c.s. IUS 18022016

ORA BASTA CON ACCUSE DIFFAMANTI AGLI IMPRENDITORI E ASSOCIAZIONI!
LO IUS RISPONDE A BENE COMUNE E ALLA CSU ED E’ PRONTO A QUERELARE.

Dopo l’assemblea promossa della federazione IUS il 25 gennaio u.s. che ha registrato 400 intervenuti, il clima si è surriscaldato.
La pressione sta aumentando, senza che al momento, si scorgano segnali di ricomposizione, per riavviare un dialogo indispensabile, ad assicurare al Paese la convivenza civile, fondamentale sempre, indispensabile, in una fase difficile dell’economia Sammarinese, che perdura ormai da troppo tempo, logorando le speranze e opacizzando il futuro.
Registriamo un articolo della scorsa settimana al vetriolo della CSU.
Capiamo la difficoltà di CDLS e CSDL alle prese con una disoccupazione alla quale non ci sono al momento risposte; tuttavia dichiarare sempre più spesso che la categoria della imprenditoria è composta da evasori fiscali, non aiuta certo a creare posti di lavoro.
Dopo le conquiste sociali prodotte dalle associazioni sindacali negli anni ‘60/’70 che hanno aumentato significativamente il loro prestigio e potere, oggi le stesse si trovano disorientate, difronte ad un mondo cambiato, al quale non sono ancora riuscite a dare una chiave di lettura per contribuire a far ripartire la nostra economia.
In questo quadro, le reazioni dell'impresa diventano un’ottima occasione per indicare il nuovo nemico da combattere e rinsaldare così le fila logore del rapporto fra lavoratori e i loro rappresentanti sindacali.
Capiamo tutto questo per cui le accuse al vetriolo non ci toccano, sono “retroguardia”.
Ciò che invece stupisce e forse non mancherà di indignare, è la posizione assunta dai partiti al governo sotto la sigla “Sanmarino Bene Comune” che giovedì 11 febbraio fanno proprio in toto l’articolo della CSU.
Mai si era visto un governo che abdica alla sua funzione di organo e arbitro supremo della vita del Paese, ripiegandosi sulle posizioni della CSU.
Ci si domanda se San Marino non stia scivolando nell’Autarchia; Il dizionario Palazzi traduce: Stato che economicamente basta a se stesso.
Infatti le deducibilità fiscali al fine della tassazione di stipendi e pensioni, attraverso gli acquisti contabilizzati dalla Smac Card, valida solo per le spese in territorio, costringe le persone a comprare a San Marino, nonostante l’affermazione che da Noi tutto costa più che altrove.
Il governo fa suo il dato della CSU secondo la quale nel 2015 i prezzi al consumo di alimentari e bevande siano aumentati del 3,2%. Richiamarsi alle statistiche può risultare ingannevole perché tale strumento dipende dal tipo d’interrogazione. Questa affermazione era già stata smentita, prove alla mano, da una stimata ditta sammarinese del settore. Oggi che il governo mette il cappello su tutte le affermazioni della CSU, viene da chiedersi chi sono questi governanti. Purtroppo una comunità di 33mila abitanti ha rare possibilità di avere figure apicali con stature di statisti, dobbiamo rassegnarci all’idea che al momento disponiamo solo di figure stataliste. Dopo 8 anni di governo di “Sanmarino Bene Comune”, ci ritroviamo incartati in una selva di pratiche burocratiche sempre più stringenti e onerose.
Le politiche economiche tentate in questi anni ci presentano un Paese asfittico, ripiegato su se stesso, che tende sempre di più a rinchiuderci nella riserva, come accadde agli indiani nativi d’America.
Lo IUS tanto vituperato, o forse temuto? ha una diversa visione della società e delle speranze da coltivare e far crescere. Noi crediamo che sia possibile uscire dal tunnel nel quale le malversazioni tollerate troppo a lungo, ci hanno relegato. Crediamo in una società dinamica, libera e aperta, capace di far emergere la voglia di fare, per tornare a far crescere l’economia del Paese, in grado di produrre una ricaduta virtuosa su Tutti.
Fino a quando i primi a deprimere questo bisogno, saranno i rappresentanti della classe dirigente con la loro malcelata diffidenza che a volte rasenta il disprezzo, non ci potrà essere inversione di tendenza.