c.s. IUS 19012016

OSLA, USC e USOT, uniti nella costituenda confederazione IUS “Imprenditori Uniti Sammarinesi,” denunciano l’elevazione di multe relative ai controlli sul mancato uso della Smac fiscale da parte degli operatori economici. Quanto avevamo già predetto continua puntualmente a verificarsi. I pastrocchi creano caos. Premesso che da tempo OSLA, USC e USOT chiedono i dati in mano agli uffici pubblici relativi ai numeri e alle somme incassate con il sistema Smac fiscale dallo Stato e che ancora non sono stati forniti, il Governo ha comunque iniziato ad impiegare uomini e risorse economiche per fare controlli. Questo atteggiamento è preoccupante in considerazione del fatto che ci si ostina a non capire che una legge che non funziona è una legge sbagliata. La Smac fiscale, come oggi concepita, ha enormi limiti operativi (che sempre abbiamo denunciato e continueremo a farlo!) e irrisolte problematiche relative alla violazione della privacy sia per l’esercente sia per il consumatore. Dal 1 gennaio inoltre devono essere “smaccati” tutti gli importi, compresi anche quelli al di sotto dei 5 euro. In sostanza bisogna passare la Smac fiscale anche per un singolo caffè. Mentre chi ci ha governato è accusato di aver usato illegittimamente somme esorbitanti sottraendole alla collettività, inizia la caccia all’evasione dei caffè, con buona pace degli operatori che si lamentano non perchè non vogliano essere controllati, ma perchè la procedura è già troppo lenta e eccessivamente burocratica per importi superiori ai 5 euro, figuriamoci per gli importi sotto questa cifra. Agli operatori viene risposto che ora è possibile acquistare registratori di cassa che riducono i tempi della “smaccata” essendo possibile battere il prezzo una sola volta anziché due. Premesso che questo comunque non risolve il problema dei tempi di risposta del POS/registratore di cassa che rimangono eccessivi, i costi per alcune attività commerciali, per riorganizzarsi con questi nuovi macchinari, possono arrivare anche a spese di oltre 5.000,00 euro a fronte di un rimborso statale di appena 200,00 euro. Ma aldilà dei prezzi, più o meno alti, si continua ad assistere ad un ingiustificato accanimento verso gli operatori economici. Si continua a non comprendere che il sistema Smac fiscale crea dei limiti operativi alle attività imprenditoriali ed un aumento dei costi per gli operatori e per la collettività. Gli operatori hanno difficoltà a smaccare a causa di impedimenti tecnici. Fare le multe sulla base di una legge che non funziona, e non può funzionare, non è una sana lotta all’evasione, ma un pessimo modo per fare cassa. Nel medio-lungo periodo però si affossa il sistema economico. Nell’interesse di questo paese, nel rispetto di chi lavora, chiediamo al Governo di fare un passo indietro e restituire dignità a chi ha il coraggio di fare impresa. Il 25 gennaio alle ore 20.30 presso il palazzo Kursaal di San Marino Città, le tre associazioni affronteranno anche il tema Smac fiscale. Chiunque vi abbia interesse è invitato.