c.s. IUS 06042016

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ FINALMENTE TORNARE PADRONE DELLO 0,40% PRELEVATO AUTOMATICAMENTE DAL SUO STIPENDIO.
Il progetto di legge sulla rappresentatività è sbagliato. Chi deciderà di approvarlo si assumerà la responsabilità di aver inferto un duro colpo ai principi democratici di questo paese.
Ciò nonostante però, pur non bocciando il progetto di legge sulla rappresentatività, esiste comunque l’occasione, da parte di tutti i Consiglieri della nostra Repubblica, di limitare i danni alla democrazia a vantaggio e nell’interesse quanto meno del lavoratore dipendente, principale risorsa delle Imprese della Repubblica. Infatti il Consiglio Grande e Generale, qualora non intenda respingere totalmente in sede di seconda lettura la legge di rappresentatività, avrà comunque l’occasione di accogliere un emendamento presentato, da un movimento di opposizione, che permette al lavoratore dipendente di decidere lui stesso se cedere o meno ai sindacati la sua quota di servizio, cioè lo 0,40% del suo stipendio.
Ora un automatismo decide al posto suo. Infatti per sostenere i floridi stipendi dei sindacalisti, attualmente, al lavoratore dipendente viene prelevato in automatico lo 0,40% della sua retribuzione per essere dato al sindacato (anzi, in base al nuovo progetto di legge sulla rappresentatività, verrà dato soprattutto alla C.S.U.). L’ammontare della quota di servizio versato ai sensi dell’art. 7 della Legge n.70/2003, per l’anno 2015 (0,40%) è risultato pari a € 1.870.536,35.
Riteniamo essere giusto, come prevede l’emendamento, che il lavoratore dipendente debba porre in essere un atto volontario per dire se donare o meno il suo 0,40%. Il progetto di legge sulla rappresentatività viene “venduto” come una legge a vantaggio del lavoratore, quindi riteniamo sia logico, da parte dei Consiglieri, votare un emendamento in grado di dare la possibilità al lavoratore dipendente di decidere liberamente, senza automatismi, se cedere lo 0,40% del proprio stipendio.
Per quel che riguarda le recenti accuse, rivolte da due partiti politici e dalla Csdl, ai membri dello IUS di essere troppo aggressivi, “aspri” ed “intimidatori”, non le comprendiamo e le respingiamo, ma se fare una corretta informazione ed auspicarci un uso sensato del voto è una colpa, allora potremmo anche dichiararci colpevoli.