c.s. IUS 14122015

IMPRENDITORI E ABBONATI

È triste constatare ancora una volta come il governo dimostri di essere privo di idee, ma soprattutto di una forza intrinseca che permetta di mettere in atto azioni forti e coraggiose, quali il nostro paese necessita, per superare una situazione di crisi, economica e di valori, che permane ormai da troppo tempo.
E’ drammatico osservare che di fronte a problemi quali ad esempio il dissanguamento della liquidità e il continuo attacco mediatico che il nostro Paese subisce quotidianamente dai media italiani, le azioni di chi dovrebbe perseguire la ripresa e lo sviluppo economico, si riducono ad un mero copia incolla delle politiche commerciali delle pay tv: ai nuovi abbonati sconti mirabolanti, omaggi e benefit sempre più forti. E ai vecchi abbonati? Essere fedeli clienti, che con il pagamento del canone sorreggono da decenni i bilanci dell’azienda non conta nulla? A loro deve bastare il servizio gentilmente concesso dall’operatore e continuare a pagare l’interezza del listino.
Questa politica scellerata non porta a nulla di duraturo, ben lo sanno, ragionando per similitudine, gli operatori internazionali di telefonia mobile, che hanno già percorso questa strada e l’hanno abbandonata accorgendosi della miopia di queste promozioni: il cliente sfrutta la promozione e allo scadere della stessa abbandona l’operatore e si rivolge a un altro che gli rivolge una proposta analoga, palleggiandosi tra una compagnia e l’altra e vendendosi al miglior offerente del momento.
Un Paese non è un’ azienda profit! Un Paese dovrebbe preoccuparsi di tutti i suoi cittadini contribuenti senza distinzione di sorta! Un Paese dovrebbe garantire un’equità di trattamento a tutte le proprie attività!
Ci permettiamo di segnalare ai nostri legislatori che creare deliberatamente una situazione di concorrenza sleale, non è la maniera migliore di fare del bene alle finanze dello Stato; se a un nuovo operatore (cliente?) si concedono benefit di carattere fiscale, esso potrà praticare prezzi più concorrenziali o dare servizi maggiori o peggio ancora ingrassare ancora di più le proprie tasche, a discapito di chi ha sempre contribuito diligentemente al benessere dei cittadini di questo Paese.
È triste constatare l’accanimento del nostro Governo verso gli operatori esistenti e contemporaneamente vedere le servili concessioni ai nuovi abbonati, per i quali si spianano colline, si trasformano parchi pubblici in cattedrali nel deserto, si fanno varianti stradali, mentre non si trovano le risorse per rendere gradevole un’area compresa tra il parcheggio 6 e il 7.
Siamo stanchi di vedere centri commerciali, storicamente presenti nel nostro Paese, tristemente in disarmo, operatori agonizzanti che da anni versano nelle casse dello Stato, imprenditori dissanguati perseguitati per un ritardo nei versamenti delle imposte mentre ai nuovi si concedono sgravi fiscali pluriennali.
Il nostro Paese si è sempre distinto per l’operosità dei propri cittadini, per la capacità dell’accoglienza, per l’inventiva con cui si sono sempre proposti al mercato interno e limitrofo. Basta solo evitare l’accanimento di Stato e la legalizzazione della concorrenza sleale dei nuovi clienti e sicuramente i vecchi abbonati si riveleranno una piacevole sorpresa per i nostri governanti.
Il futuro non passa certo dalla promulgazione di leggi che imbavagliano e bloccano i sammarinesi nella loro essenza di esseri umani raziocinanti, ma da scelte coraggiose che esaltino le individualità di ognuno di loro e una accurata e lungimirante gestione delle risorse da essi create.