c.s. IUS 26042016

RAPPRESENTATIVITA', 0,40% DEL LAVORATORE DIPENDENTE E FINTO CONFRONTO.
La scorsa settimana il Segretario al Lavoro On.le Iro Belluzzi ha presenziato alla Conferenza Pubblica organizzata dalla CSU dal titolo “Rappresentatività e democrazia”. La conferenza è stata “venduta” come un momento di confronto, eppure a questa “occasione di confronto” non è stata invitata nessuna associazione datoriale facente parte dello IUS e tanto meno l’organizzazione sindacale USL, da sempre contrari al progetto di legge. Perché si parla di confronto quando il confronto non c’è?
Il progetto di legge “rappresentatività” ha numerose distorsioni e lacune: una delle più evidenti è che per conteggiare la rappresentatività finalizzata al contratto unico delle associazioni datoriali, si conta non il numero delle imprese presenti nell’associazione datoriale, ma il numero dei dipendenti che queste imprese occupano (Art. 25 del progetto, già divenuto inemendabile). E’ evidente essere un favore alle associazioni datoriali che hanno pochi imprenditori, ma che occupano, i loro imprenditori, molti dipendenti. Eppure il contratto di lavoro deve tutelare non solo i dipendenti, ma anche i datori di lavoro, anche se occupano pochi dipendenti. Sia i dipendenti sia i datori (anche se occupano un numero limitato di dipendenti) sono portatori di diritti e doveri. Ma tant’è,…non c’è peggior sordo di chi non voglia sentire.
Altro problema è lo 0,40% prelevato automaticamente dalla busta paga del lavoratore dipendente. A questo proposito una riflessione è d’obbligo: come mai si impone d’ufficio ad ogni lavoratore di cedere lo 0,40% della propria busta paga in favore del sindacato e non gli si fa invece maturare la necessità di versare il contributo di propria iniziativa, qualora intenda farlo, attraverso un atto volontario, avendo la certezza che l’iscrizione ad un sindacato sia garanzia di essere sempre ben rappresentato e protetto (art. 13 del progetto, ancora emendabile in C.G.G.)?
E’ vero che il lavoratore ha facoltà di rifiutarsi di cedere lo 0,40% attraverso un atto posteriore e separato, ma è facile intuire che, molto spesso, si preferisce soggiacere piuttosto che scegliere. Riusciranno i Consiglieri ad avere un confronto reale su questi temi, bocciando così il progetto di legge e riportando ordine sulla distorsione dello 0,40% tolto al lavoratore nella sua inconsapevolezza?
Qualcuno, per lavarsi la coscienza, ha inserito nel progetto di legge sulla rappresentatività, una norma transitoria di 10 anni. Però la transitorietà riguarda solo il tempo concesso alle associazioni e organizzazioni sindacali per mettersi in regola con i requisiti ai fini della propria registrazione, ma non va ad incidere sui requisiti di maggior rappresentatività ed erga omnes che diventerebbero invece immediatamente efficaci ed effettivi.
Lo IUS ha fatto tutto ciò che poteva fare per sensibilizzare i Consiglieri. Lo IUS non è nella “stanza dei bottoni”. Solo i Consiglieri hanno questo onore-onere. Onorevoli Consiglieri, la maggior parte di coloro che vi hanno votato, lo hanno fatto credendovi consapevoli e liberi e per difendere quindi il patto sociale che deve rappresentare i legittimi interessi di tutti. Dimostrateci il vostro spessore, la vostra onestà intellettuale e democratica. Le logiche pre-elettorali lasciatele da parte, perché usarle come merce di scambio su temi delicati come questi, farebbe vergogna. Qualora questo progetto di legge venga approvato, lo IUS continuerà in tutte le sedi più opportune, anche internazionali, a chiederne l’abrogazione, ma vuole sperare di non esservi costretto, perché vuole convincersi che la Repubblica di San Marino è rappresentata da una maggioranza di Consiglieri consapevoli, onesti intellettualmente e liberi.