze sta tergiversando sul da farsi.
E della violazione della privacy aziendale non ne vogliamo parlare? Tutti i dati delle transazioni aziendali finiscono in un data base dove vengono registrate le somme e gli orari degli avvenuti pagamenti. Questi dati hanno anche un valore commerciale, infatti misurano l'appetibilità o meno di quell'azienda da parte di competitors (i quali potrebbero essere non solo il collega dell’attività accanto, ma anche Stati o investitori esteri) che possono analizzare l'azienda stessa o il sistema economico nel quale la stessa è inserita, decidendo di aggredirlo o di emarginarlo. Sono dati sensibili per la ricchezza e la difesa di un sistema economico. Ora con la SMaC card sono diventati telematici e quindi facilmente accessibili. Ma dove vanno a finire? Abbiamo la certezza che rimangono nell'ufficio preposto? Oppure superano addirittura i confini di San Marino? A queste domande non riusciamo ad avere risposte. E soprattutto non ci si risponda, per favore, che la privacy è già violata ad esempio con l’uso ormai consolidato delle carte di credito, perché comunque l'operatore economico può sempre decidere di accettare o meno la carta di credito, mentre la SMaC fiscale è stata resa obbligatoria!
Tante altre problematiche ci sarebbero da affrontare, ma impossibile esaurirle in un unico comunicato stampa.
OSLA, USC e USOT continuano a dire NO a questa SMaC e si riservano di organizzare ulteriori manifestazioni e scioperi affinché questo Governo capisca che la SMaC, per quello che è diventata oggi, è uno strumento indegno, un’offesa per l’impresa ed una causa di arretramento economico.

OSLA USC USOT

c.s. OSLA 17052015

OSLA ribadisce che ritiene il così detto “polo del lusso” un investimento complesso da valutare con serietà, da analizzare nei suoi aspetti positivi e negativi. La filosofia di OSLA mal si concilia con i sì o i no a priori. Tra gli aspetti negativi ricomprendiamo lo scempio verso un terreno adibito a zona parco che sarà trasformato in cemento ad esclusivo vantaggio di soggetti privati, quando a pochi metri esistono capannoni industriali vuoti da riqualificare come previsto tra l’altro da un progetto presentato da OSLA alla cittadinanza e al mondo politico qualche mese fa. Un altro aspetto negativo è l’evidente attuale mancanza di sinergie concrete tra l’ubicazione designata e le altre realtà economiche sammarinesi, comprese quelle lungo la nostra superstrada ed il centro storico. La trasformazione della zona a parco in zona edificabile, quando si potrebbe riqualificare il già costruito come illustrato recentemente in un progetto OSLA, è un atto di cui il Governo e la maggioranza consigliare dovranno assumersene necessariamente ed in maniera indelebile l’intera responsabilità. Per quel che riguarda la mancanza di sinergie concrete con le altre realtà economiche sammarinesi, all’incontro con gli investitori di giovedì 13 maggio ci è stato risposto dagli stessi investitori che i 2 milioni di turisti in più che l’investimento porterà a Rovereta (questa è la loro stima), andranno a visitare il centro storico, testuali parole, … perché è bello! Del fatto che sia bello, non si hanno dubbi, ma che si debba fare qualcosa di più per invogliare e portare i turisti da Rovereta al centro storico è un fatto che solo il nostro Governo o dei bravi imbonitori possono far finta di non capire. Affinché i turisti salgano la Repubblica e si affaccino con potere di spesa anche alle altre realtà economiche sammarinesi, è necessario predisporre percorsi agevolati e che il centro storico e le altre aree sammarinesi oltre ad essere reclamizzate all’esterno alla pari del polo, dispongano di serie attrattive, le stesse che OSLA così come le altre associazioni di categoria chiedono, inascoltate, da anni! E’ necessario almeno un centro benessere, un polo museale riempito di contenuti, una sala dedicata al poker sportivo, un immobile adibito esclusivamente a centro congressuale, eventi e manifestazioni culturali e sportive di livello e tanto altro ancora. Alle vecchie promesse devono seguire immediatamente dei fatti! E visto che queste richieste non vengono raccolte dagli investitori che ovviamente mirano al proprio profitto aziendale, le facciamo per l’ennesima volta a chi ci governa che dovrebbe invece mirare al profitto e al benessere di tutto il paese e di tutte le sue categorie economiche.
Tra gli aspetti positivi del polo di Rovereta ricomprendiamo la possibilità di poter disporre di un attrattore. Un centro come quello che i rappresentanti della famiglia Borletti ci hanno presentato, potrebbe davvero richiamare turisti. Ovviamente è necessario che l’investimento sia quello dichiarato e non subisca nel tempo dei “rimaneggiamenti”, così come è necessario che contestualmente le altre opere nelle altre parti del paese vengano realizzate davvero. Vista l’assenza di progettualità per questo paese alla quale ci ha abituati una parte di politica che in base alle cronache giudiziarie evidentemente era più impegnata ai propri affari che a quelli del paese, il rischio di perdere un altro treno è troppo elevato. Un paese come il nostro che da una parte vuole individuare nella sua vocazione turistica un volano per la propria economia e che dall’altra registra nei primi mesi del 2015 una perdita turistica del 14% rispetto agli stessi mesi del 2014 (già annus horribilis), non può chiudere a priori le porte ad una prospettiva di maggior flusso di visitatori. OSLA piuttosto che schierarsi per un sì o per un no è più intenzionata a studiare e suggerire eventuali correttivi e soluzioni affinché un investimento che oscilla nella percezione collettiva tra l’essere un errore e tra l’essere un’occasione, diventi necessariamente una possibilità di sviluppo. Questa dovrebbe essere la sfida da vincere, ma condizione necessaria dovranno essere ulteriori investimenti strategici.

c.s. OSLA 23042015

Nella mattina di ieri ANIS, OSLA, CSDL, CDLS e USL si sono incontrati per porre le basi del rinnovo del contratto di lavoro INDUSTRIA, scaduto il 31/12/2014 e che tutte le parti si auspichino sia rinnovato nel più breve tempo possibile, con la comune volontà di porre le basi per un contratto di lavoro che presenti e proponga nuovi strumenti a disposizione degli imprenditori e dei lavoratori, per affrontare al meglio il difficile momento che stiamo attraversando e porre solide basi per il lavoro futuro.
Tra i tanti temi, i principali per OSLA:
- Flessibilità, a rialzo così come a ribasso;
- Coinvolgimento dei dipendenti nelle scelte aziendali;
- Contrattazione di II livello;
- Definizione dei compiti dei rappresentanti sindacali e maggior coinvolgimento dei lavoratori in alcuni aspetti della vita lavorativa nelle aziende quali sicurezza e salute negli ambienti lavorativi.

OSLA ha ribadito, alla luce dell'impatto sulla vita democratica di tutte le sigle datoriali e sindacali, che su un tema così importante come la Rappresentatività è fondamentale il coinvolgimento di tutte le parti datoriali e sindacali e non solo dei soggetti aventi diritto alla trattativa relativa a questo specifico settore, per raggiungere una maggiore condivisione secondo le normative vigenti, perché le attuali norme sono comunque in vigore e viviamo in uno Stato di Diritto.
Sull'evoluzione di queste normative OSLA è disponibile ad aprire un tavolo di confronto in cui si dia piena dignità ad un tema così importante come quello della Rappresentatività. Inoltre, nella volontà di avviare il dialogo, oltre all'attuale normativa vigente, OSLA in base a quanto deliberato nel proprio Consiglio Direttivo, ha comunicato i numeri delle Imprese nell'Industria di Produzione e dei Servizi che rappresenta. OSLA rappresenta imprese che applicano il contratto industria, imprese sia dalle grandi dimensioni che dalle piccole dimensioni. Il contratto che OSLA intende sottoscrivere, dovrà tutelare sia le imprese di più grandi dimensioni così come quelle piccole, infatti respingiamo il concetto che l'impresa più grande abbia una valenza superiore all'impresa più piccola, perché OSLA è da sempre impegnata affinché le più piccole imprese crescano. La storia insegna come i più famosi marchi industriali sono nati da idee innovative sviluppate inizialmente con pochi mezzi.

c.s. OSLA 09042015

OSLA continua gli incontri con le parti sociali al fine di porre le basi per il rinnovo del contratto di lavoro dell’industria.
Nel pomeriggio di ieri (08/04) OSLA e USL si sono incontrati per porre le basi del rinnovo del contratto di lavoro, scaduto il 31/12/2014 e che entrambi si auspichino sia rinnovato nel più breve tempo possibile, in un tavolo comune che veda la totalità delle sigle datoriali e sindacali presenti.
Dopo attenta analisi dell’attuale situazione economica e occupazionale nel Paese e con la comune volontà di porre le basi per un contratto di lavoro che presenti e proponga nuovi strumenti a disposizione degli imprenditori e dei lavoratori, per affrontare al meglio il difficile momento che stiamo attraversando e porre delle solide basi per il lavoro futuro.
L’impegno preso nella riunione di ieri prevede un ulteriore incontro a breve per confrontarsi sui principali punti di sviluppo, quali:
Flessibilità del lavoro;
Contrattazione di II livello;
Definizione dei compiti dei rappresentanti sindacali e maggior coinvolgimento dei lavoratori in alcuni aspetti della vita lavorativa nelle aziende quali sicurezza e salute negli ambienti lavorativi.

Come sempre, la volontà di OSLA è il coinvolgimento di tutti i soggetti aventi diritto alla trattativa relativa al settore per raggiungere una maggiore condivisione tra tutte le parti aventi diritto secondo le norme vigenti.

c.s. OSLA USC USOT 30012015

OSLA USC USOT informano che è stato avviato un sondaggio telefonico rivolto agli operatori economici per rilevare il livello di soddisfazione relativo all'uso della SMaC FISCALE e della SMaC SCONTI.

Il sondaggio ha avuto inizio il 31/01/2015 ed è terminato in data 11/02/2015

c.s. OSLA 10122014

OSLA, che ha sempre espresso preoccupazione per i fenomeni corruttivi che vanno a discapito oltre che degli imprenditori anche di tutta la cittadinanza e che ha sempre manifestato la sua contrarietà ad atteggiamenti omertosi e che quindi aveva già ringraziato per il senso di responsabilità dimostrato nella pubblicazione della relazione della Commissione Antimafia, esprime la massima solidarietà verso la magistratura che lavora con tenacia per far piena luce su fenomeni che distorcono anche il libero mercato e per restituire la dignità perduta ai cittadini sammarinesi, affinché non restino zone d'ombra e di impunità. OSLA è preoccupata per l'affermazione che arriva dalla Presidente della Commissione Giustizia dott.ssa Valeria Ciavatta, che recentemente ha dichiarato al Consiglio Grande e Generale che "sono in atto diversi tentativi di mettere in difficoltà singoli magistrati o più magistrati". Grazie al lavoro di coraggiosi magistrati si assiste ad una ritrovata forte azione del Tribunale. Al Tribunale indirizziamo la nostra gratitudine e il nostro sostegno.
Vanno recepite tutte le raccomandazioni Anticorruzione del Rapporto GRECO – Gruppo di Stati contro la corruzione, che ha pubblicato il rapporto di conformità sulla Repubblica di San Marino, in cui la Repubblica di San Marino ha attuato 10 raccomandazioni su 16.
Si sta scrivendo una pagina necessaria e che provocherà inevitabilmente un cambiamento per costruire un futuro diverso da quello attuale. E’ fondamentale ragionare sugli errori del passato, non ripeterli, ma soprattutto risolverli, per attuare un vero cambiamento di rilancio per il nostro Paese e per la nostra Economia.
OSLA è fortemente convinta che serva un nuovo e partecipato progetto socioeconomico e una nuova classe dirigente per uscire dalla crisi morale e riprendere il cammino di progresso e sviluppo degno di questa Repubblica, basato sulla trasparenza applicata e l'economia reale.

c.s. OSLA 05122014

OSLA, che rappresenta produttori sammarinesi di latte fresco, in riferimento all'avviso di presentazione di manifestazione di interesse ad acquistare la Centrale del Latte della Repubblica di San Marino, ritiene che per manifestare il proprio interesse all'acquisto non siano idonee e sufficienti soltanto due settimane di tempo per elaborare un progetto aziendale, soprattutto qualora vi sia il rischio che altre realtà aziendali abbiano avuto più tempo a disposizione.
Visto l'impegno contenuto nell'avviso, di "acquisto di tutto il latte prodotto negli allevamenti sammarinesi avente i requisiti igienico sanitari e di qualità previsti dalle norme vigenti e dalle normative UE al prezzo determinato in base alla media semestrale, salvo scostamenti significativi, dei listini prezzi praticati nelle regioni limitrofe e di un listino prezzi rappresentativo nazionale;" e che i produttori sammarinesi di latte fresco hanno manifestato il proprio interesse, ricorda che i produttori sammarinesi di latte fresco hanno già avviato un tavolo di confronto direttamente con la Segreteria di Stato per il Territorio, anche nell'intento di coinvolgere il consumatore sammarinese al fine di poter comunque garantire anche maggiori livelli qualitativi del latte sammarinese e soprattutto anche in riferimento alla garanzia di fornitura, a condizioni sostenibili, del nostro latte anche dopo i prossimi quattro anni.
I produttori sammarinesi di latte fresco, qualora penalizzati, potrebbero valutare l'idea di organizzare una filiera corta in autonomia garantendo direttamente la qualità del latte con marginalità di certo più sostenibili per i produttori stessi.

c.s. OSLA 24112014

OSLA ha sempre dimostrato un grande rispetto verso le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti con le quali intrattiene rapporti di correttezza e disponibilità. Lo dimostra anche il fatto che alla scadenza del contratto collettivo di lavoro del settore industria servizi, in mancanza di rinnovo, ha applicato correttamente la “vacanza contrattuale” in attesa di trattative. Da allora sono passati molti anni e, sempre a fronte della disponibilità di OSLA, non si è concluso nulla. Strategie, difficoltà interne, tattiche incomprensibili, almeno per noi, hanno fatto si che migliaia di lavoratori fossero senza contratto ed in parte anche senza la “vacanza contrattuale”.
OSLA è da molto tempo pronta e disponibile a sottoscrivere le intese raggiunte e sottolinea l’attività svolta per coinvolgere l’ANIS e tutti i sindacati con l’intento di concordare un testo condiviso da tutti. Dunque ogni responsabilità del ritardo ricade solo sulla parte sindacale dei lavoratori che ora è chiamata a senso di responsabilità e presa d’atto delle grandi difficoltà attuali. Occorre un ultimo sforzo che consenta di abbandonare i particolarismi o aspetti di minima importanza; tutti dobbiamo sentirci impegnati nella difesa del lavoro che per l’impresa significa redditività e per i lavoratori un equo salario.
Non sono più i tempi del contrasto ideologico e delle prese di posizione sui principi, qui si tratta di sviluppo, posti di lavoro, di ripresa economica obiettivi per i quali OSLA si batte quotidianamente. Lo fa anche attraverso la ricerca di un confronto più ampio e non limitato al rinnovo dei contratti, lo fa difendendo il valore dei salari che sono il frutto della produzione della ricchezza che non può venire immediatamente distrutta da aumenti indiscriminati del costo della vita. Lo fa soprattutto rilanciando i valori del nostro Paese che non deve dimenticare i suoi diritti fondamentali ed i doveri dei cittadini.
OSLA invita ancora una volta tutte le parti ad aprire un approfondito confronto su di una politica dei redditi che tuteli i più deboli; che stabilisca e realizzi nuovi diritti come la casa, il lavoro, la salute, l’istruzione e il risparmio che non possono venire negati o annullati da politiche economiche e sociali al di fuori del buon senso o dettate dal copia/incolla. Non facciamoci omologare da politiche fallimentari esterne. L’orgoglio sammarinese non è uno slogan, come abbiamo detto, ma un sentimento ed un valore che ci deve accumunare tutti alla ricerca di un nuovo progetto di sviluppo che superi rapidamente la fase negativa. Che concentri ogni sforzo sulla corretta produzione della ricchezza attraverso la difesa della Sovranità, dell’Autonoma e della Sicurezza che San Marino deve sostenere con forza, evitando ogni guerra fra bande, giustizialismo da bar e concentrando l’azione politica su di un progetto condiviso e non di esclusiva pertinenza della politica la cui cedibilità ha raggiunto il punto più basso dal quale si deve rapidamente risollevare. Le imprese stanno lottando ogni giorno contro la recessione, contro il calo dei consumi e contro la corruzione con una sola idea in testa: sviluppo! Nel più rigoroso rispetto delle regole interne ed internazionali. Ognuno faccia la sua parte. OSLA l’ha sempre fatta a sostegno del libero mercato, della difesa della sammarinesità e di quelle peculiarità che ci hanno fatto progredire nell’ambito della democrazia e del buon senso. Non perdiamo questa occasione che la grande crisi ci offre, rimettiamoci in moto respingendo ogni squallido tentativo di contrapporre gli interessi dell’impresa con quelli dei lavoratori che sono diversi, ma che si ispirano agli stessi principi: produzione della ricchezza per se e per gli altri. Nello scontro sociale si può facilmente cadere, il difficile sarà poi uscirne. Evitiamo di incorrere in questo grave errore assumendoci le relative responsabilità facilitando un rapporto costruttivo fra le parti.

c.s. OSLA USC USOT 08112014

OSLA, USC e USOT, l'11 settembre, al termine della stagione estiva e alla luce della recente situazione dell'Aeroporto di Rimini, avevano chiesto la convocazione del Comitato di indirizzo dell'Osservatorio turistico (Art. 6 Regolamento 10 aprile 2008), quale organismo preposto all'analisi dei dati turistici. Infatti alla luce della continua pubblicazione di dati roboanti e positivi sul turismo, OSLA, USC e USOT sono costrette a ricordare che una cosa sono i flussi turistici, un'altra cosa sono i flussi commerciali e il potere d'acquisto degli stessi flussi turistici.
Inoltre il 2 ottobre avevano chiesto la convocazione della Consulta per il Turismo come prevista dalla Legge n.22 del 27 gennaio 2006 sui numerosi problemi irrisolti del centro storico e delle prospettive del turismo come evidenzia la cartellonistica delle tre associazioni affissa alle vetrine dei commercianti, il non rispetto delle scadenze previste tra il 31 marzo ed il 30 giugno 2014 per le quali il Consiglio Grande e Generale con la seduta del 25 novembre 2013 aveva impegnato il Governo “ad intervenire prioritariamente nell’ambito dei settori Salute e Benessere, Arte e Cultura, Intrattenimento e Ospitalità, Turismo Sostenibile e Commercio, Logistica.” Disattesi gli impegni di emettere un Concorso di Idee per un progetto di realizzazione di un parco a tema medievale, l’impegno di riorganizzare la logistica del Centro Congressi Kursaal con l'assegnazione integrale alla sua vocazione congressuale. A scadenza il 30 giugno 2014 gli impegni di riqualificazione delle Cava degli Umbri e Cava Antica e l'attivazione di una seconda sede della Giochi del Titano nel centro storico. La politica turistica non si deve concentrare solo sugli eventi, ma sulla creazione di infrastrutture stabili all’interno, così come anche all’esterno, del centro storico. Solo questo genere di investimenti può invertire il destino di un turismo in stallo. La politica del Turismo senza il rispetto degli impegni assunti non è in grado di portare a San Marino il numero di turisti con capacità di spesa necessari a ripopolare le vie del centro storico e la sua economia.

c.s. OSLA 06112014

Continua la ricerca dello scontro sociale da parte di due dei tre sindacati esistenti a San Marino. Il comunicato stampa dell'Ufficio statistica "Indagine sui consumi e lo stile di vita delle famiglie sammarinesi (anno di riferimento 2013)" pubblicato martedì 4 novembre riguarda la situazione economica del 2013, quando non era in vigore la Riforma Tributaria (Legge 166-2013) e quando non c'erano gli oneri deducibili sulla SMaC per il consumatore, ne tantomeno la "SMaC" fiscale obbligatoria prevista dal 2015 dal recente Decreto Delegato 176-2014. L'aumento registrato del 3,6% si riferisce alla spesa media mensile della famiglia sammarinese del 2013 rispetto al 2012 e la stessa indagine indica come "Da un’analisi degli ultimi cinque anni sui comportamenti di spesa delle famiglie sammarinesi, emerge che la spesa media annuale è passata da 32.904,70€ del 2009 a 29.316,32€ del 2013 (pari a un decremento del -10,9%). Diversamente, invece, la proporzione di spesa in territorio è leggermente aumentata, passando dal 72,7% del 2009 al 75% del 2013, agevolata anche dalla diffusione dell’utilizzo della SMAC Card.", esistendo nel 2013 solo la SMaC sconti, unica che può essere chiamata SMaC, OSLA è assolutamente soddisfatta dell'aumento della spesa in territorio rispetto all'esportazione della capacità di spesa, perché in linea con i principi della SMaC sconti, aumento avvenuto anche a fronte di un calo della capacità di spesa delle famiglie (-10.9%).
Da quest'analisi si comprende facilmente che se la SMaC sconti fosse promossa adeguatamente, abbandonando la sola interpretazione di strumento di certificazione dei ricavi e dei soli consumi interni al fine di far emergere una base imponibile comunque sempre più piccola, puntando invece anche sull'attrazione di nuovi consumatori esterni, il risultato sarebbe tale da generare nuova occupazione non solo nel commercio, un obiettivo, si presume, anche questo della CSU.
OSLA ricorda come nessuno sia contrario alla tracciabilità del denaro, ma ricorda anche come gli strumenti per farlo sono diversi, infatti nella Riforma Tributaria (Legge 166-2013) la SMaC non viene mai citata, ma vengono citati solo generici strumenti elettronici di pagamento: Art.14 mediante strumenti elettronici di pagamento; Art.100 e Art.148 certificazione dei ricavi mediante utilizzo di strumenti elettronici connessi ad una rete telematica.
OSLA è curiosa di poter confrontare l'indagine sui consumi del 2014 e del 2015 e degli anni futuri con quelli dal 2009, primo anno con la SMaC sconti, per riscontrare l'effetto della nuova interpretazione della "SMaC" fiscale. OSLA si chiede a questo punto perché la CSU si stia ostinando a cercare lo scontro sociale. I dati vanno contestualizzati ed approfonditi senza strumentalizzazioni.

c.s. OSLA 22102014: MORALITA' EQUITA' SVILUPPO

OSLA è consapevole ed indignata della drammatica situazione in cui è stato portato il Paese e profondamente DELUSA DALLA POLITICA CHE NON DA' RISPOSTE per uscire dalla crisi e riprendere la strada dello SVILUPPO, della RIPRESA ECONOMICA E OCCUPAZIONALE PER TUTTI I SAMMARINESI, del CAMBIAMENTO e del RINNOVAMENTO. Si chiede di METTERE FINE AI GIOCHI DI POTERE E DEL MALAFFARE che hanno già arrecato e continuano ad arrecare gravi danni all’economia, alla socialità e alla moralità pubblica, facendo perdere dignità e onore alla nostra amata Repubblica e mettendo a rischio il suo futuro insieme a quello di tutti i sammarinesi. Si è sempre cercato di evitare lo scontro sociale, credendo che siano necessarie sinergie, ma sembra che tale sforzo sia a senso unico, in quanto qualcuno sembra credere che i diritti dei lavoratori si tutelino ledendo i diritti degli imprenditori, colonna portante del sistema economico sano ed unici in grado di generare nuovi dipendenti e nuovi contribuenti. Chi ci governa continua a chiedere enormi sacrifici economici che finiscono però soltanto a coprire la spesa corrente alla giornata e mantenere assistenzialismo e clientelismo. Assistiamo al continuo sperpero di denaro pubblico, alla copertura dei collusi con la malavita e ad una politica di giornata. I sacrifici chiesti agli imprenditori e ai lavoratori sono inutili perché si continua ad indebitare il Paese in modo irreversibile. Ci chiediamo quale sia la destinazione degli esborsi di imprenditori e cittadini. L'attuale riforma IGR colpisce in maniera sproporzionata lavoratori autonomi e piccole e medie imprese per salvaguardare privilegi ingiustificati. Da sempre sosteniamo il principio “A PARITA' DI REDDITO PARITA' DI ALIQUOTA!” Eppure questo principio viene continuamente disatteso e violentato! A noi interessa essere messi nelle condizioni di poter fare impresa, creare nuovi posti di lavoro e fare reddito per se stessi e per la collettività, e non invece essere obiettivo di logiche assurde, dal sapore amaro, di crociate alla ricerca di falsi capri espiatori.
Manca un progetto concreto di sviluppo, servono politici competenti che conoscano l'economia e lo sviluppo, non la sola gestione del consenso. Occorre riformare il sistema tributario in maniera equa e sostenibile, con un progetto diverso e innovativo, non basato sulla presunzione di evasione, ma che preveda un sistema di accertamento moderno e non repressivo dei consumi, che sia attrattivo anche per possibili investitori esterni, intervenendo contemporaneamente sul taglio dei costi e sull’aumento della produttività della PA. I dipendenti privati sono quotidianamente a rischio licenziamento ed i datori di lavoro rischiano quotidianamente la propria impresa. Le imprese ed i giovani e vecchi disoccupati si scontrano con il mercato e la mancanza di lavoro mentre il Governo impone nuove tasse per garantire stipendi medi superiori al settore pubblico, quando gli sprechi sono sotto gli occhi di tutti. Siamo stanchi di essere presi in giro, stanchi dell’incoerenza delle istituzioni, della mancanza di autorità nella revisione della spesa pubblica e nella riorganizzazione del settore pubblico. I dipendenti pubblici capaci (e ce ne sono tanti!) costretti a non vedere premiati i loro meriti e magari scavalcati da strumentali carriere politiche. CHIEDIAMO PRIORITÀ PER LO SVILUPPO:
POTENZIAMENTO DELLA FLESSIBILITÀ DEGLI SCONTI SMaC, PROMOZIONE ALL’INTERNO ED ALL’ESTERNO DEL TERRITORIO, BORSELLINO ELETTRONICO PER TRATTENERE E ATTIRARE I CONSUMI. Quella che attualmente viene definita impropriamente "SMaC fiscale" è un registratore di cassa in rete con l'autorità fiscale e scontrino fiscale telematici, nulla a che vedere con il circuito SMaC, con adesione volontaria, come lo abbiamo voluto e conosciuto sino ad oggi, ossia un circuito di sconti che vogliamo mantenere, ma non cannibalizzare dalla certificazione della compravendita. La funzione originaria della SMaC rischia così di scomparire e si rischia l’esodo di molte attività dalla "SMaC sconti" e la conseguente fine di uno strumento nato, invece, per incentivare il consumo interno ed attrarre nuovi consumatori dai territori limitrofi. Per questo, si richiede di scindere lo strumento di certificazione dei ricavi dalla SMaC cambiandone anche il nome e posticipare l’introduzione delle nuove norme, mantenendo le attuali modalità transitorie (trasmissione mensile) almeno fino al 31/12/2015 e/o fino a quando verrà definito un sistema di certificazione dei redditi sostenibile e accettato dalle categorie.
L'Ordine del Giorno del Consiglio Grande e Generale del 25 novembre 2013 deve diventare legge perché come ricorda la cartellonistica affissa insieme anche ad altre associazioni di categoria “Governo inconcludente! Governo scaduto!” prevedeva scadenze (come sempre non rispettate!) tra il 31 marzo ed il 30 giugno impegnando il Governo “ad intervenire prioritariamente nell’ambito dei settori Salute e Benessere, Arte e Cultura, Intrattenimento e Ospitalità, Turismo Sostenibile e Commercio, Logistica.”, con l’impegno di emettere un Concorso di Idee per un progetto di realizzazione di un parco a tema medievale, la riqualificazione delle Cava degli Umbri e Cava Antica e l’attivazione di una seconda sede della Giochi del Titano nel centro storico, la riorganizzazione logistica del Centro Congressi Kursaal con l’assegnazione integrale alla sua vocazione congressuale.
RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA: riforma dell'attuale gestione degli appalti pubblici e riposizionamento del settore edile governando il territorio con gestioni oneste e giuste, avendo l’obiettivo di tutelare l’ambiente e la vivibilità del territorio con una nuova politica della casa per dare una casa di proprietà a tutte le famiglie.
SELEZIONE E FORMAZIONE DI UNA CLASSE DIRIGENTE SAMMARINESE ANCHE NEGLI ENTI CONTROLLATI DALLO STATO: reintroduzione dei bandi di concorso pubblico per la selezione e l'avanzamento di carriera in tutto il settore pubblico allargato. Mettere fine alla colonizzazione del Paese attuata attraverso l’occupazione di tutti i posti chiave da parte di stranieri che spesso determinano un completo appiattimento sulla realtà italiana cancellando le peculiarità sammarinesi. San Marino deve ritornare nelle mani dei sammarinesi, che devono essere orgogliosi della loro antica autonomia e costruire insieme il loro futuro.
RIDUZIONE DELLA SPESA CORRENTE: aggregando le funzioni replicate nel settore pubblico allargato, informatizzando tutte le procedure e il collegamento informativo totale tra tutti gli uffici pubblici.
PARIFICAZIONE DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI TRA LAVORO PUBBLICO E PRIVATO.
PRIVATIZZAZIONI NON STRATEGICHE: con accordo pubblico-privato fino ai pensionamenti del personale attualmente impiegato, dando le opportune garanzie a coloro che sono attualmente in organico.
ATTRATTIVE TURISTICHE E COMMERCIALI: turismo sportivo, culturale e congressuale, turismo del benessere, realizzazione di poli commerciali anche riqualificando zone industriali.
POLO DI INTRATTENIMENTO: sviluppo di una sala poker permanente nel centro storico.
LEVE DELLA SOVRANITA': utilizzo in ambito economico e nei settori strategici per uno Stato più autonomo realizzando infrastrutture, adeguamento a criteri di sicurezza e scorrimento veloce della Strada Statale 72 Rimini-San Marino; Aeroporto di Torraccia; minimetrò turistico panoramico (Premio Schindler 1994); bacino imbrifero.
Abolire l'Art.6 (Autorità Garante per l'Informazione) della Legge dell'Informazione in contrasto con l'Art.10 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) che così recita: "Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera."
Impostare un Progetto decennale per il cambiamento, il rinnovamento e le riforme necessarie per realizzare un nuovo modello socioeconomico sostenibile e condiviso, aperto alla partecipazione popolare, coinvolgendo LE COMPETENZE E LE ECCELLENZE SAMMARINESI con l’obiettivo di percorrere fino in fondo la strada dell’innovazione, della ricerca, dell’eccellenza dei servizi, di creare un ambiente dinamico e garantista che attiri gli investimenti trasparenti e li protegga. Adottare un piano per la ripresa del sistema bancario per tutelare risparmiatori e investimenti. Riformare l’intero sistema della formazione scolastica migliorando lo studio delle lingue straniere, garantendo l’educazione civica, assicurando la formazione permanente a tutti i lavoratori, coltivando la cultura del lavoro e dell’impresa.
Praticare la MORALITA' DELLA POLITICA, denunciando i collusi con la criminalità organizzata, maggiori colpevoli della crisi del Paese; combattere la corruzione e mettere fine all’intreccio tra affari e politica per ridare dignità e onore alla Repubblica, attraverso l'accertamento dei beni mobili e immobili a San Marino e all'estero che appartengono a chi negli ultimi 30 anni ha ricoperto ruoli politici di Governo e istituzionali, per verificare se ci sono stati indebiti arricchimenti sulle spalle dei cittadini.

c.s. OSLA 16102014

Nonostante le associazioni abbiano sempre avuto un ruolo da protagonista nel promuovere la SMaC, la sua gestione è stata lasciata all’apparato pubblico senza che si ottenessero risultati di livello superiore, di cui è potenzialmente portatrice. Le associazioni da tempo sono pronte ad occuparsi delle prospettive di marketing. In più occasioni si è proposto al Governo un progetto concreto per LA GESTIONE DELLA PROMOZIONE SMaC senza ad oggi avere avuto risposte concrete. Serve un POTENZIAMENTO DELLA FLESSIBILITÀ DELLA SCONTISTICA, della PROMOZIONE ALL’INTERNO ED ALL’ESTERNO DEL TERRITORIO, del BORSELLINO ELETTRONICO PER TRATTENERE E ATTIRARE I CONSUMI. Quella che viene definita impropriamente "SMaC fiscale" è un "registratore di cassa in rete con l'autorità fiscale e scontrino fiscale telematici", nulla a che vedere con il circuito SMaC, con adesione volontaria, come lo abbiamo voluto e conosciuto sino ad oggi, ossia circuito di sconti che verrà mantenuto e non deve essere cannibalizzato dalla certificazione della compravendita.
OSLA in riferimento alla circolare dell'Ufficio Tributario indicata negli Artt.3,6,9,10 del Decreto Delegato 11 agosto 2014 n.134, il 12 settembre ha chiesto, ancora senza risposta, di riceverne bozza per poter considerare al suo interno le criticità sollevate dagli associati.
Il sistema di deducibilità e trasmissione dei corrispettivi definita dalla nuova riforma IGR, è stato fatto in maniera frettolosa, senza pensare alle conseguenze pratiche e comporterà enormi difficoltà all’operatività giornaliera delle attività in termini di burocrazia generando diseconomia. La trasmissione immediata tramite il circuito SMaC porrà in essere problemi nell’operatività giornaliera, specialmente nelle attività medio – piccole che devono operare in tempi ristretti e nei micro pagamenti. L’utilizzo del Portale o POS SMaC per la trasmissione dei ricavi comporta un’operazione supplementare agli operatori che in momenti di alto afflusso comporterà problemi operativi e il rischio di scontentare e perdere la clientela. In caso di pagamenti con strumenti elettronici (bancomat, carta di credito) tutto diventa ridondante, si triplicano operazioni e scontrini (scontrino del registratore di cassa, scontrino SMaC, scontrino bancomat/carta di credito). La funzione originaria della SMaC rischia così di scomparire e si rischia l’esodo di molte attività dalla "SMaC sconti" e la conseguente fine di uno strumento nato, invece, per incentivare il consumo interno ed attrarre nuova clientela dai territori limitrofi. Per questo, si richiede di:
- scindere lo strumento di certificazione dei ricavi dalla SMaC cambiandone anche il nome;
- posticipare l’introduzione delle nuove norme, mantenendo le attuali modalità transitorie (trasmissione mensile) almeno fino al 31/12/2015 e/o fino a quando verrà definito un sistema di certificazione dei redditi sostenibile e accettato dalle categorie.

c.s. OSLA 28092014

OSLA in relazione alla lettera inviata ai giornali relativa allo sciopero previsto per il 1 ottobre ed in cui si chiedono i motivi del silenzio delle associazioni di categoria in merito ad un problema di vitale importanza per gli operatori del commercio e del turismo, intende precisare allo scrivente la suddetta lettera, che i motivi del silenzio di OSLA semplicemente non esistono. Tale accusa appare inopportuna. OSLA è stata, è e sempre sarà in prima fila nelle opportune sedi istituzionali e nelle piazze, a partire ad esempio dalla manifestazione I MARRONI SUL PIANELLO”, nel protestare contro l’adozione di una “SMaC fiscale” come oggi ideata, concepita male e di impossibile realizzazione. Prova ne è, solo da ultimo in ordine di tempo, il comunicato stampa datato 11 settembre e la recente udienza presso gli Eccellentissimi Capitani Reggenti del 16 settembre. Semplicemente si ritiene che lo sciopero il giorno dell’insediamento dei nuovi Capitani Reggenti non può considerarsi uno strumento idoneo ad ottenere ciò che si pretende. Secondo OSLA sarebbe solo una ferita all’Istituzione dei Capitani Reggenti, all’immagine e all’onore del paese, non in grado di raggiungere il risultato prefissato. Il responsabile decidente del destino della SMaC rimane il Segretario alle Finanze Claudio Felici, che ha già dichiarato pubblicamente ai microfoni della televisione di Stato ed in Consiglio Grande e Generale di far slittare al 1 gennaio l’entrata in vigore del Decreto. Questo slittamento darà il tempo necessario per degli incontri seri e costruttivi sulle problematiche della SMaC e per la loro soluzione. Qualora invece il Decreto non venisse prorogato e non ci fosse quindi la volontà del Segretario di Stato alle Finanze di ridiscutere l’intero provvedimento, OSLA è già pronta alle necessarie contromisure.

c.s. 11092014 OSLA UNAS USC USOT

CERTIFICAZIONE TELEMATICA DEI RICAVI – INSOSTENIBILE ED INATTUABILE
Nella giornata di mercoledì 10 settembre u.s. si è tenuto un incontro tra le delegazioni dei Consigli Direttivi di OSLA – UNAS – USC e USOT per un confronto sul DD 134/2014 – Certificazione dei ricavi economici in via telematica – che sarà discussa in questa sessione consigliare.
Le Associazioni concordano nel criticare con forza questo sistema di certificazione, fatto in maniera frettolosa e senza ascoltare le numerose istanze sollevate dai rappresentanti delle categorie, che ha introdotto un metodo di accertamento insostenibile, inattuabile, non testato sull’attività giornaliera delle aziende e senza pensare alle sue conseguenze pratiche.
La trasmissione immediata tramite il circuito Smac crea enormi difficoltà nell’operatività giornaliera in termini di burocrazia, generando diseconomia, specialmente nelle attività medio – piccole che devono operare in tempi ristretti e nei micro pagamenti.
L’utilizzo del Portale o Pos Smac per la trasmissione dei ricavi obbliga gli operatori ad effettuare un’operazione supplementare, che in momenti di alto afflusso comporterà problemi operativi e il rischio di scontentare e perdere la clientela.
Inoltre, in caso di pagamenti con strumenti elettronici (bancomat, carta di credito) tutto diventa ridondante, si triplicano operazioni e scontrini.
Per questo, OSLA – UNAS – USC – USOT richiedono con urgenza di sospendere l’entrata in vigore del Decreto, mantenendo l’attuale sistema transitorio sino a quando verrà messa a punto una modalità di certificazione dei ricavi più moderna, veloce, economica e meno gravosa per le attività.

c.s. OSLA 09092014

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori, in seguito all’approvazione della "Legge in materia di editoria e di professione degli operatori dell'informazione" con 9 voti a favore e 5 contrari nella Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione di lunedì 25 agosto 2014, ribadisce come consideri il testo di legge e soprattutto l'Art.6 (Autorità Garante per l'Informazione) in contrasto con l'Art.10 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) che così recita: "Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera." - "Everyone has the right to freedom of expression. This right shall include freedom to hold opinions and to receive and impart information and ideas without interference by public authority and regardless of frontiers.".
E’ vero che la stessa CEDU prevede anche la possibilità di sottoporre la libertà di espressione a delle condizioni come misure necessarie alla sicurezza nazionale e alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, ma non prevede nessun controllo di natura politica, cosa invece prevista dall’art.6 del progetto di legge sammarinese che richiede che ben 3 membri su 5 dell’Autorità Garante per l’Informazione siano di nomina politica. OSLA ritiene che la Magistratura sia da sola in grado di tutelare la sicurezza nazionale e la protezione della reputazione e dei diritti altrui, senza ricorrere all’aiuto della politica. Oppure è la politica che ha invece bisogno dell’aiuto o del controllo dell’informazione?
OSLA, pertanto, si riserva, nel caso in cui il progetto diventi Legge così come votata in Commissione, di ricorrere alla Corte di Strasburgo.

c.s. OSLA USC USOT 10072014

Le micro realtà sammarinesi che operano faticosamente nel commercio sono anche imprese familiari, soprattutto i negozi turistici del centro storico. Denota una carenza di conoscenza del sistema socioeconomico sammarinese il luogo comune, che a volte si radica anche nelle istituzioni, che le Piccole e Medie Imprese non hanno ragione di esistere, perché dal basso fatturato e con pochi dipendenti e che per poter funzionare devono avere una conduzione semi-familiare altrimenti non riescono a sostenere i costi per stare sul mercato. Se contestualizziamo queste realtà nel tessuto sammarinese, parlare di limitare le funzioni dell'amministratore ai soli "compiti gestionali" solo a San Marino è ridicolo. Non possiamo pensare che un amministratore/socio di un negozio commerciale turistico o del bar/ristorazione non possa stare alla cassa o alla vendita, pulire il suo locale, chi deve farlo? Confezionare i pacchi vendita o scaricare le merci dal fornitore, i ristoranti devono avere il magazziniere?
A volte ci pare che le istituzioni perdano il senso della realtà: nelle PMI a fine mese non c'è lo Stato (tutti i contribuenti) che ti da una paga sicura, gli stipendi si pagano il 10 se va bene e purtroppo gli incassi non ci sono più, anche per chi non può accettarlo perché farebbe cadere un capro espiatorio che fa comodo. La severità, l'ottusità e l'ipocrisia degli interventi di ispezione sulla presenza degli amministratori o solo di famigliari all'interno delle piccole attività sono fuori luogo: l'unico risultato che si raggiungerà è la chiusura di ulteriori piccole attività e quei pochi dipendenti del settore lasciati a casa (per non parlare delle minori entrate dirette, indirette, affitti, consulenze, ecc). Ricordiamo che i soci/amministratori versano i contributi nel fondo Gestione separata, anche dove vi sono amministratori-soci-dipendenti, ora vogliamo limitare totalmente la loro presenza nell'attività relegandoli ad un ruolo inesistente che queste micro realtà non possono assolutamente permettersi? Ma chi si può permettere di fare l'amministratore nelle proprie attività di fatto senza lavorarci? C'era il problema dei contributi ed è stato giustamente risolto con l'iscrizione al fondo Gestione separata, ora basta!
Forse sotto la PA si rispetta alla lettera il mansionario, ma nel privato bisogna arrangiarsi a fare di tutto e di più per ridurre i costi altrimenti si chiude. Come nell'interpretazione italiana ed europea, nei "compiti gestionali dell'azienda" non ci devono essere limitazioni. Siamo quindi a ribadire che l'amministratore nelle attività commerciali, somministrazione alimenti e bevande può svolgere anche mansioni esecutive e che venga data questa possibilità anche ai familiari dei titolari – soci – amministratori.
Risulta irrimandabile una Riforma del Lavoro, che parta dall'analisi oggettiva ed approfondita dei dati del sistema socioeconomico: disoccupazione e competenze, ammortizzatori sociali, CIG erogata per settori e per dimensioni di impresa, controlli ispettivi per settori e per dimensioni di impresa.

c.s. OSLA USC 08072014

OSLA e USC, dopo la pubblicazione del DECRETO DELEGATO 4 LUGLIO 2014 n.104 sulla SOSPENSIONE PAGAMENTO QUOTE CAPITALE MUTUI E FINANZIAMENTI PER LA PRIMA CASA e dopo diversi solleciti, ritengono irrimandabile, come già evidenziato dalle associazioni scriventi e non solo, anche l'emanazione del Decreto Delegato relativo alla sospensione del pagamento delle quote capitale dei mutui ipotecari e delle quote capitale implicite nei canoni di leasing relativi ai contratti per l'acquisto dell'immobile produttivo, quale strumento per le imprese. Offrendo da sempre sul tema ampia disponibilità, si chiede quindi che il Governo e le parti coinvolte procedano con la volontà reale di dare attuazione a questo strumento. Ricordiamo come questo impegno é previsto dall’ultimo capoverso dell'Art. 49 (Strumenti di protezione sociale) della Legge di Bilancio - Legge 21 dicembre 2012 n.150 sulla sospensione del pagamento delle quote capitale dei "canoni relativi ai mutui ipotecari per la prima casa o per l'immobile produttivo destinato all'attività aziendale".

c.s. OSLA 25062014 NUOVA POLITICA DELLA CASA E GESTIONE APPALTI

OSLA condivide le posizioni del COMITATO DIRITTO ALLA CASA sulla necessità di una NUOVA POLITICA DELLA CASA per consentire l’edificabilità di 1 abitazione mono/bi-familiare in aree agricole in zone non tutelate, con limite massimo di mq. per ogni componente familiare, di proprietà del nucleo familiare del richiedente da almeno 15 anni, con bassi indici di edificabilità regolamentati, con oneri e progetti di urbanizzazione a carico del richiedente e con il vincolo da parte del proprietario di mantenerne la proprietà, divieto di vendere o affittare per 20 anni, esecuzione dei lavori esclusivamente ad imprese sammarinesi, di realizzare le abitazioni solo vicino ad altro costruito ed in prossimità di strade, rendendo obbligatorie opere di ampliamento della flora naturale, mediante rimboschimenti e aree verdi da affiancare alle abitazioni; a dimostrare le reali necessità delle famiglie evitando qualsiasi forma di speculazione.

Occorre affrontare l’emergenza di una NUOVA POLITICA DELLA CASA per sostenere le fasce più deboli e liberare risorse per i consumi; una politica dei risparmi e nuove regole bancarie a difesa del risparmio e delle imprese. Si tratta di venire incontro ai redditi più bassi nell’ambito della reale affermazione del DIRITTO ALLA CASA.
Uno speciale fondo, alimentato anche con i fondi previdenziali, dovrà consentire la realizzazione di edilizia a basso costo e di edilizia sperimentale ecologica ed a basso consumo energetico realizzata su terreno pubblico da dare in concessione per 99 anni, rinnovabile. I terreni più indicati sono quelli di recupero dalla bonifica calanchiva con esposizioni ambientali e con l’obbligo di utilizzare l'energia solare.
Lo stato dovrà provvedere alla relativa urbanizzazione e stabilire i parametri e le caratteristiche di questa edilizia sperimentale.

Tra i temi più sentiti vi è anche la normativa della gestione degli appalti e forniture pubblici:
- attuazione raccomandazioni GRECO;
- rimozione delle barriere di accesso agli appalti e ai lavori pubblici per le Piccole e Medie Imprese;
- rispetto delle normative e presidio dei cantieri durante lo Stato Avanzamento Lavori, nei subappalti e sulle varianti in corso d'opera;
- completare l'attuazione della normativa nella gestione di tutte le forme di spesa pubblica di tutti gli enti appaltanti;
- rotazione, parcellizzazione e suddivisione dei capitolati (edile, impianti, elettricista, idraulico);
- piena realizzazione, utilizzo e accesso telematico di un registro unico delle imprese che possono accedere suddivise per categorie, a qualsiasi spesa pubblica, appalti e forniture, di tutti gli enti appaltanti;
- realizzazione di un portale Internet unico (come avviene in UE), in cui vengono pubblicate tutte le gare d'appalto e delle forniture, con la pubblicazione dei vincitori.

c.s. OSLA USC 18062014

Le associazioni di categoria OSLA e USC ieri sera 17 giugno hanno incontrato nella Sala ex International di Borgo Maggiore i commercianti e gli operatori del turismo del centro storico, loro associati, per ribadire la loro indignazione verso una politica turistica indifferente alle urgenti esigenze del paese.
Sala gremita e numerosi gli associati intervenuti, tra cui anche rappresentanti della neo costituita e benvenuta associazione San Marino Libera. Numerosi gli argomenti trattati relativi ai diversi problemi irrisolti del centro storico, tra cui le prospettive del turismo, i flussi turistici, le manifestazioni, il percorso e le fermate del trenino “San Marino by train” ed il non rispetto delle scadenze previste tra il 31 marzo ed il 30 giugno per le quali il Consiglio Grande e Generale con la seduta del 25 novembre 2013 aveva impegnato il Governo “ad intervenire prioritariamente nell’ambito dei settori Salute e Benessere, Arte e Cultura, Intrattenimento e Ospitalità, Turismo Sostenibile e Commercio, Logistica.” Disatteso, ad esempio, l’impegno di emettere un Concorso di Idee per un progetto di realizzazione di un parco a tema medievale. Fuori tempo l’impegno di riorganizzazione la logistica del Centro Congressi Kursaal con l'assegnazione integrale alla sua vocazione congressuale. Disattesi gli interventi di riqualificazione sulle aree e proprietà pubbliche. A scadenza il 30 giugno gli impegni di riqualificazione delle Cava degli Umbri e Cava Antica e l'attivazione di una seconda sede della Giochi del Titano nel centro storico.
Delle numerose promesse la stragrande maggioranza non sono state purtroppo mantenute. Dopo l'impegno dei commercianti negli ultimi anni nel riqualificare le vetrine con investimenti in piena crisi economica, si continua a chiedere agli operatori del centro storico sacrifici illegittimi, come l’apertura obbligatoria fino alle 23.00 per ben 27 serate tra luglio e agosto. OSLA e USC sono contrarie a questa incondizionata imposizione. Vero è che anche le associazioni avevano proposto tale apertura, ma esclusivamente a fronte ed insieme all’ottenimento di un elenco di risultati e provvedimenti rimasti da parte del Governo solo sulla carta e comunque sempre con la vana rassicurazione ed il disatteso impegno di un confronto reale e condiviso su razionali modalità operative, concreti incentivi e opportune e funzionali deroghe, oltre alle promesse di una serie di investimenti previsti, ma non realizzati, nell’ordine del giorno della già citata seduta del Consiglio Grande e Generale del 25 novembre 2013. I commercianti del centro storico sono i primi a voler tenere le loro attività aperte se vi sono flussi turistici e potere d'acquisto.
E’ ferma convinzione di OSLA e USC che la politica del Turismo senza il rispetto degli impegni assunti non è in grado di portare a San Marino il numero di turisti con capacità di spesa necessari a ripopolare le vie del centro storico e la sua economia. Purtroppo non sono ipotesi, ma fatti, che gli operatori del centro storico, stanchi di essere presi in giro dal Governo, si dichiarano pronti a documentare anche durante gli eventi estivi in programma, con fotografie e filmati, così come si preparano ad altre severe prese di posizione all’imminente infruttuosa scadenza del 30 giugno.
OSLA e USC, così come tutti gli operatori del centro storico, sarebbero ben lieti di essere smentiti con i fatti.

c.s. OSLA USC USOT 16062014

Le associazioni di categoria OSLA, USC e USOT con oltre 600 firme raccolte nel centro storico tra commercianti e cittadini nel maggio 2011 organizzavano il PROGETTO PUBBLICO PER LA RIPRESA ECONOMICA DEL SETTORE TURISTICO, anche con una serata pubblica tenutasi il 10 maggio 2011 al Centro Congressi Kursaal. Il progetto costituiva le fondamenta del Piano Strategico di Sviluppo del Settore Turistico deliberato dal Congresso di Stato e che per la prima volta accoglieva le istanze delle Associazioni ponendo delle scadenze di impegno, diventando un Ordine del Giorno del Consiglio Grande e Generale il 25 novembre 2013. Ordine del Giorno che prevede la realizzazione di importanti iniziative con scadenza al 30 giugno 2014. Gli INTERVENTI URGENTI del progetto del 2011 riguardano ancora oggi tre settori di intervento: Turismo culturale e congressuale, Turismo del benessere, Sviluppo di un Polo di intrattenimento nel Centro Storico di Città.

c.s. OSLA 04062014

OSLA, che già nel 2010 aveva organizzato un seminario sulle infrastrutture di collegamento Italia - San Marino e nel 2012 un incontro con il Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali sull’argomento SINERGIE RIMINI SAN MARINO e sulla viabilità di collegamento e la SS72, applaude all'inaugurazione della strada di Fondovalle, ma ricorda anche la non procrastinabilità di un intervento concreto e reale per il potenziamento e la messa in sicurezza delle vie di collegamento internazionale a partire soprattutto dalla riqualificazione della SS72, in attuazione dell'accordo tra la Regione Emilia Romagna e la Rep. di San Marino che riguarda anche il tema fondamentale della viabilità su gomma. OSLA vuole mantenere alta l’attenzione su tale argomento affinché si garantiscano le condizioni minime e sostenibili di sicurezza e di sviluppo economico per le imprese e i flussi tra la Rep. Italiana e la Rep. di San Marino.

c.s. OSLA 08052014

OSLA ricorda a tutti gli operatori economici, che vendono beni al dettaglio o che somministrano alimenti e bevande o che prestano servizi a privati, l'importante scadenza del 15 maggio 2014, ultima data utile per l'inserimento dei corrispettivi nel portale della pubblica amministrazione www.pa.sm.
La circolare esplicativa TRASMISSIONE MENSILE DEI CORRISPETTIVI, che è già stata inoltrata internamente agli associati, è scaricabile anche dal sito web OSLA al link: www.osla.sm/default.asp?id=912. Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti o informazioni rivolgendosi ai nostri uffici.

c.s. OSLA 17022014

In risposta al comunicato stampa della Segreteria di Stato all’Informazione, OSLA intende evidenziare come non corrisponde allo stile della stessa associazione la ricerca incondizionata della polemica. Infatti non di questo si tratta. OSLA respinge con veemenza al mittente l’accusa di tutelare “propri piccoli interessi”. Ciò che invece si vuole tutelare è la libertà di pensiero che in un paese civile va di pari passo con la libertà di informazione. L’articolato normativo sull’editoria che si appresta ad andare in prima lettura presenta diverse incongruenze che non possono passare inosservate da parte degli operatori di questo settore. Ma aldilà delle “incongruenze tecniche” che sicuramente potevano essere evitate con un preventivo, paritario, concreto e fattivo confronto con le associazioni di categoria e per il quale siamo sempre a disposizione, ciò che è sempre più difficile tollerare è proprio l’aspetto politico della proposta di legge. Ciò che di tutto l’elaborato normativo maggiormente preoccupa OSLA è in sostanza l’art. 7 che delega un forte potere discrezionale ad un organo di controllo di natura politica. E’ questa “strategia” che preoccupa OSLA. L’art. 7 prevede infatti un’Autorità Garante per l’Informazione consistente in un organo a maggioranza di nomina politica, presieduta da un rappresentante scelto dalla Segreteria di Stato all’Informazione (comma 4) che diviene la struttura incaricata di applicare le sanzioni deontologiche (comma 7, lettera h), istruire verifiche al fine del riconoscimento dello status professionale dei giornalisti (comma 7, lettera k) e addirittura approvare il codice deontologico e le sue successive modifiche (comma 7, lettera j). Troppo potere in capo all’ennesimo organo di natura politica. Questo modus operandi lo riteniamo figlio del vecchio sistema, tanto più vecchio e superato se si cerca di inserirlo in un contesto, quello della libertà di informazione, che grazie alle tecnologie e agli strumenti attuali, si muove alla velocità della luce. Perché la politica pretende ancora simili ingerenze? Perché il mondo politico che la cronaca di tutti i giorni ci insegna dover essere il primo dei controllati, continua a voler essere il primo dei controllori? E’ sicuramente necessario un controllo del livello della professionalità giornalistica e della deontologia del settore. Non lo pretende solo la Segreteria di Stato all’Informazione, lo pretende l’intera classe giornalistica, OSLA e tutto il Paese. Ma lo strumento della discrezionalità e dell’invadenza politica non è la soluzione.
Il Presidente OSLA
Avv. Mirko Dolcini

c.s. OSLA USC USOT 11122013

RIFORMA IGR
Le Associazioni di categoria organizzatrici della manifestazione “I MARRONI SUL PIANELLO”, manifestazione che criticava una riforma iniqua e non controbilanciata da un necessario progetto di riduzione della spesa pubblica, di reale sviluppo e di rilancio del comparto turistico – commerciale, ribadiscono che occorre intervenire concretamente sull'organizzazione, sui costi e sulla produttività della PA, scelta forse impopolare, ma necessaria, per garantire sostenibilità socioeconomica e un futuro con un progetto di sviluppo con pari opportunità tra settore pubblico e privato. Ribadiamo quindi il NO a questa riforma senza prima presentare un piano concreto di:
- revisione strutturale della spesa pubblica, che recepisca la relazione Spending Review 2013;
- riorganizzazione della PA, settore pubblico allargato ed enti a controllo pubblico;
- promuovere un Accordo di Solidarietà per parificare le condizioni lavorative tra dipendenti pubblici e privati.

Evidenziamo nuovamente tutti i nostri dubbi su una Riforma Tributaria che, come scaturita dagli ultimi confronti, consideriamo iniqua per i seguenti motivi:
Redditi d’Impresa delle Persone Fisiche: Riteniamo che le imprese individuali debbano avere pari dignità rispetto alle altre persone fisiche e che quindi gli siano concesse le stesse deduzioni previste per i dipendenti. Il regime transitorio per i Lavoratori Autonomi fino al 2018, sfiducia gli stessi presupposti della riforma, occorre garantire l'equità da subito: a parità di reddito parità di aliquota.
Obbligo di certificazione dei ricavi: E’ necessario chiarire e informare le Associazioni di categoria sulle nuove modalità per la trasmissione dei dati e per la certificazione dei ricavi.
Art 150 - Imposta speciale sul reddito: Eliminazione perché in netto contrasto con l’Art.13 della Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell'ordinamento sammarinese - Legge 8 luglio 1974 n.59. La minimum tax va eliminata perché proporzionalmente incide sensibilmente di più sulle Piccole e Medie Imprese rispetto alle Grandi industrie.
Art 152 - Commissione permanente per il monitoraggio della fiscalità: Eliminazione perché non raggiunge gli obiettivi che si pone. Non trova similari nelle amministrazioni fiscali degli altri paesi: una volta introdotti i parametri di accertamento nella normativa fiscale, l’autorità fiscale e l’amministrazione finanziaria non prevedono organi di interpretazione e di continuo work in progress sull’applicazione della fiscalità e dell’accertamento, per certezza del diritto.

SVILUPPO
Rilancio SMaC: Gestione della promozione alle Associazioni.
Investimenti Esteri: riteniamo che nella pratica amministrativa vi siano ancora barriere protezionistiche agli investimenti esteri, oltre a non essere previsti per la Rep. di San Marino programmi internazionali per la protezione degli investimenti esteri (Foreign Direct Investment - FDI), come invece naturalmente previsti se la Rep. di San Marino aderisse all'Organizzazione Mondiale del Commercio OMC (World Trade Organization WTO), per cogliere le nuove opportunità derivanti dallo storico accordo multilaterale sulla liberalizzazione degli scambi commerciali recentemente approvato dai 159 paesi aderenti, che prevede un'ampia gamma di misure per facilitare gli scambi commerciali, per esportare più facilmente, in tempi più rapidi e con minore burocrazia. Per le Piccole e Medie Imprese italiane esportatrici, le misure di facilitazione degli scambi commerciali rappresentano una straordinaria opportunità per crescere. Le stime commissionate sul potenziale di crescita del PIL mondiale, parlano di un incremento di più di 1.000 miliardi di dollari. L'UE e l'Italia hanno tenuto una posizione di forte supporto al pacchetto presentato, contribuendo alla positiva conclusione del negoziato.

TURISMO
Introdurre nella Legge di Bilancio interventi a sostegno delle attività del settore turistico – commerciale oggi in forte difficoltà, completando anche quanto era previsto dalla Legge per lo Sviluppo – art. 28 comma 1:
- Utenze differenziate per le attività turistico – commerciali che svolgono la loro attività almeno 11 mesi l’anno;
- Sgravi contributivi per chi fa lavorare dipendenti nel periodo invernale;
- Deroga al testo unico sul credito agevolato con rimborso al 100% e durata fino a 25 anni per interventi di riqualificazione e ampliamento delle strutture ricettive.
Avviare l’iter attuativo dei progetti legati a benessere, intrattenimento e arte inseriti nel Piano Strategico di Sviluppo del Settore Turistico approvato dal Congresso di Stato e divenuto Odg del Consiglio Grande e Generale, che per la prima volta accoglie le istanze delle Associazioni e pone delle scadenze di impegno.
Le Associazioni manterranno alta l’attenzione affinché queste scelte strategiche per il progetto del benessere e riqualificazione Cava degli Umbri – Cava Antica, l’apertura della sala di intrattenimento nel Centro Storico, il Parco tematico e il Progetto Arte, con identificazione di una sala espositiva adeguata vengano attuate.

Restiamo fiduciosi affinché si possa finalmente definire, oltre che il calendario unico degli eventi, una modalità per condividere con le Associazioni di Categoria del settore la pianificazione annuale e la gestione comune dei fondi destinati agli eventi e alla promozione turistica.

c.s. OSLA 14102013

OSLA ha sempre cercato di evitare lo scontro sociale, credendo che siano necessarie sinergie, ma sembra che tale sforzo sia a senso unico, in quanto qualcuno sembra credere che i diritti dei lavoratori si tutelino ledendo i diritti dei lavoratori autonomi, colonna portante del sistema economico sano ed unici in grado di generare nuovi dipendenti e nuovi contribuenti. Visti gli enormi sacrifici economici che si continuano a chiedere per coprire la spesa corrente alla giornata, OSLA si chiede quale sia la destinazione degli esborsi che gli imprenditori e i cittadini sono chiamati a porre in essere.
Oggi i dipendenti privati a causa del perdurare della crisi economica e della black list italiana sono, insieme ai datori di lavoro che rischiano la propria impresa, quotidianamente a rischio licenziamento, mentre quelli pubblici conoscono la crisi solo perché la leggono sui giornali. Le imprese e i giovani disoccupati si scontrano con il mercato e la mancanza di lavoro mentre il settore pubblico oltre ad avere la "garanzia" del lavoro con stipendi medi superiori, impone nuove tasse quando gli sprechi e la malagestione sono sotto gli occhi di tutti.
Siamo stanchi di essere presi in giro, dell’inconcretezza della classe politica, della mancanza di autorevolezza nella revisione della spesa pubblica e di riorganizzazione del settore pubblico.
Lo sviluppo è solo aria fritta sulla carta, per gli investimenti il paese deve uscire dall'isolamento economico globale. Servono politici che conoscano l'economia e lo sviluppo, non la sola gestione del consenso.
A noi interessa di essere messi nelle condizioni di poter fare impresa, creare nuovi posti di lavoro e fare reddito per se stessi e per la collettività, e non essere obiettivo di logiche assurde dal sapore amaro di crociate alla ricerca di falsi capri espiatori. Se si vuole lottare per una vera equità sociale, si può iniziare riformando gli stipendi nel settore pubblico, pubblico allargato e degli enti a controllo pubblico, dove vi sono redditi ingiustificati che non trovano paragone internazionale.

c.s. OSLA 21052013

IL CONTRATTO INDUSTRIA OSLA USL: uno strumento flessibile che si adatta alle imprese, al mercato e al lavoro.
Dopo aver sottoscritto nel 2009 l'Accordo tripartito relativo al 2009 e al 2010 con Governo, tutti i sindacati e tutte le associazioni di categoria tranne ANIS e dopo essere stati esclusi dal contratto blindato ANIS-CSU del 27 luglio 2012, OSLA e USL il 20 novembre 2012 hanno proposto uno strumento innovativo che mancava nello scenario sammarinese. Venerdì scorso OSLA e USL sono stati invitati dall'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili per illustrare gli innovativi punti di forza del contratto. Il CONTRATTO INDUSTRIA OSLA USL è lo strumento attuale che si adatta a tutte le tipologie di impresa, per dimensioni e per andamento di mercato, infatti è un contratto che permette all'impresa di scegliere. Responsabilità e consapevolezza del momento emergono dal contratto per non gravare sui fondi della Cassa Integrazione Guadagni, che vedono preoccupanti saldi per i diversi settori di impresa. Questo contratto sta portando alla collaborazione nelle imprese, infatti le imprese industriali contattate da OSLA nell'autunno 2012 hanno portato alla semplificazione, all'introduzione degli strumenti innovativi e della flessibilità contenuti in questo contratto. La novità principale del CONTRATTO INDUSTRIA OSLA-USL sono le TRE scelte che vengono fornite all'impresa: mantenere il regime di orario delle 37 ore e 30 minuti OPPURE le 36 ore e 30 minuti senza aumenti retributivi OPPURE quella flessibilità a rialzo eccedente le 37 ore e 30 minuti che alcune imprese fortunatamente necessitano, per l'orario che verrà concordato fra la SSA o le OO.SS. (in mancanza di SSA) e la Direzione aziendale (ad esempio 40 ore settimanali). Apprezzata dai commercialisti la contestualizzazione della normativa vigente nell'Ordinamento sammarinese, la Legge n.7 del 1961 Art.9, in riferimento alle garanzie di certezza e tutela nel tempo per l'imprenditore di fronte allo strumento del contratto di lavoro, soprattutto in questi tempi di rapporti di lavoro.

DURATA DEL CONTRATTO
Dal 1/1/2009 al 31/12/2014

ORARIO DI LAVORO
Orario medio settimanale 37 ore e 30 minuti. Distribuzioni diverse saranno concordate fra l'azienda e la rappresentanza sindacale.
Si possono concordare anche tramite accordi aziendali con deroghe non superiori a 12 mesi. A livello aziendale potranno essere applicate distribuzioni diverse.

RETRIBUZIONE
Le imprese che avevano applicato l'Accordo tripartito erogando gli aumenti dell'1,60% nel 2009 e del 2,10% nel 2010, per gli anni 2011, 2012, 2013 e 2014 (con previsioni di scarsa ripresa), IN TERMINI DI FLUSSI DI CASSA, stanno facendo fronte ad un esborso economico inferiore, anche se negli anni del contratto 2009-2014 l'aumento delle retribuzioni è di 9,215%.
dal 1° gennaio 2009: 1,60% (ove non già erogati da compensare)
dal 1° gennaio 2010: 2,10% (ove non già erogati da compensare)
dal 1° gennaio 2011: 1%
dal 1° gennaio 2012: 1,05%
dal 1° gennaio 2013: 2%
dal 1° gennaio 2014: 1,465%
Aumenti retribuzioni 2009-2014: 9,215%
Per le aziende che adotteranno il regime delle 36 ore e 30 minuti gli aumenti si intendono compensati dalla riduzione dell'orario.

FLESSIBILITA' A RIDUZIONE DI ORARIO
Regime 36 ore e 30 minuti settimanali
Le aziende in qualsiasi momento potranno adottare a mezzo di comunicazione, previo confronto con la Struttura Sindacale Aziendale l'orario settimanale di 36 ore e 30 minuti settimanali, con retribuzione corrispondente alle 37 ore e 30 minuti settimanali (no ferie, no permessi, no CIG).

FLESSIBILITA' A RIALZO
Deve essere concordata con le SSA e l'azienda, tramite accordo di secondo livello. Le ore effettuate saranno retribuite con la maggiorazione del 10%. In caso di richiesta di CIG, bisogna recuperare prima le ore prestate in flessibilità e poi richiedere la CIG, allegando alla domanda la copia dell'accordo di flessibilità.

SCATTI DI ANZIANITÀ
Dal 1/1/2013 verrà erogato il 5° scatto per coloro che hanno una anzianità di servizio di 24 mesi dalla corresponsione del 4° scatto.

PREMIO ANNUALE/RETRIBUZIONE VARIABILE
1% della retribuzione lorda annua, di cui il 50% fisso, il restante 50% per chi ha un monte ore superiore a 1600 ore.
L'azienda potrà: pagare il premio OPPURE non erogare il premio, ma decidere tramite accordi aziendali di procedere ad altre forme retributive con il coinvolgimento del lavoratore.

PERIODO DI PROVA
Come da accordo tripartito e già applicato dall'anno 2009

FONDO SERVIZI SOCIALI
Stanziamento annuale di € 100.000 da destinare a favore dei lavoratori coinvolti nei piani formativi come, ad esempio, lo strumento dei voucher formativi pubblici introdotti recentemente.

NON ESISTE NESSUNA CONFUSIONE NELL’APPLICAZIONE DEI CONTRATTI
Le aziende sammarinesi potranno e dovranno comunque scegliere se applicare il contratto CSU-ANIS oppure il contratto USL-OSLA. La decisione spetta soltanto alla Direzione Aziendale che valuterà di applicare quello che riterrà più opportuno. OSLA non è contraria a valutare di modificare la Legge n.7 del 1961, se lo si farà coinvolgendo tutte le parti sociali nel rispetto dell'iter democratico e legislativo. Il contratto USL-OSLA è sicuramente migliorativo per le aziende e per la collettività in un momento storico di recessione. E’ uno strumento che tenendo in considerazione i mercati di riferimento delle industrie della Repubblica, va incontro alle esigenze dei propri rappresentati e alle esigenze dell’occupazione con una visione realistica sul 2009-2014. Nasce da una valutazione tecnica e di esigenza imprenditoriale. Il contratto USL-OSLA grazie alla sua dinamicità è in grado di aiutare sia le imprese in difficoltà sia di agevolare quelle che hanno la necessità di lavorare maggiormente, eliminando eccessivi vincoli stabiliti nei precedenti contratti, fornendo la possibilità all’impresa di scegliere l’orario settimanale più coerente con il proprio mercato e andamento aziendale. Di facile lettura per tutti, interpretazione e applicazione tecnica. Non necessita di opere di convincimento. OSLA si auspica per il bene del paese e degli imprenditori, che esistano persone e correnti di buon senso all’interno di tutte le associazioni rappresentanti le parti sociali, in grado di sostituire vecchie, inutili e anacronistiche logiche di sopraffazione, a vantaggio di un sano percorso il cui fine deve solo essere quello di una ripresa dello sviluppo economico.

Comparazione rinnovo contratti INDUSTRIA

c.s. OSLA 06052013

OSLA ha sempre avuto un ruolo da protagonista nel promuovere la SMaC Card che è stata lasciata in gestione all’apparato pubblico senza dare quei risultati di cui è potenzialmente portatrice. Le associazioni ed OSLA in primis, da tempo sono pronte ad occuparsi quantomeno delle prospettive di marketing. Perché questo importante strumento a favore dell’intera economia non viene fatto gestire da associazioni esperte ed a contatto diretto con la realtà economica, in grado di dare a questo strumento il giusto sviluppo? Perché alle promesse non seguono i fatti?
OSLA USC e USOT in più occasioni (Prot.n.168/2011 del 19 ottobre 2011, Verbale Consulta per il Turismo del 14 luglio 2011, Prot.n.82/2011 del 12 aprile 2011, Prot.n.63/2010 del 27 maggio 2010, Prot.n.63/2010 del 28 aprile 2010) hanno proposto al Governo un progetto concreto per LA GESTIONE DEL PROGETTO SAN MARINO CARD E SUE EVOLUZIONI senza ad oggi avere avuto risposte concrete.
Serve un potenziamento della flessibilità della scontistica, della promozione all’interno ed all’esterno del territorio, del borsellino elettronico e della deduzione fiscale dei consumi interni su SMaC per trattenere e attirare i consumi. OSLA è pronta a procedere! Perché il Governo no?
Le Segreterie di Stato devono attivarsi quanto prima per sbloccare questa situazione. Gli utilizzatori della carta possono essere raddoppiati. Con OSLA è un obiettivo raggiungibile!

c.s. OSLA 03052013

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori ha incontrato gli associati nella sala Montelupo di Domagnano martedì 30 aprile. Gli imprenditori hanno fatto e stanno facendo sacrifici e chiedono altrettanto dalle Istituzioni in tempi brevi. Sono emerse queste priorità:
- riprendere la sovranità economica nel diritto internazionale, utilizzo delle leve di sovranità (energia elettrica, gas, giochi, sistema pagamenti e carte di credito, rivalutazione canone, autonomia doganale, telecomunicazioni e radiotelevisione, gestione rifiuti, collegamenti internazionali, tabacchi, alcool, ...);
- ripristino della fiscalità generale sul principio: A PARI REDDITO PARI ALIQUOTA in aderenza alla Carta dei Diritti Legge 8 luglio 1974 n.59 all'Art. 13;
- NO ad una PATRIMONIALE INIQUA per le diverse tipologie di impresa in mancanza di un serio e concreto piano di riduzione della spesa corrente e senza interventi attuativi per lo sviluppo economico;
- ridimensionamento degli stipendi di alcuni enti coerentemente a indici di responsabilità e di riferimento agli stessi enti a livello internazionale;
- NO alle incostituzionali imposte una tantum o addizionali, tasse e balzelli per coprire la spesa corrente alla giornata;
- rimozione delle barriere di accesso agli appalti e ai lavori pubblici per le Piccole e Medie Imprese;
- rispetto delle normative e presidio dei cantieri durante lo stato avanzamento lavori, nei subappalti e sulle varianti in corso d'opera negli appalti pubblici;
- completare l'attuazione della normativa nella gestione di tutte le forme di spesa pubblica;
- ROTAZIONE, PARCELLIZZAZIONE e SUDDIVISIONE dei capitolati per competenze (edile, impianti, elettricista, idraulico,...);
- piena realizzazione, utilizzo e accesso telematico di un registro unico dove iscrivere le imprese che possono accedere, suddivise per categorie, a qualsiasi attività/spesa pubblica. Emanazione del Regolamento attuativo perché la Camera di Commercio si attivi alla redazione, pubblicazione, utilizzo ed aggiornamento periodico telematico del registro unico delle imprese che possono accedere agli appalti e forniture dei vari enti pubblici appaltanti sammarinesi;
- attuazione raccomandazioni GRECO - Group of States against Corruption del Consiglio d'Europa e pubblicazione del rapporto sull’attuazione delle raccomandazioni del 2010 con scadenza al 30 giugno 2013;
- snellimento burocratico a garanzia della libertà e del diritto di fare impresa e maggiori controlli durante la vita dell'impresa al posto delle barriere all'avvio;
- STOP aumento costi per l'impresa nella Rep. di San Marino dove il cuneo fiscale ha perso posizioni internazionali importanti negli ultimi due anni;
- ricostruzione dell'immagine della Rep. di San Marino in un'economia di libero mercato, stato di diritto, divisione dei poteri e certezza dell'imponibile;
- selezione di una classe dirigente sammarinese a parità di curriculum;
- pianificazione dei fabbisogni delle competenze e delle professionalità nel settore pubblico allargato sulla previsione dei turnover pensionamenti;
- NO al clientelismo e all'assistenzialismo;
- STOP all’ingerenza di poteri forti sulle Istituzioni;
- gli imprenditori pretendono una Repubblica LIBERA nel rispetto della Carta dei Diritti.
OSLA è a disposizione degli associati, a tutela di quegli operatori che rispettano tutte le normative vigenti, per raccogliere e avanzare segnalazioni affinché le autorità garantiscano equa applicazione della norma a tutti gli operatori.

GESTIONE APPALTI PUBBLICI

OSLA esige trasparenza nella documentazione degli appalti. Chi partecipa alle gare ha diritto di visionare la documentazione relativa alla gara ed ha diritto di conoscere i motivi di aggiudicazione. OSLA chiede un'evoluzione della normativa appalti, tornando alla suddivisione dei capitolati per diverse funzioni (edile, impianti, elettricista, idraulico,...), impegnando i funzionari pubblici in organico con competenza di intervento e gestione per le singole funzioni. Altrimenti si crea una barriera alle PMI e si incentivano grandi imprese a deformazioni nel garantire funzioni, per le quali non hanno dipendenti e che poi gestiscono in subappalto rivolgendosi a imprese italiane o attraverso imprese di gruppo italiane, con ampia discrezionalità durante lo stato avanzamento lavori, seppur con subappalto autorizzato. Come avviene con la modalità europea dei portali pubblici on-line per gli appalti, occorre introdurre la parcellizzazione per funzioni e incentivare la creazione di consorzi o Associazioni Temporanee di Imprese. Nei subappalti autorizzati ad imprese italiane, come è possibile rispettare la normativa sui distacchi dall'Italia in cantieri di 12 o 24 mesi? La spiegazione potrebbe essere l'assenza di presidio e ispezione dei cantieri durante lo stato avanzamento lavori? Lo Stato premia il risparmio attraverso l'aberrante modalità dello SCONTO A RIBASSO senza considerare i potenziali "cartelli" tra imprese "concorrenti" che potrebbero accordarsi sull'offerta di sconto, non garantendo il rispetto delle normative sulla sicurezza, della fiscalità che sfugge al Bilancio quando lavorano imprese esterne in subappalto a sottocosto, come per i contributi e la previdenza. Il mancato rispetto della normativa sui distacchi dall'Italia aumenta la CIG delle imprese di territorio con dipendenti sammarinesi e la disoccupazione. Nelle gare d'appalto pubblico è richiesto l'impiego di manodopera sammarinese. Occorre completare l'attuazione della normativa nella gestione di tutte le forme di spesa pubblica: appalti pubblici, consulenze esterne, trattative/licitazioni private, assegnazione lavori, bando, gara, forniture beni o servizi, delibere del Congresso, procedure d'urgenza recependo anche le indicazioni del GRECO (Group of States Against Corruption del Consiglio d'Europa). Le modalità di gestione delle forniture e dei fornitori, le procedure di assegnazione avvengono e rientrano in un codice etico adottato dalla PA, dal settore pubblico allargato e dalle società a maggioranza pubblica? E' stato pubblicato un modello organizzativo per le modalità gestionali e per i rapporti con i fornitori e i cittadini? A parità di offerta, qualità, prezzo o capitolato di fornitura/servizio, è necessario scegliere gli operatori sammarinesi! La responsabilità sociale deve permeare la PA, le istituzioni e gli enti pubblici prima delle imprese private. STOP alle incoerenze del sistema sammarinese: i primi a dare il buon esempio devono essere le istituzioni, invece si rivolgono all'esterno quando le stesse attività possono essere svolte od organizzate per la prima volta da soggetti pubblici o privati sammarinesi. ROTAZIONE e PARCELLIZZAZIONE dei fornitori pubblici! Affidare attività all’esterno o rivolgersi agli stessi fornitori, anche per quelle attività considerate marginali cannibalizza il sistema San Marino e non crea equa concorrenza. Cambiamo il corso degli eventi ponendoci interrogativi sulle alternative, sui costi delle attività degli enti pubblici e di quelli a controllo pubblico. Ogni euro lasciato in territorio è un euro ben speso, ogni euro che esce è un euro perso per l'economia sammarinese! La normativa di riferimento nei rapporti pubblico-privato - Legge 17 settembre 1999 n.96 all’art.1 - individua l’iscrizione dell’imprenditore “in apposito registro da istituirsi presso i singoli enti appaltanti”, il registro diventerebbe unico con l’attuazione della Legge 26 maggio 2004 n.71 art.2, che individua nella Camera di Commercio la potenziale realizzazione del registro unico con approvazione del Regolamento (delibera CdS 28 febbraio 2006 n.73; Decreto 29 ottobre 2001 n.100, che modifica il Decreto 20 gennaio 2000 n.10) potenziando la pubblicazione e l’accessibilità per la consultazione del registro in forma telematica. La normativa deve trovare attuazione per una gestione amministrativa trasparente di tutte le forme di spesa pubblica. Le imprese si trovano a inviare ad ogni ente pubblico appaltante una richiesta di inserimento nel singolo registro/albo, che ha regolamenti interni diversi e di difficile aggiornamento per nuove imprese mentre non si conoscono quali adempimenti le imprese forensi svolgono per poter lavorare con le istituzioni sammarinesi o vedersi aggiudicato un incarico con delibera del Congresso. Si attende la piena realizzazione, utilizzo e accesso telematico di un registro unico dove iscrivere le imprese che possono accedere, suddivise per categorie, a qualsiasi spesa pubblica! Invitiamo il Congresso di Stato ad emanare il Regolamento affinché la Camera di Commercio si attivi alla redazione, pubblicazione, utilizzo ed aggiornamento periodico telematico del registro unico delle imprese che possono accedere alle forniture dei vari enti pubblici appaltanti. OSLA chiede l’armonizzazione di un ambito normativo frammentato e invita il Congresso a valutare quanto prima la proposta della Camera di Commercio per il Regolamento del "Registro Unico delle imprese abilitate a partecipare agli appalti pubblici" previsto dall'art. 8 del Decreto 20 gennaio 2000 n.10.

NON ESISTE NESSUNA CONFUSIONE NELL’APPLICAZIONE DEI CONTRATTI!

Comparazione rinnovo contratti industria.

OSLA intende fare chiarezza sull’applicazione del contratto industria. Non esiste alcuna confusione nell’applicazione del contratto. Nonostante la vittoria dei sì nel referendum sul contratto CSU-ANIS, le aziende sammarinesi potranno e dovranno comunque scegliere se applicare il contratto CSU-ANIS oppure il contratto USL-OSLA. La decisione spetta soltanto alla Direzione Aziendale che valuterà di applicare quello che riterrà più opportuno.
La legge di riferimento è la Legge n. 7 del 1961 ed è tuttora in vigore. OSLA non è contraria a valutare di modificare questa legge, se lo si farà coinvolgendo tutte le parti sociali. Ma oggi questa legge è in vigore e va rispettata.
Il contratto USL-OSLA è sicuramente migliorativo per le aziende e per la collettività in un momento storico di forte recessione. E’ uno strumento che tenendo in considerazione i mercati di riferimento delle industrie della Repubblica, va incontro alle esigenze dei propri rappresentati e alle esigenze dell’occupazione con una visione realistica dell’andamento futuro relativamente al periodo 2009-2014. Nasce da una valutazione tecnica e di esigenza imprenditoriale. Il contratto USL-OSLA grazie alla sua dinamicità è in grado di aiutare sia le imprese in difficoltà sia di agevolare quelle che hanno la necessità di lavorare maggiormente, eliminando eccessivi vincoli stabiliti nei precedenti contratti, fornendo la possibilità all’impresa di scegliere l’orario settimanale più coerente con il proprio mercato e andamento aziendale. Di facile lettura per tutti, interpretazione e applicazione tecnica. Non necessita di opere di convincimento. E’ sufficiente leggerlo. Nei prossimi giorni OSLA provvederà insieme all’USL alla sottoscrizione delle nuove tabelle retributive per gli anni 2009-2014, che verranno divulgate.
Ad OSLA dispiace veder criticare il proprio contratto quando è l’unico contratto in grado di dare respiro alle aziende in questa fase storica. Dispiace soprattutto che qualche associazione comunichi ai propri associati che il contratto OSLA nasce come rivalsa e con il solo intento di fare confusione, quando la confusione non c’è e quando soprattutto non è certo OSLA quell’associazione che ha fatto un contratto solo per una strategia egemonica, escludendo importanti parti sociali dalla trattativa.
OSLA si auspica per il bene del paese e degli imprenditori, che esistano persone e correnti di buon senso all’interno di tutte le associazioni rappresentanti le parti sociali, in grado di sostituire vecchie, inutili e anacronistiche logiche di sopraffazione, a vantaggio di un sano percorso il cui fine deve solo essere quello di una ripresa dello sviluppo economico.

No all'accordo ANIS-CSU

OSLA evidenzia e precisa a chi vuole commentare la “maggioranza” dei SI per l'approvazione da parte dei delegati sindacali dell'accordo per il rinnovo del contratto di lavoro ANIS - CSU, che tale maggioranza in realtà rappresenta soltanto una sconfitta. La percentuale del 61% (84 SI - 53 NO e 1 scheda bianca) è sintomatica delle divisioni che esistono all'interno del sindacato e della delusione contrattuale di una nutrita fetta dei lavoratori che rappresenta. E’ una bugia che l'aumento dell'orario di lavoro sia la direzione intrapresa anche da altre realtà quali la Germania e la Francia. E’ una bugia che il contratto tra ANIS e CSU sia il migliore possibile in questo momento storico. Quest’ultima é soltanto una sciocca frase di marketing studiata per fare digerire l’indigeribile. Considerare necessaria l’abolizione di 3 festività da recuperare eventualmente nel monte ferie é un’altra bugia. OSLA comprende coloro che hanno votato NO, perché come noi temono gli effetti che questo accordo, senza la previsione di una rinnovata POLITICA DEI REDDITI, avrebbe sulle imprese in un momento in cui le principali economie mondiali riducono gli orari di lavoro. Il contratto sottoscritto, e per fortuna non ancora in vigore, comporterebbe da una parte solo un aumento dei costi per le aziende e dall’altra un aumento prima della cassa integrazione e poi della disoccupazione.
OSLA teme questo contratto che avvantaggia solo alcune realtà imprenditoriali, fruitici di ogni tipo di sgravio fiscale e che poi finiscono per pescare a mani basse nelle casse degli ammortizzatori sociali (C.I.G.; Credito Agevolato Straordinario - Legge 3 agosto 2009 n.109; Defiscalizzazioni - Legge n.44 del 1993) prosciugandole indebitamente ed impoverendo le altre piccole e medie realtà imprenditoriali, nonché l’intera collettività.
OSLA respinge questo accordo che pare avvallato da una politica non in grado di contestare e contrastare i poteri forti, ma capace solo di assecondarla e scriteriatamente nutrirla.

OSLA sulla Commissione Antimafia.

OSLA ringrazia il Presidente della Commissione Antimafia e tutti i suoi membri per il coraggio dimostrato nel relazionare su di un fenomeno di criminalità organizzata che ha appestato con il suo cancro la struttura e l’immagine della nostra Repubblica. Il mondo dell’impresa onesta chiede che a questo primo importante passo seguano le indagini del potere giudiziario per fare piena luce su così tali gravi episodi mafiosi e sui gravi fenomeni di corruzione dei dipendenti pubblici che la relazione ci ha illustrato. Chi si deve difendere lo farà e lo dovrà legittimamente fare nelle opportune sedi e cioè presso il Tribunale Unico con tutte le garanzie giuridiche che un procedimento penale riconosce. Nel frattempo si chiede ai soggetti politici a grave titolo coinvolti un passo indietro per permettere alla magistratura di far piena luce sulle oscure ombre scese sulla nostra Terra e per restituire così alla politica la dignità perduta verso i propri concittadini e verso il mondo che ci sta guardando.
OSLA chiede agli imprenditori ed ai cittadini di leggere loro stessi in prima persona la relazione della Commissione Antimafia e non lasciare che gliela leggano e gliela commentino altri, facendosi così da soli e in autonomia un’idea di quello che in questi anni è capitato al nostro paese. E si ricordino che saranno loro, gli imprenditori ed i cittadini, a scegliere alle votazioni elettorali di novembre le singole persone che dovranno essere i referenti politici con cui OSLA e le altre associazioni sindacali dovranno confrontarsi ed interagire nei prossimi anni per cercare di rendere questo paese economicamente competitivo. Siamo tutti chiamati a piccoli grandi gesti di responsabilità. Il silenzio in un momento così grave non sarebbe indifferenza, bensì omertà. Noi tutti vogliamo avere di San Marino un’idea onesta, viva e produttiva. E come diceva un poeta americano, se un uomo non combatte per le proprie idee, o non valgono niente le sue idee o non vale niente lui come uomo!

La Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino

OSLA – Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori in collaborazione con lo Studio Uckmar – Ass.ne Prof.le organizza il Convegno “La Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino”, che si terrà mercoledì 21 novembre al Centro Congressi Kursaal dalle ore 17.30 – 19.30, relatori Prof. Victor Uckmar, Avv. Paolo De’ Capitani Di Vimercate e Dott. Riccardo Casadei. Nell’occasione sarà presentato il Corso su “La Convenzione Contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino e fiscalità internazionale”, organizzato in 10 incontri per complessive 30 ore di insegnamento, a partire da gennaio 2013.

Nel Corso saranno trattate dettagliatamente le norme della Convenzione e i chiarimenti forniti dal Commentario OCSE, nonché le disposizioni tributarie italiane e sammarinesi di applicazione internazionale (su trasferimento di residenza, “esterovestizione”, Controlled foreign companies, transfer pricing, stabile organizzazione, trust, scambio di informazioni, etc.), con particolare riguardo alla relativa giurisprudenza e prassi amministrativa.

Il corpo docenti del Corso: Prof. Victor Uckmar, Dott. Riccardo Casadei, Avv. Gabriele Escalar, Dott. Sante Lonfernini, Avv. e Notaio Massimo Mancini.

Il Convegno e il Corso sono accreditati ai fini dell’assolvimento dell’obbligo della formazione professionale per gli iscritti al registro dei revisori contabili anno 2012 per 2 ore e 30 ore per l’anno formativo 2013.

Per informazioni e iscrizioni (già aperte e agevolate fino al 31 ottobre) è possibile rivolgersi alla Segreteria organizzativa OSLA tel: 0549992885 e-mail: info@osla.sm

Il nuovo contratto industria è un ostacolo allo sviluppo.

OSLA è costretta a ribadire che il contratto del settore industria recentemente stipulato oltre a non essere ancora efficace costituirà, se definitivamente approvato, non un’occasione di sviluppo bensì un ostacolo alla ripresa economica. Non si comprende ad esempio come in un momento di crisi economica dove numerose aziende si rivolgono all’istituto della cassa integrazione, una soluzione del problema possa essere l’aumento delle ore lavorative con un conseguente aumento dei costi delle stesse imprese. Evidentemente il suddetto contratto non è destinato a favorire il mondo imprenditoriale nella sua collettività, ma al massimo solo alcune aziende del territorio sammarinese. Tale contratto, tra l’altro privo di chiarezza e di difficile comprensione, è legato nei suoi contenuti e nell’iter che ha portato alla sua stipula a logiche arcaiche destinate al fallimento, così come è fallito il tentativo della CSU di imporre aumenti ai lavoratori autonomi senza nemmeno confrontarsi con gli stessi.
Non è più accettabile in un paese come il nostro, privato spesso della propria dignità per soddisfare logiche speculative, evitare il confronto leale e la massima condivisione. Così come non è accettabile che il Governo non riesca a tutelare gli interessi di tutte le parti in campo e non riesca più a svolgere il ruolo che gli compete nella mediazione tra tutte le parti interessate. L’assenza di condivisione porta, purtroppo, all’insuccesso di qualunque progetto in generale ed economico in particolare, come le recenti vicende della riforma tributaria ci hanno insegnato. Il problema è che questi insuccessi vanno poi a pesare sulle spalle del sistema economico/imprenditoriale e del popolo tutto.
OSLA invita tutti gli imprenditori ad una presa di coscienza destinata a scardinare le logiche che hanno contribuito alla crisi economica, e che soprattutto continuano indisturbate ad impedire un’efficace ripresa del nostro sistema. OSLA ha già in programma un urgente incontro con il Segretario di Stato al Lavoro per rimarcare la gravità della situazione e risponde alla CSU che ha parlato di mal di pancia di OSLA chiedendo cosa avesse fatto in questi ultimi 4 anni, ribadendo che OSLA non ha alcun mal di pancia, ma, fortemente in salute, si chiede se qualcuno non abbia invece problemi di memoria o non abbia carenze in matematica dovendogli ricordare che il contratto industria del tavolo tripartito, sottoscritto dalla stessa CSU, è rimasto in vigore fino a tutto il 2010.

A quanto ammonta lo 0,40% percepito dai sindacati?
2 Milioni di Euro.

L’ammontare della quota di servizio versato da parte dei datori di lavoro ai sensi di legge (art.7 della Legge n.70/2003) per l’anno 2011 (0,40%), è risultato pari a Euro 1.923.177,18. La previsione di bilancio relativo al capitolo 8015 “contributo sindacale” (0,40%) per l’anno 2012 è pari a circa Euro 2.000.000,00, salvo possibili variazioni. In assenza di uno specifico accordo sottoscritto fra le parti interessate alla riscossione, l’ISS si è orientato per la ripartizione delle quote di servizio, secondo il criterio della distribuzione proporzionale degli iscritti. Cosa si deduce da questi dati? I sindacati milionari cos’hanno fatto realmente per lo sviluppo di questo paese? Perché non sono mai state fatte borse di studio per i figli dei lavoratori, o non si è mai finanziato qualche infrastruttura in favore di tutta la collettività? Servono solo a pagare gli stipendi? Auspichiamo che nel futuro anche i Sindacati contribuiscono allo sviluppo di questo paese e non solo gli imprenditori.

CENTRO STORICO

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori ha incontrato da tempo nella propria sede gli associati del Centro Storico. Gli operatori hanno fatto e stanno facendo sacrifici commerciali per adeguarsi al Piano Particolareggiato, adesso le Istituzioni devono fare altrettanto in tempi brevi. Sono emerse queste priorità per il Centro Storico:
- installazione di una potenziata segnaletica UNESCO;
- emissione del Regolamento Guide turistiche, già da tempo elaborato dalle Associazioni di Categoria con la Segreteria di Stato per il Turismo;
- applicazione della normativa sulle condotte scorrette protratte con le denigrazioni in lingua straniera a concorrenza sleale;
- applicazione della normativa vigente sui fenomeni di petulanza Art. 72 Legge 130/2010;
- costante e continuato presidio del rispetto del P.P. del Centro Storico di San Marino Città;
- certificazione dei flussi turistici, anche rapportati al singolo evento e all’investimento pubblico nel singolo evento;
- liberalizzazione dei flussi turistici, rendendoli liberi da "monopoli di fatto" creati da guide turistiche e percorsi vincolati o quantomeno raggiungimento di standard di obiettiva equità;
- no alla vendita di tabacco, alcool e armi ai minori.
OSLA è a disposizione, a tutela di quegli operatori che rispettano tutte le normative previste per il Centro Storico, per raccogliere e avanzare segnalazioni affinché le autorità garantiscano equa applicazione della norma a tutti gli operatori.

RIFORMA TRIBUTARIA

OSLA ha sempre cercato di evitare lo scontro sociale, credendo che in una situazione di difficoltà economica e di sistema come quella attuale siano necessarie sinergie e non logiche di bottega. Purtroppo sembra che tale sforzo sia a senso unico e non sia accolto dai sindacati che continuano a fomentarlo, credendo che i diritti dei propri associati si tutelino ledendo i diritti dei lavoratori autonomi, colonna portante del sistema economico sano ed unici in grado di generare nuovi dipendenti e quindi nuovi contribuenti. I sindacati non cercano equità sociale che non può che essere sancita dal principio che OSLA ha sempre dichiarato: PARITA’ DI ALIQUOTA A PARITA’ DI REDDITO, ma cercano solo le luci dei riflettori dello spettacolo politico, che in realtà di “spettacolo” ha ben poco. OSLA contesta fermamente gli inciuci che si vogliono far passare sulla pelle degli autonomi e dei professionisti in particolare. E’ aberrante e scriteriato che fra pochi anni vi sia una tassazione al 61% (35% IGR, 26 % contributi fra I e II pilastro). Le pantomime sindacali e politiche non ci interessano. A noi interessa, avendone le capacità, di essere messi nelle condizioni di poter fare impresa, creare nuovi posti di lavoro e fare reddito per se stessi e per la collettività, e non essere obiettivo di logiche assurde dal sapore amaro di crociate alla ricerca di falsi capri espiatori. Se si vuole lottare per una vera equità sociale, si può iniziare riducendo gli stipendi nel settore pubblico, pubblico allargato e del parastato dove vi sono redditi ingiustificati che non sono conformi a questo paese. Che i sindacati cerchino la vera equità nell’evitare le disparità tra i dipendenti privati e statali, dove i primi a causa del perdurare della crisi economica e degli ancora irrisolti rapporti italo sammarinesi sono, insieme ai datori di lavoro che rischiano la propria impresa, quotidianamente a rischio licenziamento e la maggior parte dei secondi conoscono la crisi solo perché la leggono sui giornali.

RACCOLTE FIRME PER ROVERETA

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori dopo aver raccolto 90 firme di imprenditori di Rovereta ha incontrato il Segretario di Stato Onorevole Venturini sull’arredamento urbano dell'area produttiva a P.P. di Rovereta affinché si possa intervenire quanto prima per un congruo, idoneo e confacente arredo urbano: illuminazione pubblica stradale, marciapiedi e sottostante predisposizione di tutte le infrastrutture in considerazione del fatto che l'area in oggetto rappresenta una posizione strategica per i flussi logistici, industriali, turistici e commerciali dell'intera Rep. di San Marino. L’intento è di migliorare e riqualificare le aree pubbliche destinate a parcheggio, anche con la predisposizione di servizi navetta che colleghino Rovereta al Centro Storico di San Marino Città per valorizzare così le sinergie del flusso turistico e commerciale di Rovereta, portando beneficio a tutto il comparto sammarinese. Il Segretario di Stato Onorevole Venturini si è impegnato per la realizzazione del parcheggio nell'area pubblica di 5.000 mq, già previsto dal P.P., per la realizzazione di nuovi asfalti e per lo studio di fattibilità dei marciapiedi, che anche per le aree produttive sono previsti con opportuni vincoli progettuali per la convivenza di autoarticolati e mezzi pesanti.

LO STATO GARANTISCA IL SISTEMA BANCARIO MA NON LE SPECULAZIONI

Non per mancare alla moda del periodo, ma il decreto salvabanche non piace per nulla neppure ad Osla. Di critiche ne sono state fatte tante per cui giunge anche il momento delle riflessioni. Nessuno disconosce il ruolo che una banca ha nel tessuto sociale ed è proprio per questo che le banche andrebbero in primis salvate e poi magari accorpate. Quello che è successo in questi ultimi anni dovrà per forza avere una spiegazione. Innanzitutto, senza entrare nel merito delle condotte dei dirigenti bancari, di salvataggi non ne sono stati fatti. E perché? I Commissari straordinari non ne avevano il potere? Nessun acquirente si era presentato all’orizzonte? Strano perché questo succede anche nella vicina Repubblica Italiana, ma alla fine la banca viene sempre salvata. Da noi no. Lo Stato deve fare fronte agli impegni che la banca ha nei confronti dei depositanti per salvaguardare il sistema, rimettendoci solo soldi. Già in passato avevamo scritto che ad esempio il Credito Sammarinese (ammesso che non fosse cedibile sul mercato) andava nazionalizzato. Ora crediamo che questo vada ufficializzato con un decreto. Si nazionalizza la banca, la si rimette in bonis, si salvano clienti depositanti e posti di lavoro e poi la si rimette sul mercato o la si fonde con altro soggetto. Questo andrà fatto. E poi la politica deve smetterla con le sue meschinità. Commissariamenti e liquidazioni devono essere disposti dal Congresso di Stato (Carim ad esempio è stata commissariata con la firma di Tremonti). Lo si può fare subito visto che la legge del settore (la L.I.S.F.) viene continuamente rivista. Si devono capire le reali motivazioni del provvedimento e nessun può nascondersi dietro un dito .
In tutte queste situazioni oltre ad essere doveroso che la Segreteria di Stato per le Finanze riferisca al popolo quanto sono costati fino ad ora i vari Commissari e liquidatori al lordo delle spese, dato che sono quasi tutti forestieri, crediamo inoltre che un’apposita Commissione Consigliare d’inchiesta o forse anche la Commissione Antimafia nostrana verifichi per intero il fenomeno delle crisi bancarie. Ci piacerebbe essere ascoltati.

CENTRO STORICO

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori ha organizzato un incontro nella propria sede con gli associati del Centro Storico. Gli operatori hanno fatto e stanno facendo sacrifici commerciali per adeguarsi al Piano Particolareggiato, adesso le Istituzioni devono fare altrettanto in tempi brevi. Sono emerse queste priorità per il Centro Storico:
- installazione di una potenziata segnaletica UNESCO;
- emissione del Regolamento Guide turistiche, già da tempo elaborato dalle Associazioni di Categoria con la Segreteria di Stato per il Turismo;
- applicazione della normativa sulle condotte scorrette protratte con le denigrazioni in lingua straniera a concorrenza sleale;
- applicazione della normativa vigente sui fenomeni di petulanza Art. 72 Legge 130/2010;
- costante e continuato presidio del rispetto del P.P. del Centro Storico di San Marino Città;
- certificazione dei flussi turistici, anche rapportati al singolo evento e all’investimento pubblico nel singolo evento;
- liberalizzazione dei flussi turistici, rendendoli liberi da "monopoli di fatto" creati da guide turistiche e percorsi vincolati o quantomeno raggiungimento di standard di obiettiva equità;
- no alla vendita di tabacco, alcool e armi ai minori.
OSLA è a disposizione, a tutela di quegli operatori che rispettano tutte le normative previste per il Centro Storico, per raccogliere e avanzare segnalazioni affinché le autorità garantiscano equa applicazione della norma a tutti gli operatori.

AGEVOLARE I FLUSSI TURISTICI

Sull’aumento delle tariffe dei parcheggi, OSLA come già evidenziato da USOT e USC, intende sottolineare come le associazioni di categoria del settore non intendono recare danno al residente, ma in un momento di grave crisi economica, vogliono valorizzare i flussi turistici al centro storico, equamente in tutte le zone e non penalizzarli dall’impossibilità di parcheggiare a causa della sosta di auto sammarinesi. I cittadini sammarinesi possono parcheggiare al P9 (parcheggio coperto) che riserva tariffe agevolate, inoltre stazionare gratuitamente al Parcheggio della Funivia, agevolazioni che permettono il comodo raggiungimento degli Uffici Statali e delle attività commerciali, mentre i residenti effettivi del centro storico hanno necessariamente agevolazioni nelle zone di San Marino Città, scenario che si riscontra nella maggior parte delle città d'arte e dei centri storici italiani ed europei.
Per far fronte a questo disagio è da alcuni anni che viene svolto un servizio navetta, consapevoli che questo servizio sia oneroso, ma indispensabile per chi deve raggiungere la propria attività, le associazioni di categoria sono disponibili ad accettare proposte alternative, di spesa efficiente e a tutela dell’ambiente, nella consapevolezza che un servizio utile non può essere rimosso, se non sostituito con una soluzione alternativa. Un Paese a naturale e sostenibile vocazione turistico commerciale, che intende sviluppare realmente questi binari di sviluppo quali settori strategici per il rilancio dell’economia, deve garantire una utile accessibilità ai turisti, specialmente nei parcheggi adiacenti al centro storico, attrazione principale della Rep. di San Marino. Volendo affrontare gli sprechi, invitiamo ad informarsi su quanto sia dispendiosa e assolutamente non conveniente per lo Stato la Convenzione sulla gestione dei Parcheggi in vigore. Chiediamo un piccolo sacrificio a tutti, con l’auspicio di vedere rinascere il Commercio e il Turismo sammarinese, in grado di generare un sempre più importante gettito al Bilancio dello Stato.

CASE AI FORENSI, SERVONO REGOLE CERTE

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori non è a priori contraria alla vendita delle case per le vacanze ad investitori forensi, ma chiede necessariamente un forte e serio controllo sulla base di regole certe, e non a discrezione, sugli acquirenti, visto che il rischio di investire per riciclare è elevato, anche a fronte di dubbi sulla reale appetibilità delle case sammarinesi per dei veri turisti, mancando oggi le più semplici e diffuse infrastrutture e attrattive turistiche, per non parlare di quelle di nicchia. Appresa inoltre l’intenzione di Banca di San Marino di pagare l’imposta patrimoniale ai nuovi investitori, OSLA si chiede se non sia meglio, piuttosto che spendere soldi per imposte patrimoniali pagate a sconosciuti stranieri, investire sulle esigenze di liquidità delle imprese sammarinesi già sul territorio e su progetti di sviluppo sostenibile con infrastrutture per la naturale vocazione della Rep. di San Marino: il Turismo e il Commercio.

OSLA INCONTRERA' MUSSONI SULLA QUESTIONE LAVORO NERO

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori lunedì incontrerà il Segretario di Stato per il Lavoro Francesco Mussoni per potenziare, a seguito delle numerose segnalazioni degli associati, il presidio del territorio e verificare l'iter delle segnalazioni per lavoro nero, attività di controllo che vengono svolte dalle autorità e dagli uffici preposti, per quegli operatori transfrontalieri senza licenza temporanea.
Nell'attuale fase congiunturale, dove la pressione fiscale per l'impresa del territorio sammarinese si è innalzata e diventa sempre più difficile stare sul mercato, garantendo sempre e comunque la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti di tutte le normative, non è più tollerabile la sottrazione di potenziale mercato e la concorrenza sleale da parte di quegli operatori che passando il confine senza licenza temporanea per operare a San Marino, permessi di lavoro, distacchi per i cantieri temporanei, così come l'espletamento di tutte le normative sulla sicurezza, eludono la fiscalità italiana e sammarinese.

SERATA PUBBLICA OSLA

Sala Montelupo Domagnano - giovedì 17 maggio ore 20.45
Un occasione di incontro, di confronto pubblico e tavola rotonda aperta agli interventi degli imprenditori, del mondo dell'economia, della cittadinanza e di tutto il sistema socioeconomico e del lavoro sui temi fondamentali per il futuro del Paese: RAPPORTO CON L'ITALIA, RIFORMA TRIBUTARIA E PREVIDENZIALE.
Sarà l'occasione in cui gli imprenditori possono intervenire liberamente e condividere la necessità di quelle risposte che l'economia e le imprese attendono. Un iniziativa OSLA da, per, con gli Imprenditori. Ti invitiamo sin da ora ad aderire all'importante momento di confronto. Interveniamo numerosi, TUTTI SONO INVITATI.
Interverranno i Segretari di Stato Pasquale Valentini e Francesco Mussoni, i precedenti Segretari di Stato per le Finanze Stefano Macina e Piermarino Mularoni, per rendere possibile fare domande ed avere risposte. Gian Luca Belluzzi dell'Associazione ECSO presenterà una scheda sull'impatto socioeconomico delle imprese chiuse.
Gli imprenditori della Repubblica di San Marino vogliono sapere quale sia lo stato dei rapporti con l’Italia, quali le criticità, se e quali siano le richieste italiane in ambito economico, fiscale, di reale scambio informativo, amministrativo e quanto di questo può essere o è stato attuato. Quali azioni concrete di riposizionamento sammarinese si intendono attuare per costruire un nuovo modello di sviluppo socioeconomico, una nuova immagine? Quali sono le reazioni italiane alle iniziative sammarinesi sul sistema degli interscambi, fiscale, tributario, dei controlli, della collaborazione e del lavoro? Anche se non si dovesse firmare con l’Italia, quali interventi economici sono tra le priorità del Governo? Per un incontro tra il mondo delle imprese e dell’economia con le istituzioni e la politica OSLA organizza questo evento, aperto agli interventi degli imprenditori, dell’economia e di tutti il sistema socioeconomico e del lavoro.
Modera Sergio Barducci.

Presentato il nuovo sito di OSLA

E’ stato presentato oggi il nuovo sito www.osla.sm, il nuovissimo portale realizzato in collaborazione con la web agency Fotonica. Con questo nuovo portale, OSLA si proietta verso una nuovo trend orientato al mondo social e alla multimedialità. Tante sono le novità offerte, tra cui l’OSLA social, uno strumento innovativo che offre la possibilità di creare una rete con le altre realtà economiche ed imprenditoriali sammarinesi per confrontarti, discutere su temi di attualità, condividere risorse e necessità, risolvere dubbi organizzativi e gestionali e promuovere le tue iniziative e l’avviamento di nuove imprese.
Osla cube, l’innovativo incubatore d’impresa dedicato alle imprese nella Repubblica di San Marino, in grado di supportare sia lo start up che il consolidamento e lo sviluppo di imprese esistenti.
Un passo in avanti per OSLA che, grazie alla collaborazione di Fotonica, esprime in maniera concreta il desiderio di portare la Repubblica di San Marino ad un nuovo step di rinascita e crescita, investendo su nuove tecnologie che il mondo moderno mette a disposizione.

Anche noi diciamo BASTA, ma alle bugie!

Lo sportello dei consumatori ha sorprendentemente pubblicato una serie di notizie false e tendenziose utili solo a fare nuovi danni all’economia di San Marino, a minare la sua sovranità, a ridurre l’efficacia e la qualità dei servizi. L’affermazione allarmistica dello Sportello Consumatori relativa ad una pretesa penalizzazione degli utenti sammarinesi di compagnie legittime, concessionarie e che pagano le tasse a San Marino è assolutamente falsa e tendenziosa.

Non corrisponde assolutamente al vero che le chiamate verso Wind originate da un qualsiasi utente di altri gestori abbiano subito aumenti a seguito della decisione di Wind di tassare i propri utenti. Ogni gestore ha mantenuto le tariffe in vigore senza modificare alcunché poiché fuori da ogni logica regolamentare, commerciale e di corretto svolgimento del ruolo di concessionari. Invocare il rilascio di nuove concessioni in un Paese di soli 31.000 abitanti è fuori luogo; basti pensare che l’Italia con i suoi 60 milioni di abitanti ne ha solamente 4. Gli operatori abusivi vanno stanati ed impedito loro di operare abusivamente in un territorio che non è il loro; vanno sanzionati e bene ha fatto il Governo a pretendere lo spegnimento delle antenne installate a 10 metri dal confine ed orientate verso la Rep. di San Marino al solo scopo di catturare abusivamente utenti in un altro Stato. Anche questo è un grave reato! Il mancato rispetto della sovranità di uno Stato, l’esercizio abusivo di attività sottoposta a concessione, il mancato rispetto delle regole internazionali sulle radiocomunicazioni potrebbero anche portare alla revoca della licenza da parte del paese che l’ha rilasciata e questa sarebbe una logica conseguenza dell’abuso e della violazione delle regole che valgono per tutti indipendentemente dalla grandezza del territorio. Pesce grande che mangia il pesce piccolo sollecita una sola affermazione: “BASTA!”

Invocare una ulteriore diminuzione delle tariffe dopo la riduzione del 50% avvenuta solo 6 mesi fa, vuol dire pretendere che le imprese vadano in deficit e non paghino più tasse allo Stato e licenzino i lavoratori. Le tariffe delle TLC sono costantemente calate negli ultimi 10 anni mentre in tanti altri settori è avvenuto esattamente il contrario. Le compagnie telefoniche sammarinesi che hanno una concessione sulla telefonia fissa e che pagano le relative tasse sono esattamente 3 (tre!) e non solo una, come maldestramente informa l’associazione provocando e seminando solo inutile confusione!

89 IMPRESE DI ROVERETA CHIEDONO UN INCONTRO AL SEGRETARIO VENTURINI


Attraverso il coordinamento di OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori sono state raccolte, in sole due settimane, 89 firme di rappresentanti di imprese che chiedono un incontro sull’arredamento urbano dell'area produttiva a P.P. di Rovereta affinché si possa intervenire quanto prima per un congruo, idoneo e confacente arredo urbano: illuminazione pubblica stradale (a led con alimentazione fotovoltaica), marciapiedi e sottostante predisposizione di tutte le infrastrutture per le utenze tecnologiche di telecomunicazione e servizi in considerazione del fatto che l'area in oggetto rappresenta una posizione strategica per i flussi logistici, turistici e commerciali dell'intera Rep. di San Marino. Si chiede un incontro anche al fine di migliorare e riqualificare le aree pubbliche destinate a parcheggio, per individuare l'iter più opportuno per realizzare una zona di parcheggio dimensionata alle reali necessità dell'area, con l'evoluzione della Zona parcheggi/servizi tecnologici a Progetto Speciale adiacente alla centrale elettrica, con la predisposizione di servizi navetta che colleghino Rovereta al Centro Storico di San Marino Città per valorizzare così le sinergie del flusso turistico e commerciale di Rovereta, portando beneficio a tutto il comparto sammarinese. Le Imprese firmatarie e OSLA si dichiarano disponibili nelle proprie possibilità e disponibilità a contribuire ai progetti di intervento. Non appena verrà confermato l'incontro le Imprese firmatarie verranno informate e invitate in anticipo all'appuntamento.

OSLA comunicato

OSLA non può condividere l'innalzamento della pressione fiscale senza un chiaro piano di riduzione della spesa corrente e di efficienza della PA e senza la previsione di priorità sostenibili e precise tempistiche per il nuovo modello economico. E’ prima necessaria la concreta condivisione di un piano di sviluppo. Nel 2012 coincidono i pagamenti di addizionale straordinaria IGR 2010 e 2011 art. 35, imposta minima sul reddito art. 38 e la tassa “PATRIMONIALE" art. 36 della Legge 200/2011, un'insostenibile pressione fiscale per le Piccole e Medie Imprese, costrette a scegliere tra il pagamento degli stipendi di marzo o le imposte, se non viene introdotta la dilazione delle scadenze. Visti gli enormi sacrifici economici che si ripercuotono poi nella sfera sociale dei contribuenti, OSLA ha il dovere di chiedere ed il diritto di sapere quale sia la destinazione degli esborsi che gli imprenditori e i cittadini sono chiamati a porre in essere.
Quali investimenti? Quali infrastrutture? Sono previsti tagli alla insostenibile spesa corrente? E’ previsto il pareggio di Bilancio? Quando?
OSLA, in alternativa alla politica del DEBITO e delle TASSE, propone PRIORITA' PER LO SVILUPPO.
NEL 2012: potenziamento scontistica e promozione SMaC, borsellino elettronico e micropagamenti SMaC, deduzione fiscale consumi SMaC; promozione e incentivo delle attrattive turistiche e commerciali, turismo culturale e congressuale, turismo del benessere; sviluppo di un Polo di intrattenimento e di una sala poker permanente nel centro storico; riduzione della spesa corrente evitando gli sprechi, aggregando le funzioni replicate nella PA e nel settore pubblico allargato, migliorando i servizi, implementando l’informatizzazione, la Posta Elettronica Certificata e il collegamento informativo totale tra gli uffici pubblici; parificazione mercato del lavoro pubblico e privato; privatizzazioni non strategiche con accordo pubblico-privato fino ai pensionamenti del personale attualmente impiegato (Cinema, Uff. affissioni, …); quoziente familiare nella tassazione delle persone fisiche, quale metodo di compensazione ed equità, che possa garantire una politica sociale concreta; incentivo alla creazione di cooperative (energetiche, agricoltura, rifiuti,...) e di consorzi di imprese.
NEL 2012/2015: revisione del sistema di imposta monofase e adozione dell'Imposta a Valore Aggiunto per gli interscambi esterni, con aliquota competitiva rispetto all’Italia e contestuale incentivo dei consumi interni SMaC come vantaggio commerciale per trattenere e attirare i consumi; attuare lo scambio automatico delle informazioni; realizzazione di poli commerciali anche riqualificando zone industriali; selezione e formazione continua e permanente di una classe dirigente nazionale; reintroduzione dei bandi di concorso pubblico per la selezione e l'avanzamento di carriera nella PA; defiscalizzazione delle reali attività di ricerca, sviluppo e innovazione delle imprese; sviluppo settore industriale e tecnologico.
NEL 2013/2016: utilizzo delle leve della sovranità in ambito economico e nei settori strategici come l'Energia, le Telecomunicazioni, per uno Stato più autonomo realizzando adeguate e funzionali infrastrutture:ADEGUAMENTO A CRITERI DI SICUREZZA E SCORRIMENTO VELOCE DELLA STATALE 72 RIMINI-SAN MARINO; AEROPORTO DI TORRACCIA; MINIMETRO' TURISTICO PANORAMICO (Premio Schindler 1994); BACINO IMBRIFERO; IMPIANTI AD ENERGIA ALTERNATIVA, IMPIANTO DI SEPARAZIONE E VALORIZZAZZIONE DEI RIFIUTI; gestione interna dei servizi con riduzione delle consulenze esterne, dando valore alle imprese del territorio.

OSLA comunicato stampa

OSLA informa che il Decreto Legislativo italiano n° 16/2012 del 02/03/2012 ha introdotto diverse semplificazioni nelle comunicazioni obbligatorie dei contribuenti italiani.
In particolare vi è una norma che riguarda l’operatività con San Marino: è stato introdotto un limite di 500 euro per le comunicazioni obbligatorie di operazioni con paesi black list. Le operazioni attive e passive intercorse con paesi in Black List dovranno essere comunicate solo se l’importo singolarmente è superiore a 500 euro. La norma è immediatamente efficace e scatta a partire dalla comunicazione da presentare entro la fine del corrente mese di marzo per le operazioni di febbraio.
Alleghiamo estratto della normativa italiana vigente (al 02/03/2012) riferito alla comunicazione (decreto incentivi art.1 comma 1).
Questa informativa per avvertire i clienti ed i fornitori delle imprese e per evitare costi e/o comunicazioni errate all’agenzia delle entrate.
L’introduzione del limite permette di dare fiato ai piccoli acquisti o vendite con operatori italiani che si trovavano a sostenere costi di comunicazione spesso superiori al valore dei beni acquistati o venduti (es. cancelleria, attrezzature minute, ricevute alberghi e ristoranti, etc).

  • Vigente decreto incentivi ITA (12,19 KB)

Referendum abrogativo legge di riforma previdenziale

REFERENDUM per l'ABROGAZIONE della Legge 5/10/2011 n.158
OSLA esprime il suo pieno sostegno all'iniziativa per il REFERENDUM per l'ABROGAZIONE della Legge 5/10/2011 n.158 e offre supporto al COMITATO REFERENDARIO, anche con la possibilità di raccogliere le firme in sede OSLA grazie alla disponibilità dei Notai associati OSLA che daranno la disponibilità. Lo scorso 28 febbraio è stato depositato presso la Segreteria Istituzionale il quesito referendario volto all’abrogazione della Legge n. 158/2011 (Riforma del Sistema Previdenziale). Tale Legge, che si proponeva di mettere in sicurezza il sistema pensionistico sammarinese, fallisce completamente l’obiettivo. Per tutte le categorie di lavoratori si è introdotto un importante aumento dei contributi previdenziali, con la conseguenza che i redditi e le possibilità economiche dei lavoratori sono destinati a diminuire ulteriormente in un periodo già pesantemente segnato dalla crisi. Questo aumento dei contributi non consentirà peraltro di mantenere il livello dei fondi pensionistici, che, dati alla mano, si troveranno ad accumulare passivo già nel brevissimo periodo, con la conseguenza che i contributi potrebbero essere ancora ulteriormente elevati. Inoltre, anche le pensioni hanno subito un drastico calo, già avvertito dagli attuali pensionati, e che sarà ancor più pesante per tutti coloro che matureranno la pensione negli anni a venire: basti soltanto evidenziare che, quando la Legge andrà definitivamente a regime, le pensioni saranno pari al 55% dei redditi percepiti negli ultimi cinque anni di attività e non più all’85% come attualmente accade. La Legge n. 158/2011 insomma non risolve i problemi che si proponeva di risolvere, pregiudica ingiustamente la situazione attuale ed il futuro, in particolare, dei più giovani che si vedono e si vedranno costretti al pagamento di contributi sempre più pesanti con la prospettiva di percepire una pensione sempre più misera ed introduce balzelli dannosi per l’economia sammarinese, già in crisi per altri ben noti motivi. Ben altri erano i correttivi che si sarebbero potuti introdurre per addivenire alla necessaria riforma del sistema pensionistico in termini di equità e solidarietà, principi che risultano completamente contraddetti dalla normativa introdotta. Per maggiori informazioni, potrete contattare alcuni dei membri del Comitato promotore, Laura Poggiali (0549/942363), Manuela Albani (0549/903354), Lorenzo Moretti (0549/992011). Vi invitiamo ad apporre la Vostra firma di sostegno all’iniziativa referendaria per l’abrogazione di questa Legge manifestamente ingiusta, presso uno dei seguenti studi notarili: dott. ALFREDO AMICI 0549/878285, dott. DENNIS BECCARI 0549/903170, dott. ANDREA BELLUZZI 0549/905303, dott. PARIDE BUGLI 0549/901956, dott. GIANNA BURGAGNI 0549/906387, dott. CECILIA CARDOGNA 0549/906387, dott. DEBORAH DELLA VALLE 0549/878471, dott. MIRKO DOLCINI 0549/980481, dott. MARINO FEDERICO FATTORI 0549/907304, dott. MARCO FIORINI 0549/942332, dott. GLORIA GIARDI 0549/992011, dott. ERIKA MARANI 0549/903170, dott. MATTEO MULARONI 0549/908600, dott. MARIA ANTONIETTA PARI 0549/990400, dott. RAGINI GIUSEPPE 0549/908808, dott. BARBARA RATTINI 0549/907072

Rinnovo CCNL industria e artigianato

OSLA si chiede per quale motivo non sia stata ancora contattata per partecipare al tavolo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Industria e Artigianato, visto che è parte legittimata e necessaria.
Forse la posizione OSLA è scomoda a qualcuno? Oppure si procede senza OSLA nella speranza che nulla si concluda? OSLA comunque si rende sin da ora disponibile, come ha sempre fatto, a confrontarsi sui temi del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Industria e Artigianato.

Gestione emergenza neve

OSLA nel prossimo autunno organizzerà un breve corso da ripetersi tutti gli anni per preparare la cittadinanza e gli imprenditori alla GESTIONE EMERGENZA NEVE. Il corso riguarderà: SICUREZZA STRADALE E MONTAGGIO DELLE CATENE, GOMME TERMICHE, ANTINEVE, GUIDA SULLA NEVE, ADDITIVI CARBURANTE e BOMBOLETTE ANTIGHIACCIO; DIRITTI E DOVERI DEL CITTADINO, I SERVIZI PUBBLICI, SGOMBERO NEVE, UTILIZZO DEL SALE, PROTEZIONE CIVILE e NUMERI DI EMERGENZA; ORGANIZZAZIONE PER PRIORITA' E LOGISTICA; TECNICHE DI PROBLEM SOLVING, GESTIONE ANSIA, PAURA E PANICO; IMPIANTISTICA e UTENZE, TIPOLOGIE DI MANUTENZIONI e ALBERO DEI GUASTI, MANUTENZIONE DELLA CALDAIA, CONGELAMENTO TUBATURE; STRUTTURE E SICUREZZA; MATERIALI, DISPOSITIVI E APPLICAZIONI PER LE EMERGENZE; ORGANIZZAZIONE e COORDINAMENTO PUBBLICO/PRIVATO NELLA GESTIONE EMERGENZA NEVE. OSLA proporrà questo corso per prevenire i disagi derivanti dall'emergenza neve, che hanno ricadute sui cittadini, sullo Stato e sull'operatività delle imprese. Al corso verranno invitati per un contributo i rappresentanti delle strutture pubbliche impegnate nell'emergenza neve e nella protezione civile.

Assemblea OSLA - rinnovo cariche

Venerdì 16 marzo 2012 alle ore 17 - presso il Grand Hotel Primavera si terrà l’assemblea annuale OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori. In tale occasione ci sarà l’elezione dei nuovi organismi statutari ed in particolare del nuovo Presidente Generale, dei Presidenti di Settore, dei membri del Consiglio Direttivo e dei tre Sindaci Revisori. L’assemblea sarà l’occasione per i presidenti uscenti, di fare il punto della situazione sul triennio trascorso, che ha visto la nostra Repubblica passare momenti difficili. A tale proposito si terrà un breve dibattito sul sistema socioeconomico sammarinese e sulla sua prospettiva in questo delicato momento nei rapporti fra San Marino e Italia, al quale parteciperanno il Segretario di Stato per il Lavoro Francesco Mussoni e il Segretario di Stato per l’Industria Marco Arzilli. La serata si concluderà con una cena per celebrare il Presidente Generale, i Presidenti di Settore, i consiglieri ed i Sindaci Revisori, neo eletti. Gli associati OSLA sono invitati a partecipare numerosi. Per informazioni contattare la segreteria OSLA allo 0549 992885.