No all'accordo ANIS-CSU

OSLA evidenzia e precisa a chi vuole commentare la “maggioranza” dei SI per l'approvazione da parte dei delegati sindacali dell'accordo per il rinnovo del contratto di lavoro ANIS - CSU, che tale maggioranza in realtà rappresenta soltanto una sconfitta. La percentuale del 61% (84 SI - 53 NO e 1 scheda bianca) è sintomatica delle divisioni che esistono all'interno del sindacato e della delusione contrattuale di una nutrita fetta dei lavoratori che rappresenta. E’ una bugia che l'aumento dell'orario di lavoro sia la direzione intrapresa anche da altre realtà quali la Germania e la Francia. E’ una bugia che il contratto tra ANIS e CSU sia il migliore possibile in questo momento storico. Quest’ultima é soltanto una sciocca frase di marketing studiata per fare digerire l’indigeribile. Considerare necessaria l’abolizione di 3 festività da recuperare eventualmente nel monte ferie é un’altra bugia. OSLA comprende coloro che hanno votato NO, perché come noi temono gli effetti che questo accordo, senza la previsione di una rinnovata POLITICA DEI REDDITI, avrebbe sulle imprese in un momento in cui le principali economie mondiali riducono gli orari di lavoro. Il contratto sottoscritto, e per fortuna non ancora in vigore, comporterebbe da una parte solo un aumento dei costi per le aziende e dall’altra un aumento prima della cassa integrazione e poi della disoccupazione.
OSLA teme questo contratto che avvantaggia solo alcune realtà imprenditoriali, fruitici di ogni tipo di sgravio fiscale e che poi finiscono per pescare a mani basse nelle casse degli ammortizzatori sociali (C.I.G.; Credito Agevolato Straordinario - Legge 3 agosto 2009 n.109; Defiscalizzazioni - Legge n.44 del 1993) prosciugandole indebitamente ed impoverendo le altre piccole e medie realtà imprenditoriali, nonché l’intera collettività.
OSLA respinge questo accordo che pare avvallato da una politica non in grado di contestare e contrastare i poteri forti, ma capace solo di assecondarla e scriteriatamente nutrirla.