c.s. OSLA USC USOT 15092015

SMaC – CONTINUANO LE PRESE IN GIRO PER GLI OPERATORI
A seguito dell’incontro sulla nuova APP SmaC tenutosi lunedì 14 settembre, OSLA, USC e USOT restano esterrefatti di fronte al comportamento della Segreteria alle Finanze che è stata così celere nell’ideare una proposta per i pochi operatori rimasti nel circuito scontistica, lasciando invece immutate tutte le problematiche rimaste sulle spalle delle aziende, senza tralasciare la machiavellica costrizione a rimanere nel circuito obbligatoriamente per otto mesi.
Eravamo rimasti allo scorso giugno, quando la Segreteria alle Finanze aveva preso l’impegno di trovare in breve tempo una soluzione tecnica per introdurre l’utilizzo della Smac Card come borsellino elettronico in tutte le attività sammarinesi e di ideare e concordare con le Associazioni nuove metodologie di certificazione che riducano realmente i tempi tecnici di transazione e i costi per gli operatori.
Invece, dopo mesi di silenzio, l’unica proposta è un’APP che non tutela in egual modo tutti gli operatori sammarinesi che, sconti o non sconti, sono comunque obbligati ad accettare la Smac Card come strumento di certificazione elettronica.
Il Governo deve prendere atto del fallimento causato dalle sue decisioni, che spingono i pochi operatori rimasti nel circuito sconti a non abbandonarlo non per reale convinzione, ma taluni solo perché obbligati a rimanere fino a febbraio in quanto vincolati da un provvedimento governativo e altri in quanto spaventati dall’idea di perdere propri clienti a seguito di politiche commerciali governative che prediligono gli operatori aderenti al circuito, abbandonando a se stessi tutti gli altri.
Continuare in questo modo rappresenta la rottura del patto sociale; è solo un accanimento terapeutico e una mancanza di rispetto verso le tante attività costrette ad uscire dal circuito sconti a causa dei provvedimenti che hanno distrutto una fidelity card intelligentemente creata nel 2008, trasformandola in un mero sistema di certificazione delle deducibilità delle spese.
Il sistema sconti è stato cannibalizzato dalla funzione di certificazione, depotenziando in tal modo anche l’obiettivo di incentivazione degli acquisti in territorio; l’aver reso il consumo “obbligatorio” porterà ad preoccupante fuga dei consumi, una volta finito il limite massimo della deducibilità.
Il risultato finale è una disaffezione alla SmaC, sia da parte degli operatori che da parte dei consumatori.
Non è giusto difendere ad oltranza scelte politiche sbagliate a discapito di interi settori commerciali. La concorrenza commerciale è prerogativa privata, non statale. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
OSLA USC USOT