c.s. IUS 03032016

ANIS e IVA: OK il prezzo è davvero giusto?
L’ANIS, nel cercare di giustificare l’introduzione del sistema IVA a San Marino, si richiama nel suo settimanale ad una vecchia trasmissione televisiva nella quale i concorrenti “buttavano lì” dei prezzi di determinati oggetti per approssimazione, se non a caso, per arrivare ad aggiudicarseli. Purtroppo IUS non crede che sia questo il modo più corretto di affrontare un tema così importante e complesso.
Inoltre l’ANIS ed altri che cercano di sostenere a spada tratta l’introduzione del sistema IGC (o IVA sammarinese) negli ultimi mesi hanno fatto affermazioni che non trovano nessun riscontro e non possono quindi essere condivise.
Hanno affermato perentoriamente che senza IVA non si entra in Europa, quando invece l’Europa non ha mai avanzato questa richiesta al nostro Paese in sede di negoziazione.
Hanno affermato che con l’introduzione del sistema IVA a San Marino si elimina l’obbligo della documentazione T2, cosa completamente destituita di fondamento.
Hanno affermato che con l’introduzione dell’IVA si sarebbe eliminata l’evasione fiscale delle imposte indirette, cosa che ha destato addirittura ilarità poiché l’IVA è l’imposta più evasa a livello europeo.
Hanno affermato che con l’introduzione del sistema IVA a San Marino l'economia sarebbe diventata più competitiva, mentre ovunque in Europa, compresa l’Italia, si cerca disperatamente di non implementare il sistema IVA giacché è universalmente riconosciuto che tale sistema ha effetto deprimente sull’economia.
Hanno affermato che con l’introduzione dell’IVA diminuirà per tutti la burocrazia fiscale a San Marino, quando invece per i comparti dei servizi, del commercio, dell’artigianato e del turismo aumenterebbe a dismisura, per non parlare dell’enorme mole dei controlli da introdurre, tanto da fare ipotizzare ad una guardia di finanza in salsa sammarinese.
Nell’ultimo numero del suo periodico settimanale ANIS è riuscita addirittura ad affermare perentoriamente che con un’aliquota IGC (IVA alla sammarinese) al 10 % si risolvono tutti i problemi, purché si mantengano i ricarichi abbastanza contenuti. Peccato che nel progetto di legge non viene scritto da nessuna parte che l’aliquota sarà quella del 10 %, mentre negli intendimenti della Segreteria delle Finanza è stato più volte ripetuto che solo inizialmente le aliquote saranno moderate, salvo poi innalzarle nel tempo. Senza contare poi che spesso l’entità dei ricarichi è determinata da logiche di sopravvivenza nel mercato. Parlare d’integrazione fiscale con l’Europa, come fa l’ANIS, e pensare oltretutto di ottenere permanentemente aliquote IVA più basse di 13/14 punti rispetto all’Italia e altri paesi sembra decisamente velleitario.
A quanto sembra l’ANIS sorvola (a parte un trafiletto di stampa assai ridotto) sul fatto che l’introduzione dell’IVA non riguarderà solo le merci, ma anche tutti i servizi. Nemmeno sembra sfiorare agli attenti osservatori dell’ANIS il pensiero che a San Marino non tutte le merci vendute al dettaglio sono acquistate direttamente dall’estero (Italia o altrove) ma anche da grossisti sammarinesi, per i quali l’effetto dell’introduzione del sistema IVA sarebbe ben più pesante.
La stessa Segreteria Finanze nel suo ultimo comunicato pubblico dice candidamente che lo scopo principale dell’introduzione del sistema IVA a San Marino è quello di finanziare un sistema sociale (pubblica amministrazione) di cui non si è in grado (o non si vuole) ridimensionare efficacemente i costi, ma a quanto sembra l’ANIS non se n’è accorta.
L’ANIS continua a ripetere che lo scopo dell’introduzione dell’IVA a San Marino è quello di facilitare il comparto industriale che esporta in altri paesi tramite l’adozione dello stesso modello d’imposte indirette. Ma allora, nel momento in cui si propone un doppio standard, con il sistema IVA solo per le aziende industriali, perché ANIS insiste per imporlo ai consumi interni, diminuendo la competitività di tanti altri settori e colpendo i consumatori finali, specie quelli a reddito basso?
Al momento non vi sono risposte, solo molta disinformazione. Il settore industria si merita ragionamenti più analitici rispetto a semplici annunci da “ok, il prezzo è giusto!”.
IUS è aperto al confronto e ritiene che prima di inserire una normativa così invasiva sia necessario considerare le conseguenze su tutti i comparti economici e sull’intero sistema Paese senza tutelare un solo settore a discapito di tutti gli altri.
Attendiamo tutti coloro che vorranno approfondire anche questo argomento alla serata dello IUS di lunedì 14 marzo presso la sala Montelupo di Domagnano a partire dalle ore 20.30.