c.s. IUS 18042016

INCREDIBILE, MA VERO: LA SMAC CARD AI BAMBINI DI 11 ANNI!
I numeri continuano a parlare chiaro, ma la Segreteria alle Finanze continua un braccio di ferro che non fa bene al paese.
Andando in internet sul sito ufficiale della Smac Card, si possono facilmente verificare il numero degli operatori economici oggi iscritti al circuito scontistica. Essi sono soltanto 465. Considerando che in febbraio sullo stesso sito se ne contavano 509, è facile comprendere che da febbraio ad aprile c’è stato un ulteriore calo di quasi il 10%.
Ad oggi, su circa 3.000 operatori che potenzialmente potrebbero aderire al circuito scontistica, stanno aderendo solo in 465, poco più del 15% degli operatori economici. Continuare una prova di forza svilendo il lavoro degli operatori economici ed investendo il denaro di tutta la collettività in un progetto fallimentare non può portare del bene. Diventa soltanto un pozzo senza fondo che infuoca gli animi. La soluzione può essere soltanto un passo indietro. La Smac sconti deve essere separata dalla Smac fiscale e quest’ultima deve essere riprogettata. Anche l’Unas, finalmente, con un’istanza d’Arengo ha chiesto una modifica sostanziale all’invio dei dati, affinché non sia più immediato, ma sia giornaliero. Questa richiesta, già pronunciata insieme ad altre da IUS, non è sufficiente a risolvere i problemi connessi alla Smac fiscale, ma quanto meno rende evidente il disagio che quotidianamente gli operatori economici vivono. Eppure la Segreteria alle Finanze, imperterrita, prosegue nel suo incomprensibile progetto, coinvolgendo anche i bambini di 11 anni. Con la delibera n. 17 del 16 febbraio 2016 il Congresso di Stato ha incaricato le direzioni della scuola media inferiore di provvedere alle richiesta di rilascio e successiva consegna delle carte ai rispettivi studenti provvedendo altresì alla raccolta delle relative quote di acquisto.
A cosa serve questa imbarazzante delibera? Ma dove stiamo andando a finire? La Smac era nata per incentivare i consumi all’interno del territorio sammarinese ed in accordo con le associazioni di categoria era vietata ai minori degli anni 16. Ora il Governo, unilateralmente, ha deciso di darla anche ai bambini di 11 anni. La Segreteria alle Finanze pensa così di aumentare i consumi all’interno del territorio? Perché sennò, senza Smac, c’è il rischio che un bambino di 11 anni che frequenta la scuola a San Marino inforchi la sua biciclettina e pedala e pedala vada a comprarsi le figurine a Rimini? Oppure bisogna evitare che il bambino di 11 anni possa gestire del contante per evitare che sia il fulcro di un sistema di riciclaggio basato sulle merendine? Forse il Governo è convinto che dietro la vendita di caramelle e chewing-gum si nascondano ingenti sacche di evasione fiscale non altrimenti perseguibile? Bene, nell’attesa delle risposte cominciamo a segmentare anche i bambini di 11 anni sui loro consumi, le loro preferenze e le capacità di spesa, nella speranza che questi dati sensibili non finiscano nei gestionali di qualche azienda che decida di impiantarsi a San Marino e si diverta a fare concorrenza sleale agli operatori già esistenti, che non hanno accesso ai quei dati. E poi così siamo già pronti per l’inserimento della nostra Repubblica in uno spesometro o in un redditometro, calibrato sui dati raccolti, anche di bambini di 11 anni! Le leggi vanno rispettate, ma quando sono sbagliate vanno eliminate.
IUS sollecita i Consiglieri più lungimiranti a prendere delle serie posizioni su questi argomenti.
IUS ricorda che è ancora possibile firmare la petizione contro la Smac Card fiscale, a favore di un miglior sistema di sviluppo economico, così come dal 31 marzo è possibile per ogni operatore economico uscire dal circuito della Smac sconti