c.s. IUS 10022016

Lo IUS dice la verita’ sulla SMaC e lo dimostriamo. La Segreteria alle Finanze fà solo retorica, mimetizzando i dati.
Lo IUS respinge al mittente l’accusa di fare attacchi non veritieri al sistema SMaC Card. I dati oggettivi continuano a dare ragione allo IUS. La Segreteria alle Finanze, nel suo comunicato del 9 febbraio, dichiara che “l’obiettivo di incentivare i consumi in Repubblica si sta cogliendo pienamente con beneficio sia del consumatore, che viene favorito dalle deduzioni fiscali, sia dell’operatore economico, che viene favorito mediante l’aumento dei ricavi”. Poi però non fornisce i dati che servono. Non fornisce i dati sull’aumento dei consumi, né sull’aumento dei ricavi, bensì fornisce solo i dati dell’aumento del numero delle transazioni. Infatti il dichiarato aumento del 30% dall’anno 2011 all’anno 2015 non riguarda i consumi o i ricavi, bensì solo il numero delle transazioni del circuito scontistica. Ma questo è un dato tanto ovvio quanto inutile. E’ ovvio che, in considerazione del sistema elettronico imposto, confusosi con la SMaC sconti ed il borsellino elettronico, anche il numero delle transazioni della scontistica SMaC sia in aumento, in quanto è in aumento l’uso della SMaC a discapito degli altri strumenti di pagamento, ma il numero dei consumi non è aumentato o quanto meno il dato sui consumi manca e non è stato fornito! Così come manca il dato sui ricavi! Inoltre il dato sui consumi e sui ricavi andrebbe poi valutato confrontandolo con le spese necessarie a sostenere il sistema. In sostanza, per intenderci, se prima un panino lo si pagava con una banconota da 5 euro e non si usava la SMaC, si aveva il consumo di un panino ed il ricavo di 5 euro, ma nessuna transazione tracciata. Ora pagando per lo stesso panino con la SMaC, il consumo è sempre di un panino, il ricavo sempre di 5 euro, ma viene tracciata anche una transazione! Quindi è ovvio che le transazioni aumentino, ma non necessariamente aumentano i consumi (il consumo è sempre di un panino!) ed il ricavo per l’operatore è lo stesso (sempre di 5 euro!). Anzi, l’utile per l’operatore e per tutto il sistema economico è destinato ad essere sempre inferiore, perché con la SMaC, così come oggi concepita, aumentano i disagi, la burocrazia ed i costi. La stessa Segreteria alle Finanze dichiara che il circuito scontistica è sostenuto dall’amministrazione pubblica con finanziamenti tra gli 8 e i 9 milioni di euro (8-9 milioni di euro!). Senza contare i finanziamenti per il circuito fiscale. A guadagnarci saranno, però, le banche che dal 1 gennaio 2017, secondo disposizione della stessa Segreteria alle Finanze, incasseranno una commissione su ogni transazione che avverrà attraverso il borsellino elettronico. Ovviamente la commissione sarà a carico del solo operatore economico e di conseguenza diminuirà il margine di guadagno per l’operatore stesso oppure aumenteranno i prezzi finali per il consumatore. Inoltre un aumento di transazioni della scontistica solo del 30% in 4 anni, con tutte le risorse messe in campo, è un evidente limite, non un successo. In 4 anni, se non fosse stata unificata la SMaC sconti alla SMaC fiscale, si sarebbero ottenute sicuramente percentuali maggiori, probabilmente intorno al 100%. Visto che La Segreteria alle Finanze è restia a spiegare i dati che contano, lo facciamo noi. Dal sito ufficiale SMaC emergeva in data 16 settembre 2015 che gli esercenti che applicavano la scontistica erano 532. Al 4 febbraio 2016, quindi 5 mesi dopo, si sono ridotti e sono diventati addirittura solo 509, compresi i distributori di carburanti ed i negozi di generi alimentari (che sono probabilmente gli unici settori per i quali avrebbe senso mantenere la Smac scontistica). Considerando che gli esercenti che potenzialmente potrebbero aderire al circuito scontistica sono circa 3.000, è facile, quanto drammatico, affermare che la scontistica viene ad oggi usata solo da 1\6 (unsesto) degli esercenti operativi sul mercato. Per intenderci…2.500 operatori su 3.000 non aderiscono al circuito SMaC sconti. E’ palesemente un sistema che non funziona, che è stato disastrato da scelte non in linea con quelle delle associazioni di categoria. Inoltre, attraverso le deduzioni fiscali per il consumatore, il settore commerciale viene dopato e, come in tutti i casi di doping, nel lungo termine ci saranno delle conseguenze sulla sua salute in termini di qualità del servizio, anche a discapito del consumatore, che tra l’altro dovrebbe essere libero di spendere i suoi soldi dove vuole.
Il consumatore è la principale risorsa dell’operatore economico, che farà di tutto, quest’ultimo, per continuare ad aggraziarselo e coccolarselo, fornendo servizi di qualità e sconti personali, senza bisogno di strumenti cervellotici come è diventata la SMaC Card a seguito dell’unione della SMaC fiscale alla SMaC sconti.
Il rischio della violazione della privacy del consumatore e della riservatezza aziendale dell’operatore economico purtroppo è sempre presente, nonostante le rassicurazioni della Segreteria alle Finanze.
L’operatore economico non si vuole sottrarre ai controlli, ma il problema dell’evasione fiscale si risolve con strumenti appropriati, non con strumenti che creano più danni che vantaggi.
Se il sistema SMaC funzionasse, perché la Segreteria dichiara di essere impegnata nella progettazione di una campagna promozionale di lunga durata (di lunga durata!) per premiare i consumi interni con un nuovo concorso a premi, spendendo tra l’altro altre risorse economiche? Lo IUS continuerà ad essere presente per tutelare la dignità dell’operatore economico e del consumatore. Anche lo IUS rimane a disposizione per un confronto con la Segreteria alle Finanze, se costruttivo.